Limitare il consumo di suolo: 'svolta' nella nuova legge urbanistica

Grande attenzione è inoltre riservata all’informazione e alla partecipazione dei cittadini. Previsto il diritto di accesso agli atti amministrativi


Il “contrasto al consumo di suolo”, ossia limitare e ridurre allo stretto necessario la progressiva trasformazione del territorio e nel contempo agevolare la rigenerazione urbana. Questo uno dei capisaldi attorno ai quali ruota la riforma della legge toscana n. 1 risalente al 2005. l’articolato, già approvato dalla Giunta regionale lo scorso 30 settembre, è approdato in commissione Ambiente, presieduta da Gianfranco Venturi (Pd), per la regolare illustrazione prima dell’avvio delle procedure di concertazione.

A spiegare i punti salienti di un provvedimento tra i più “significativi” di questa legislatura l’assessore regionale all’Urbanistica Anna Marson. “La riforma mantiene l’impianto generale della legge del 2005 ma apporta significative migliorie e adotta linee innovative”. Tra queste, ha spiegato Marson, il contrasto al consumo di suolo che se nella precedente norma era “soltanto un enunciato di principio, qui viene tradotto in una serie di dispositivi operativi concreti”. Viene infatti definito in “modo puntuale” il “territorio urbanizzato”, differenziando le procedure per intervenire all’interno dello stesso da quelle per la trasformazione in aree esterne, con “particolare riferimento alla salvaguardia del territorio rurale”. In aree esterne al territorio urbanizzato “non sono consentite nuove edificazioni residenziali” mentre “sono previsti limitati impegni di suolo”, per destinazioni diverse da quella residenziale, che “in ogni caso sono assoggettati al parere obbligatorio della conferenza di copianificazione di area vasta”.

Nel disegno di legge illustrato dall’assessore, altro cardine fondamentale è rappresentato dalla “correttezza delle procedure” e dalla “efficacia delle norme”. Per regolare i conflitti, viene mantenuta la conferenza paritetica interistituzionale “vista la valutazione positiva del suo funzionamento” ha spiegato Marson, precisando che viene “dotata di poteri necessari ad assicurare il recepimento delle proprie conclusioni e richiamando il ruolo di tutti i soggetti istituzionali nel far rispettare le norme di riferimento”.

Grande attenzione è inoltre riservata all’informazione e alla partecipazione. Punto che verrà approfondito anche in un apposito convegno organizzato dalla stessa commissione Ambiente il prossimo 27 novembre. Nello specifico l’assessore ha informato che le “attività di partecipazione vengono inserite nella procedura di formazione degli atti di governo del territorio” ed è inoltre previsto il “diritto di accesso agli atti amministrativi”.

La riforma, oltre a puntare al contrasto del consumo di suolo, introduce anche il concetto di “patrimonio territoriale” inteso come “bene comune” che realizza un “avanzamento culturale”. In buona sostanza si evidenzia – ha spiegato Marson – il passaggio, per la nostra regione, da una concezione vincolistica per aree specifiche, alla valorizzazione progettuale del territorio e del paesaggio nel suo insieme”.

Sul fronte delle politiche per la casa, l’articolato dispone una “pianificazione che riconosce gli alloggi sociali come standard urbanistico da assicurare mediante cessione di aree, di unità immobiliari o di oneri aggiuntivi a destinazione vincolata”. Anche il capitolo prevenzione e mitigazione dei rischi idrogeologici e sismici contiene disposizioni precise rivolte alla “formazione di piani strutturali e piani operativi”. “Si prevede inoltre – ha continuato l’assessore - che il piano di protezione civile costituisca parte integrante del piano operativo comunale”.

Tra le innovazioni in ordine a semplificazione e snellimento delle procedure, la riforma fissa a “due anni il tempo massimo necessario per la formazione di uno strumento generale di pianificazione dall’avvio del procedimento all’approvazione”. Termine che può essere prorogato di ulteriori sei mesi solo in caso di osservazioni particolarmente numerose. Per “scoraggiare i tempi che superano il termine fissato, vengono introdotte restrizioni” e laddove via sia un doppio procedimento, ai fini della Vas (Valutazione ambientale strategica), è prevista la “non duplicazione degli adempimenti”.

Fonte: Toscana Cosniglio regionale

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