
“Recentemente la Regione Lazio – ricorda il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli – è intervenuta con decreto sull’applicazione della Legge 194, specificando che l’obiezione di coscienza dei medici riguarda solamente l’intervento materiale di interruzione di gravidanza, mentre non è possibile esercitarla nel lavoro presso i Consultori Familiari”.
“Si stabilisce nel dettaglio che il personale operante in quelle strutture, essendo coinvolto solo in attività di attestazione dello stato di gravidanza e della richiesta di compiere un’Ivg, è tenuto alla prescrizione di contraccettivi ormonali, sia routinaria sia in fase post-coitale, e all'applicazione di sistemi contraccettivi meccanici: in sintesi, il medico obiettore non potrà più esimersi dal parlare con la donna che ha deciso di abortire e rilasciarle la certificazione prevista dalla legge 194/78, dal prescrivere la contraccezione di emergenza (pillola del giorno dopo o dei cinque giorni dopo), dal prescrivere la normale contraccezione ormonale, dall'inserire la spirale (IUD) ”.
“Penso sia un ottimo provvedimento e un segnale fondamentale in un paese come l’Italia dove le conquiste delle donne sono messe sempre più in discussione. La stessa Unione Europea ha riconosciuto una violazione dei diritti delle donne a causa dell'elevato e crescente numero di medici obiettori di coscienza”.
“La Toscana certo non è la regione peggiore, anzi, ma anche sul nostro territorio la percentuale dei medici obiettori è in crescita (il 33% nel 2012) e si stanno verificando situazioni problematiche. E certamente il diritto di obiezione di coscienza dei medici non può tradursi nell'impedimento di un diritto per le donne”.
“Chiedo quindi che la Toscana segua l’esempio del Lazio emanando un provvedimento simile: riconosco al Presidente Rossi e all'Assessore Marroni di essere sempre stati attenti su questo tema. Con l'Assessore è anche in corso un tavolo permanente sull'applicazione della Legge 194 a cui partecipiamo insieme a diversi altri colleghi sensibili al tema, e ad associazioni per la difesa dei diritti delle donne. Ho intenzione quindi di lavorare al testo di una Mozione da presentare in Consiglio proprio con i colleghi e le associazioni di donne presenti a quel Tavolo" - conclude Romanelli.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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