Esaote, Rossi a fianco dei lavoratori richiama l'azienda alle proprie responsabilità

Uno sciopero all'Esaote (foto da twitter)
"Lo stabilimento fiorentino di Esaote rappresenta un'eccellenza in fatto di ricerca e innovazione e, per questo, deve essere non solo salvaguardato, per difendere l'occupazione e un
patrimonio di competenze specialistiche di qualità, ma anche rilanciato e messo in grado di diventare sempre più competitivo in un contesto internazionale che, nel settore diagnostico biomedicale, è sempre più complesso e aggressivo".
Il presidente della Regione Enrico Rossi ha ribadito così la vicinanza della Regione Toscana verso i lavoratori che oggi manifestano, nel centro di Firenze, contro il piano industriale presentato dall'azienda. Una protesta sulla quale, a detta delle organizzazioni sindacali, aleggerebbe anche lo spauracchio della cessione, con possibili conseguenze ancora più pesanti sull'occupazione dei 230 addetti.
Il presidente, anche alla luce delle difficoltà emerse al tavolo riunitosi la scorsa settimana al ministero dello Sviluppo economico, ha richiamato l'azienda alle proprie responsabilità nei confronti dei lavoratori e del territorio, cui deve il suo radicamento e il suo sviluppo.
"Esaote non può dimenticare – spiega Rossi – di essere in debito con la Toscana che l'ha sostenuta nei suoi investimenti, contribuendo al suo sviluppo. Dalla Regione l'azienda negli ultimi anni ha ricevuto, con tre diversi bandi, quasi 8 milioni di finanziamenti che sono serviti a cofinanziare progetti di ricerca e sviluppo presentati anche insieme ad altri partner. Si tratta di iniziative all'avanguardia, selezioniate per i loro contenuti innovativi e che, coinvolgendo altre imprese della zona, Università, centri di ricerca locali, non avrebbero ragion d'essere in contesti diversi, fuori da questo territorio. Un ulteriore spreco di risorse ed energie che dobbiamo assolutamente scongiurare".
Il presidente ha assicurato che la Regione continuerà, come ha fatto finora, a seguire da vicino la vicenda, anche nei tavoli nazionali ed è pronta a sostenere, anche con la nuova programmazione di fondi europei, progetti di investimento che puntino a rafforzare le produzioni di punta e il mantenimento a Firenze delle funzioni di ricerca e sviluppo, cuore strategico del gruppo.

Boretti (Pd): “Necessario difendere sede fiorentina, non abbasseremo la guardia”

“Sono notizie allarmanti quelle che si stanno diffondendo sulla sede fiorentina di Esaote: la Regione e tutti i livelli istituzionali interessati devono assolutamente rivendicare il sostegno dato finora a questa realtà industriale. Basti ricordare circa otto milioni di finanziamenti che proprio la Regione Toscana ha messo a disposizione in questi anni per la realizzazione di progetti volti al rilancio della produzione. Pertanto, è giusto che ci sia un richiamo alle responsabilità dell'azienda in virtù degli impegni che sono stati presi. Condividiamo la preoccupazione dei lavoratori e siamo dalla loro parte per difendere con forza lo stabilimento, non abbasseremo la guardia”.

A dirlo è Vanessa Boretti, consigliera regionale Pd, che questo pomeriggio ha incontrato i lavoratori Esaote che si trovavano in piazza della Signoria in occasione della seduta del Consiglio comunale per esporre la propria situazione.

“Il piano industriale avanzato dai vertici aziendali non tutela i lavoratori e penalizza notevolmente un eccellenza del tessuto produttivo locale e regionale. – prosegue Boretti - Ancora più grave poi sarebbe la situazione se fossero vere le voci relative a una possibile cessione della sede fiorentina, come hanno denunciato i sindacati. La nostra economia è stata già fortemente penalizzata dalla crisi. Non possiamo permetterci di perdere pezzi importanti del nostro sistema per colpa di piani industriali sbagliati: auspico che da parte dei vertici aziendali ci sia la volontà di riaprire un confronto che vada nella direzione della tutela dei lavoratori e del rilancio della produzione. La Regione continuerà a monitorare i passaggi della vicenda, mettendo in campo tutte le azioni possibili e necessarie perché questo confronto si realizzi quanto prima e per tutelare lavoratori e professionalità”.

Sgherri: ”si prospetta un forte ridimensionamento del sito fiorentino. Chiederò una comunicazione in aula alla Giunta sulla vicenda”

Vicenda Esaote. Quanto appare anche sulla stampa oggi non è certo di buon auspicio, con l’azienda che, col proprio piano,  va avanti nella direzione di cassa integrazioni, esuberi e richieste di trasferimento. E’ quindi necessario ed urgente che la mozione approvata dal Consiglio Regionale lo scorso 18  giugno proprio su questa vicenda non rimanga lettera morta. Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo di “FdS” in Regione. Possibile -  a quanto si legge - cessione dello stabilimento di Firenze (230 lavoratori impiegati), a Firenze 30 dei 78 esuberi previsti, cassa integrazione per 120 e 25 lavoratori qualificati da trasferire a Genova i quali, se non accettassero, finirebbero nel novero dei cassa integrati.

Insomma un fortissimo ridimensionamento del sito fiorentino, gravi nubi sotto l’aspetto occupazionale e del mantenimento del livello d’eccellenza fin qui vantato da Esaote, questo il quadro. La mozione approvata impegnava la Giunta a “mettere in campo tutte le azioni necessarie a tutelare un patrimonio di competenze che non può essere disperso” e a “confermare il pieno sostegno ai progetti di sviluppo e innovazione, anche alla luce delle ulteriori possibilità che potranno aprirsi con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014-2020, a condizione che l’azienda si impegni concretamente a mantenere la crescita produttiva ed a tutelare i livelli occupazionali”. Visti questi impegni – prosegue Sgherri - che il Consiglio aveva affidato alla Giunta e nel contempo quanto – a distanza di alcune settimane - l’azienda paia andar dritta per la propria strada, chiederò che il consiglio medesimo sia informato dello stato dell’arte e delle azioni concrete messe e da mettere in campo; quindi con una comunicazione ad hoc della Giunta stessa all’aula sulla vicenda.

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