Cgil e Fillea in lutto per la morte sul lavoro di Gianfranco Fabretto: "In edilizia un'incidenza crescente"

Il monastero di Santa Marta a Firenze

"I lavoratori edili di Firenze si stringono in un forte abbraccio attorno alla famiglia dei Gianfranco Fabretto, deceduto ieri mentre lavorava in cantiere  e piangono per l'ennesima volta la morte di un collega di lavoro.

Si tratta della perdita di un operaio esperto e, senza entrare nella dinamica dell'infortunio, restiamo in attesa dei risultati dell'indagine. 

Quello che ci preme sottolineare è che purtroppo in molti hanno sbandierato negli ultimi mesi dati di diminuzione degli infortuni nei cantieri, mentre in realtà se si rapporta il numero degli infortuni alla diminuzione del lavoro per la crisi e all'aumento del lavoro nero, l'incidenza degli infortuni in edilizia è certamente crescente. 

L'allarme per la sicurezza nei cantieri deve essere massimo e tale deve essere il livello di controllo dei cantieri, proprio perché  la crisi ed imprenditori senza scrupoli, che danneggiamo quelli onesti, stanno spingendo il lavoro in edilizia a forme sempre più precarie, rendendo gli operai sempre più ricattabili con rapporti di lavoro anomali e strane “forme” di impresa in cui la formazione per la sicurezza ed il rispetto per chi lavora è al ribasso! 

Oggi anche nei cantieri di Firenze osserviamo sempre più forme anomale di impiego dei lavoratori: falsi lavoratori autonomi, soci di finte cooperative, associazione di impresa, ….... forme di lavoro, che anche a causa dell'inadeguatezza delle normative nazionali, rendono sempre più il cantiere una ginepraio di rapporti di appalti e subappalti, spesso di fatto fuori da quello che è il dettato del Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro". 

Marco Benati - Segr. Gen. FILLEA CGIL di Firenze

Dichiarazione stampa di Mauro Fuso, segretario generale della CGIL sulla morte del lavoratore edile a Firenze

“Quante volte dobbiamo dire non più? Non più incidenti sul lavoro, non più morti bianche.

Tante, troppe volte, ma l’ennesima disgrazia deve suonare come un campanello d’allarme. 

Il settore dell’edilizia ha ridotto le attività del 50% circa e nella speranza che riprenda dobbiamo alzare la sorveglianza e l’attenzione sulla sicurezza del lavoro.

Siamo vicini ed esprimiamo alla famiglia le nostre condoglianze con la piena disponibilità a supportali nelle loro necessità soprattutto di carattere legale.”

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