Documento di programmazione regionale 2015, Sgherri: ”Ddocumento che, non prevedendo monitoraggi adeguati, rischia di essere un libro dei sogni"

Monica Sgherri

“Un testo con una filosofia di fondo anche condivisibile, ma che rischia di essere un libro dei sogni perché non si individuano sistemi di monitoraggi – come andiamo richiedendo da anni – sugli effetti delle scelte passate e sugli stati d’avanzamento per quanto riguarda il futuro al fine di poter intervenire tempestivamente. Siamo all’ultimo atto del genere della legislatura e un sistema di monitoraggio efficiente e in tempo reale era la priorità da risolvere per passare da “libro dei sogni” a programmazione vera e concreta.

Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e Capogruppo di Rifondazione Comunista – C.I.- in Consiglio Regionale. Siamo stati per anni in solitudine o quasi nel denunciare che non si dovesse “morire” con le politiche tutte rivolte alla riduzione del debito e al rigore (e al conseguente smantellamento del welfare) e invece si dovesse puntare su lavoro e crescita; oggi questo dibattito è al centro della riflessione europea e anche il Documento in questione lo assume. Certo però non fa si alcun accenno a chi negli anni ha sostenuto proprio le politiche del rigore, cioè chi ha sostenuto i vari governi nazionali tecnici o delle larghe intese (come continua a fare anche l’attuale) e cioè in buona parte la stessa maggioranza della Regione Toscana. Nel merito bene nel documento quindi l’indicazione sugli impegni relativi al sostegno al lavoro, all’inclusione sociale, così sullo sviluppo delle rinnovabili e sul risparmio energetico:  su questo punto il documento “assume” quanto andiamo dicendo da anni, cioè fare di questo tema una leva per riacquistare competitività abbattendo i costi energetici e non rincorrendo la ricetta (perdente e socialmente devastante) dell’abbattimento del costo del lavoro. Positiva inoltre l’anticipazione al 2014 di 85 milioni di fondi strutturali europei. Elementi negativi ci sono, quali quelli sulla sanità, come tutta la privatizzazione della diagnostica, la questione irrisolta delle liste d’attesa e di una adeguata sanità sul territorio.

Così come alcuni dei passaggi sulla scuola, riguardanti i gli inaccettabili e incostituzionali finanziamenti alle paritarie anche private (si veda modifiche alle norme finanziarie), e la riproposizione delle “grandi opere” inutili, dannose, costosissime e che guardano ad un modello di sviluppo passato, piuttosto guardare al futuro puntando sulla vera grande opera necessaria come la trasformazione del servizio ferroviario regionale in sistema di metropolitana di superficie regionale. Ma, ribadisco, il punto di fondo che ci fa esprimere negativamente su questo documento – prosegue Sgherri - è che senza la previsione di verifiche, monitoraggi ecc ex ante ed ex post non si individuano e non si concretizzano velocemente le scelte e quindi rischia di essere un libro dei sogni. Un esempio lampante: come non condividere l’indicato sviluppo del sistema di metropolitane a Firenze, ma la linea 1 arriva dopo 20 anni circa la scelta fatta dal Comune di Firenze: senza gli strumenti adeguati il resto rischia di essere tale e tanto dilatato nel tempo da rimanere nel novero dei meri desiderata.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana

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