Minori e professioni sociali, sistema a rischio. La commissione Affari istituzionali raccoglie l'invito della garante Sestini

Grazia Sestini

Il Consiglio regionale si impegnerà a sensibilizzare la Giunta regionale e quelle comunali sul grave depauperamento degli organici nelle professioni sociali, in particolare in quelle dedicate ai minori.

Lo prevede la proposta di risoluzione sull’attività svolta dal Garante per l’infanzia e l’adolescenza nel 2013, licenziata all’unanimità dalla commissione Affari istituzionali, presieduta da Marco Manneschi.

La proposta di risoluzione, che sarà all’esame dell’aula nella prossima seduta, esprime apprezzamento per il lavoro svolto, in particolare per l’ascolto e la conoscenza dei minori attraverso incontri con gli operatori, le associazioni, e per le molteplici iniziative intraprese con il tribunale per i minorenni di Firenze.

Il Garante Grazia Sestini, nel tracciare in commissione la fotografia sui bambini e ragazzi in Toscana, alla luce dei dati aggiornati al 2012, ha sottolineato che i minori sono sempre di meno, determinando un indice di vecchiaia altissimo. Le  famiglie di immigrati, infatti, che nel passato avevano contribuito a tenere stabile il saldo, seguono sempre di più il nostro stile di vita.

Moltissime segnalazioni ricevute sono relative alla conflittualità genitoriale per l’affidamento dei figli, in sensibile aumento, spesso con gravi ritardi da parte dei tribunali, sia ordinario che dei minori. Una situazione, secondo Sestini, destinata ad aggravarsi, con la nuova legge 219/12, con il passaggio delle competenze estese alle coppie non sposate, che ha quadruplicato i casi al Tribunale di Firenze, che ha una sezione dedicata. Un altro effetto della legge è l’aumento delle segnalazioni da parte dei nonni, in conflitto con i genitori ma anche con i servizi sociali ed i tribunali, spesso in situazioni drammatiche.

Altro elemento di riflessione è l’aumento del disagio tra le famiglie con figli portatori di handicap per la diminuzione delle ore di sostegno ed anche di quelle più propriamente educative, mentre diminuiscono gli affidi in comunità a vantaggio delle famiglie.

Tra i molti casi particolari, il Garante ha segnalato quello di un figlio nato in ospedale ma non registrato all’anagrafe, perché i genitori non avevano documenti. Il Ministero degli interni, investito del caso, ha precisato che in casi come questo vale lo ius soli.

Infine il grido d’allarme, raccolto nella proposta di risoluzione: i servizi territoriali delle Asl e dei comuni sono in gravissima crisi di personale ed il sistema toscano, che finora ha tenuto, è a rischio, soprattutto nella qualità delle prestazioni professionali. Non solo sono sempre più bambini e ragazzi che fanno ricorso ai servizi territoriali, ma anche i tribunali sempre più spesso decidono per l’affidamento a queste strutture

Fonte: Consiglio regionale - Ufficio stampa

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