Gli atleti del palio del Cerro vincono al gioco de “la Carra” a Canelli

I cerretesi esultano in Piemonte

Una delegazione di Cerreto Guidi  ha partecipato domenica 22  giugno a Canelli al gioco de “La Carra”, vincendo, in finale, contro la squadra dei Macedoni.

Nella città “spumantiera” la squadra cerretese, capitanata da Fabio Selmi, era composta da atleti della contrada giallo rossa di Porta Fiorentina – Alessandro Feri,  Mattia Scardigli , Squarci Carlo, Giomini Andrea, Lorenzo Biagioni, Lorenzo Pianigiani, Vannetti Gianni – .

Si è trattato di una vera e  propria trionfale rivincita, ottenuta in modo perfetto, prevalendo sulla squadra avversaria in tutte e due le batterie, su quella stessa compagine che l’ anno scorso si era imposta , seppur di misura, sulla formazione toscana.

Gli atleti cerretesi erano accompagnati da 40 contradaioli di Porta Palagio, che hanno voluto raggiungere in autobus la “capitale dello spumante” per presenziare alla storica manifestazione dell’ “Assedio di Canelli”, quest’ anno alla 23° edizione, assistendo fin dal pomeriggio del sabato,  lungo le vie del borgo antico, ad uno spettacolo continuo di musici, di compagnie di attori che si sono  cimentati nella commedia dell’arte, in una città per tutta la due giorni “a ferro e fuoco”, con decine di bancarelle e mestieranti d’epoca, per ricreare l’atmosfera seicentesca.

Nel giorno del riconoscimento  da parte dell'Unesco delle Terre di Roero, Langhe e Monferrato - unitamente alle cantine di Canelli - quale patrimonio mondiale dell'umanità, nessuno si è sottratto alla visita alle “cattedrali sotterranee” della storica azienda canellese  Bosca.

L'Assedio di Canelli e' molto più di una semplice rievocazione storica: e' la festa dei Canellesi che, rivivendo il passato, sanciscono forte e chiara la propria identità, e si riappropriano di quelle "radici" che sono presupposto fondamentale di ogni comunità.
E' una festa in cui l'esatta ricostruzione storica viene resa viva ed autentica dal coinvolgimento popolare, che riesce a creare un clima difficilmente riscontrabile in altre manifestazioni in costume.

E' una festa senza schemi e senza forzature, in cui la storia rivive attimo per attimo anche nei più piccoli gesti, nelle espressioni dei volti, nelle ombre e nelle pietre della Città antica. Sul canovaccio degli avvenimenti principali oltre mille canellesi in costume ricreano per due giorni l'atmosfera e le situazioni di una città assediata, coinvolgendo il visitatore che diventa al tempo stesso testimone degli eventi e protagonista, confondendosi tra ufficiali e soldati o tra contadini sbandati con i loro animali; frequentando le osterie e le taverne dove convengono anche i malfattori e gli accattoni, sussultando per gli imprevisti scoppi delle artiglierie nemiche evitando i carriaggi e di masserizie che strepitano sul selciato.

Come per i soldati e i popolani, il visitatore, deve sottostare agli obblighi ferrei del lasciapassare; deve accettare di buon grado l'eventuale inquisizione da parte delle guardie di ronda, e rischia la berlina se nelle osterie alzasse troppo il gomito; e poi odore di polvere da sparo dovunque, tamburi, ordini concitati, ispezioni a sorpresa, momenti di relativa tranquillità alternati a quelli eccitati dalle sortite, alterigia degli ufficiali e doloro della povera gente.

Fonte: ufficio stampa

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