La Seves annuncia i licenziamenti, presidio dei lavoratori davanti Palazzo Vecchio. In programma un incontro con il ministro Poletti. Nardella: "L'azienda pugnala i lavoratori alla schiena"

Una manifestazione dei lavoratori Seves (foto d'archivio)

Una delegazione di lavoratori della Seves di Firenze stasera incontrerà il ministro del Welfare Giuliano Poletti, nel capoluogo toscano per una iniziativa, per sensibilizzare il ministro sulla loro situazione, dopo l'annuncio delle lettere di licenziamento in arrivo il 13 giugno prossimo. E' quanto emerso nel corso di un presidio a cui i lavoratori, in Cig straordinaria fino al 9 giugno, hanno dato vita oggi davanti a Palazzo Vecchio, e all'incontro col vicesindaco di Firenze Dario Nardella.

Seves ha presentato il proprio piano di ristrutturazione secondo l'articolo 182-bis della legge fallimentare lo scorso 7 maggio al Tribunale di Firenze; tuttavia il fondo Triton, che acquisirà l'azienda contestualmente alla sua ristrutturazione, ha annunciato di non avere interesse alla ripresa produttiva a Firenze. "Il giudice ha 60 giorni, più 30 di proroga - ha spiegato Bernardo Marasco (Filctem-Cgil) - per valutare se il progetto va in porto, per cui licenziare i lavoratori il 13 giugno significa non avere idea neanche se l'azienda va in fallimento o rimane attiva, e non possiamo non dare una chance ai lavoratori".

Lunedì 19 Maggio in fabbrica si svolgerà una assemblea dei lavoratori aperta a parlamentari e membri delle istituzioni. L'incontro è finalizzato a manifestare quanto ampio sia il fronte comune che chiede in tutta la città di dare ai lavoratori Seves ancora una opportunità, utilizzando ulteriori ammortizzatori sociali visto anche l'interessamento di altre proposte industriali  che potrebbero garantire un futuro alle maestranze e ad uno storico prodotto fiorentino di alta gamma.

Hanno già confermato la loro presenza i parlamentari Simoni, Fossati, Di Giorgi, Petraglia, Fedeli, il presidente del Quartiere Gianassi, l'assessore Biagiotti, il presidente della Provincia Barducci. L'assemblea si terrà in azienda dalle ore 10 alle ore 11 e ad essa seguirà un incontro stampa.
“Se c'è ancora una possibilità, dichiara Bernardo Marasco segretario della FILCTEM CGIL, che questa manifattura possa ancora essere salvata, è inconcepibile che l'azienda non conceda ai suoi lavoratori la chance di provarci utilizzando nuovamente gli ammortizzatori sociali”.

Rsu, sindacati e lavoratori incontreranno il 23 maggio anche l'assessore regionale al lavoro, Gianfranco Simoncini, per studiare soluzioni che consentano ai lavoratori di godere di un nuovo ammortizzatore sociale e rimanere in forza all'azienda per il periodo richiesto dal salvataggio secondo il 182-bis.

Nardella, l'azienda pugnala lavoratori a schiena
La decisione di Seves di consegnare il prossimo 13 giugno le lettere di licenziamento ai 97 lavoratori dello stabilimento di Firenze è "una pugnalata alla schiena, non trovo altro modo per definirla". Lo ha affermato il vicesindaco di Firenze, Dario Nardella, che oggi ha incontrato una delegazione dei lavoratori riuniti in presidio sotto Palazzo Vecchio.

"Non è accettabile che le proprietà si comportino in questo modo alle spalle dei lavoratori, e che fondi finanziari - ha aggiunto Nardella, riferendosi al fondo Triton  - di cui non si sa neanche chi sia l'interlocutore, il referente, prendano decisioni che hanno una ricaduta drammatica e devastante sul territorio, sulla città, e in generale anche sul sistema manifatturiero italiano".

Secondo il vicesindaco, la vicenda Seves è "una questione di rilevanza nazionale", perché se "chiude definitivamente" la fabbrica di Firenze "l'Italia esce definitivamente dal mercato del vetromattone, questa fabbrica è l'unica capace di produrre vetromattone con queste qualità".

Il vicesindaco Dario Nardella ha anche affermato che la destinazione d'uso industriale dell'area Seves di Firenze non cambierà.

"Si levino dalla testa i proprietari dell'azienda, nel caso in cui rimarremo noi, che cambi la destinazione d'uso di quell'area - ha affermato - diffidiamo chiunque dall'usare anche solo indirettamente o ipoteticamente l'argomento che quell'area possa avere una diversa destinazione, magari residenziale o commerciale, per ottenere un vantaggio personale a scapito dei lavoratori".

"Abbiamo saputo - ha spiegato Nardella, che oggi ha incontrato i lavoratori in presidio davanti a Palazzo Vecchio - che nel piano di risanamento la proprietà farebbe immaginare che quest'area possa avere una diversa destinazione, in ragione della valutazione che la proprietà ha dato, fino a un massimo di 23 milioni di euro: un'area industriale di quelle caratteristiche, se resta industriale, non può avere quella valutazione. Non voglio fare processi alle intenzioni, ma evidentemente qualcuno pensa che l'area della Seves possa un domani essere convertita, e usa questo argomento sulle spalle dei lavoratori per ottenere magari qualche valutazione positiva per i loro interessi".

Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa

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