
Una modifica della legge 45 che prevede piccoli prestiti per i lavoratori e le lavoratrici che hanno necessità di chiedere alle banche un finanziamento per fronteggiare una fase di difficoltà economica. Lo chiederà al consiglio regionale la giunta, su proposta dell'assessore alle attività produttive credito e lavoro Gianfranco Simoncini, che si è incontrato oggi con le organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil impegnandosi a presentare quanto prima il provvedimento.
"Cerchiamo – spiega Simoncini – di rispondere maggiormente al bisogno sociale ampliando la platea dei beneficiari, innalzando la fascia di reddito dei soggetti interessati.Tale strumento purtroppo si rivela oggi ancora utile per sostenere i lavoratori che hanno perduto il lavoro e hanno biosgno di un aiuto concreto per andare avanti. Situazioni di questo tipo sono, purtroppo, molto frequenti in questo periodo di crisi protratta, sia in conseguenza dei ritardi dello Stato nell'erogazione della cassa integrazione e nel trasferimento dei fondi per la cassa integrazione in deroga".
La proposta di modifica che l'assessore si è impegnato a portare all'esame del consiglio, sulla quale concordano i sindacati che avevano avanzato sollecitazioni in tal senso, prevede di modificare la soglia di reddito Isee, portandola dagli attuali 28 mila a circa 36 mila 500 euro, che è la soglia di riferimento per l'accesso a tutti i servizi regionali (trasporti ecc). Sarà inoltre eliminato il vincolo che limitava l'accesso al lavoratore con famiglia monoreddito, mentre la possibilità di accesso al finanziamento verrà estesa anche ai titolari di partita Iva con almeno due anni di attività e senza reddito da almeno due mesi.
"L'allargamento alle partite Iva – afferma l'assessore – è molto importante, perchè abbiamo verificato che l'inasprirsi della crisi ha penalizzato molto questi soggetti che, nella maggior parte dei casi sono giovani e sprovvisti di ammortizzatori sociali". Il provvedimento concordato con i sindacati sarà presentato, dopo il passaggio in giunta, al consiglio regionale che l'assessore auspica possa condividerlo e approvarlo quanto prima.
Cosa sono i "Piccoli prestiti" Nell'ambito della legge 45 la Regione, grazie ad un investimento di 5 milioni, per tre anni, assicura la copertura totale degli interessi e delle garanzie sui finanziamenti erogati. Il finanziamento massimo concedibile è di 3 mila euro, erogati in una unica soluzione. Nei primi mesi di operatività del provvedimento, varato nel 2013, sono state presentate 305 domande, per un importo complessivo di 915.000 euro. I destinatari dell'intervento, ad oggi, sono lavoratori e lavoratrici dipendenti, residenti in Toscana, che da almeno due mesi non ricevono lo stipendio o sono in attesa degli ammortizzatori sociali. L'intervento fino ad oggi era destinato a famiglie monoreddito o nelle quali entrambi i coniugi sono nella stessa situazione di difficoltà.
Intesa tra Regione e sindacati per estendere le misure di sostegno al reddito
Microcredito e prestiti anche per le Partite Iva: è arrivata l'intesa tra Regione e sindacati per estendere le misure di sostegno al reddito (almeno 50mila i potenziali interessati). Si tratta del primo intervento del genere in Italia, che vuole andare incontro a una categoria che ha visto contrarsi il reddito annuo del 20% nell'ultimo anno di riferimento disponibile. Questa mattina, infatti, nell’ambito della verifica della azioni a sostegno dei lavoratori in difficoltà per mancata percezione di salario o ritardo nella riscossione degli ammortizzatori sociali, oggetto di un apposito provvedimento operativo dall’estate scorsa, CGIL CISL UIL della Toscana e Regione hanno raggiunto un’intesa per allargare i possibili beneficiari della misura. In modo particolare si è convenuto di innalzare a 36.541 Euro la soglia ISEE familiare di riferimento per i lavoratori dipendenti e di allargarne la fruibilità, su proposta delle organizzazione sindacali, anche ai lavoratori con Partita Iva (senza dipendenti) - in gran parte giovani - che in precedenza ne erano esclusi.
Per questi ultimi, si è assunto a riferimento la mancata fatturazione o riscossione di fatture negli ultimi 2 mesi e, come ulteriori requisito per accedere al contributo, aver aperto la partita IVA da almeno 2 anni e non avere dipendenti.
Si stima che solo per queste figure i potenziali interessati nella nostra regione siano almeno 50.000, lavoratori che nell’ultimo anno di riferimento disponibile hanno visto il reddito annuo contrarsi di oltre il 20% fino ad una media di 13.000 Euro annui.
“Si tratta del primo intervento del genere in Italia e risponde ad un bisogno espresso da un particolare tipo di lavoratori (in crescita esponenziale) sui quali si fa molta retorica, ma verso cui si assumono poche concrete iniziative a livello nazionale. La Toscana ancora una volta fa da battistrada con azioni sperimentali e originali. Le misure saranno operative non appena la Giunta regionale e il Consiglio avranno approvato l’apposita variazione della L. 45, ragionevolmente entro la fine del mese di luglio”, dicono CGIL e Nidil Toscana. Che esprimono la loro soddisfazione “per un risultato per il quale, già all’atto di avvio della sperimentazione lo scorso anno, avevamo chiesto di arrivare per una maggiore inclusività del mondo del lavoro in crisi e la propria Consulta delle professioni, lavora da tempo”.
Fonte: Regione Toscana
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