
"Le mie dimissioni? Sono un atto dovuto e le porterò in assemblea la prossima settimana. Credo sia un gesto dovuto per l'amore e il rispetto che ho per il mio partito e per le tante brave persone che ci hanno lavorato, e per questo è giusto che la responsabilità sia del capo".
Due giorni dopo il terremoto grillino che ha sconquassato il Pd livornese, Jari De Filicaia, segretario del partito cittadino, torna a parlare. In 48 ore di telefoni staccati ora, a mente fredda, il colpo, durissimo, rimane indigesto: "Non ho ancora metabolizzato quello che è successo - ammette De Filicaia - proprio non me lo aspettavo. Dopo un primo turno perdere così, per quattromila voti.
Ufficialmente è come se a Livorno ci sia un governo di centrodestra, e lo dico non solo per le idee che hanno, ma anche per come hanno vissuto la serata di domenica, cioè come una liberazione. Livorno era già una città isolata, ora si rischia un ulteriore isolamento. Mi preparo a un'opposizione serrata in consiglio comunale". Domenica mattina, probabilmente, ci sarà un passaggio con la segreteria regionale prima dell'assemblea.
Notizie correlate
Tutte le notizie di Livorno
<< Indietro





