
«Per forza: se alla Asl ti danno un appuntamento dopo dieci, dodici mesi, se poi una ricaduta ti costringe a effettuare la visita o l’esame in fretta dal privato dimenticarsi di disdire la data nella struttura pubblica è facile e naturale. Ecco cosa porta 8000 fiorentini, oggi, a essere destinatari di avvisi bonari di pagamento della sanzione che la Asl 10 sta inviando per le mancate disdette. La legge, è vero, non ammette ignoranza, ma liste d’attesa che superano il calendario solare di certo non aiutano»: lo dice il Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai (FI), che così commenta la notizia delle migliaia di inviti di pagamento sciamate dagli uffici dell’azienda sanitaria fiorentina verso altrettanti cittadini ‘rei’ di aver prenotato una prestazione sanitaria a cui poi non si sono presentati ma senza avvertire.
«Il bubbone è sempre quello: liste d’attesa – considera Mugnai – che mettono i pazienti in fuga verso il privato che assicura tempi compatibili col diritto alla salute a prezzi ormai concorrenziali rispetto ai ticket sanitari. E sulle lunghe distanze temporali, chi se ne ricorda più che esisteva un appuntamento in un futuro remoto magari segnato sull’agenda dell’anno dopo? E’ una disfunzione del sistema». In conclusione: «Le prenotazioni di cui non si intende fruire vanno disdette – precisa Mugnai – per non inibire ad altri la possibilità di accedervi. Alla sanità pubblica va però il compito, oltre che di sanzionare, di mettere il cittadino in condizione di non cadere in errore».
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