
"I dirigenti scolastici toscani continauno a rischiare il posto"
"Mercoledì 14 maggio 2014 il Senato ha approvato il Decreto Legge 1430, che nei prossimi giorni passerà alla Camera. Lì sarà approvato senza modifiche perché i tempi sono strettissimi. Il DL intenderebbe rispondere al problema dei dirigenti scolastici ed idonei coinvolti in annullamenti, parziali o totali, delle procedure concorsuali cui hanno partecipato. In che modo? 1. Mantenendo i dirigenti in servizio fino alla fine dell’anno nel quale avverrà la rinnovazione (quindi in Toscana presumibilmente fino al 31 agosto del 2015) 2. Impegnandosi a far partire entro il 31 dicembre 2014 una nuova procedura concorsuale per il reclutamento dei dirigenti scolastici, il ‘corso-concorso nazionale’, che eviterebbe alle vittime di annullamento del concorso la fase preliminare e garantirebbe una riserva di posti ed un punteggio aggiuntivo per chi ha svolto funzioni di dirigente scolastico.
Attraverso fonti ufficiali del MIUR, riviste scolastiche, organi di stampa è stata espressa la piena soddisfazione del Ministro per le risposte concrete che il DL contiene, segnali dell’attenzione riservata da questo Governo alla scuola.
Per i dirigenti scolastici toscani che hanno superato il concorso del 2011 (112 in servizio da due anni e 23 idonei), poi parzialmente annullato dal Consiglio di Stato per un errore nella procedura di sostituzione del presidente, il DL 1430 è invece del tutto insoddisfacente. Così come è insoddisfacente per i 96 idonei lombardi, che hanno regolarmente superato il concorso, ma sono poi stati esclusi a seguito della ricorrezione degli scritti, dovuta ad un’incredibile vicenda di presunta trasparenza delle buste, anche se i giudici non hanno riscontrato in concreto nessuna violazione del principio di anonimato.
I due casi hanno un punto in comune: la responsabilità dell’annullamento del concorso viene attribuita dalla magistratura amministrativa all’Amministrazione scolastica, ma chi ci rimette sono i cittadini incolpevoli, che hanno il torto di aver superato con merito le prove e di essere stati valutati positivamente da Commissioni il cui operato non è stato messo in alcun modo in discussione dalle sentenze. La stessa Amministrazione in Toscana ha poi proceduto all’assunzione ed alla conferma in servizio a tempo indeterminato dei vincitori del concorso.
Ci troviamo di fronte ad una situazione chiaramente paradossale. Cittadini che hanno creduto nello Stato e con sacrificio hanno assunto ruoli di responsabilità e contribuito al miglioramento della scuola pubblica si trovano di fronte uno Stato che ha commesso degli errori e che, invece di porvi rimedio in nome di un principio di giustizia sostanziale, fa pagare i danni a quegli stessi cittadini ed alla collettività, rinunciando nel caso toscano anche alle competenze acquisite dai dirigenti in alcuni anni di servizio e restituendo all’incertezza moltissime scuole.
Quali sono i motivi per cui riteniamo sbagliato il DL 1430?
Il DL sostenuto dal Governo ed approvato dal Parlamento è una soluzione del tutto inidonea perché, al di là delle dichiarazioni, non contiene risposte concrete, non ha il coraggio di farsi carico dei problemi creati dall’Amministrazione, non garantisce i diritti di chi –dopo aver superato positivamente e con merito un concorso- è stato assunto in servizio a tempo indeterminato.
Nessuno di noi ha mai chiesto di non rispettare le sentenze della Magistratura.
Insieme ai sindacati, abbiamo invece avanzato due proposte:
un’esecuzione intelligente delle sentenze, che tenesse conto delle diverse posizioni dei dirigenti in servizio, degli idonei e dei ricorrenti, anche al fine di non alimentare il contenzioso che già grava sul MIUR;
un concorso riservato che restituisca certezza a chi, per un errore non proprio, fosse escluso dalla rinnovazione del concorso ordinario o, come in Lombardia, fosse escluso dalle graduatorie finali.
Numerose proposte di emendamento avanzate da tutte le forze politiche hanno fatto sperare fino all'ultimo che tale sarebbe stato l' esito della discussione in Senato.
Il governo ha scelto un’altra strada: la rinnovazione del concorso ordinario in Toscana e l’avvio del corso-concorso nazionale. Una strada che presenta molti rischi ed incognite.
La rinnovazione del concorso in Toscana, attraverso un’esecuzione pedissequa della sentenza del Consiglio di Stato, espone i già vincitori al rischio di non superare le prove, in particolare quelle scritte, introducendo anche un’evidente disparità tra chi vedrà le prove scritte ricorrette e chi no. A riprova di ciò, basti ricordare che in Lombardia circa un quarto delle prove scritte, dapprima giudicate positivamente, non hanno poi superato la seconda correzione, con esiti sconcertanti sulle valutazioni.
Chi, superata la rinnovazione del concorso toscano, si posizionasse in graduatoria oltre il numero dei posti disponibili, perderebbe comunque il posto di dirigente scolastico a partire dal 1° settembre 2015. Paradossalmente, avrebbe vinto due concorsi senza essere confermato in servizio.
Non c’è d’altra parte nessuna garanzia che il corso-concorso nazionale, procedura del tutto nuova e complessa, parta davvero entro il 31 dicembre 2014 e si concluda entro il 31 agosto 2015, tenendo conto oltretutto dei consueti ricorsi che caratterizzano ormai ogni tornata concorsuale. Quindi chi non superasse la rinnovazione del concorso in Toscana si troverebbe restituito, a partire dal 1° settembre 2015, al ruolo docente. Non è chiaro poi su quali sedi, visto che ormai i posti lasciati liberi dai dirigenti sono stati assegnati ad altri docenti.
Chi poi superasse il corso-concorso nazionale difficilmente sarebbe immesso in ruolo nella propria regione: in Lombardia, ad esempio, sono ben 170 gli idonei in graduatoria e già in attesa ed anche in Toscana potrebbero essercene molti. Chi superasse il corso-concorso nazionale potrebbe quindi essere costretto a trasferirsi in un’altra regione.
Le risposte concrete che Governo e Parlamento ritengono di aver fornito non danno alcuna garanzia sul nostro futuro ed è per questo che esprimiamo la nostra più totale insoddisfazione per il DL 1430.
In tutti gli incontri, i politici si sono dichiarati sensibili alla nostra situazione, ma poi, al momento di decidere, le istituzioni si sono mosse in solitudine, senza consultarci. Confidiamo, a questo punto, che le prossime sentenze della magistratura amministrativa possano finalmente fare giustizia. Chiediamo comunque al Governo che nei decisivi passaggi delle prossime settimane (in particolare la definizione del regolamento e del bando) si attui un reale confronto con noi e con i sindacati, per cercare insieme le soluzioni migliori.
I dirigenti scolastici toscani, insieme agli idonei toscani e lombardi, continueranno a difendere in ogni sede, nazionale ed europea, i propri diritti, e attueranno azioni comuni di mobilitazione per ottenere il riconoscimento del ruolo di dirigente scolastico legittimamente guadagnato sul campo con sacrifici e pieno merito.
Firenze, 19 maggio 2014
Firmato:
Ludovico Arte, Francesca Lascialfari, Lucia Bacci, Maria Centonze, Maria Rosaria Mencacci e Simone Cavari, in rappresentanza dei dirigenti scolastici e degli idonei toscani
Agnese Canevari, Alessandra Canepa, Anna Celso, Marisa Fiorellino, in rappresentanza degli idonei lombardi esclusi dalla graduatoria finale del concorso
Fonte: CGIL Toscana
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