Dusca Bartoli e Rolando Bagnoli candidato con Sel: "Risparmi da 60 milioni e finanziamenti facili: i conti sbagliati di Morelli e Barnini"

Dusca Bartoli di fronte al suo comitato in via del Papa a Empoli (foto gonews.it)

 “ Risparmi da 60 milioni di euro, l’Unione dei Comuni per evitare la stretta del patto di stabilità, soluzioni privatistiche per le società pubbliche dei rifiuti. Ma i candidati Morelli, Barnini e Sani hanno fatto bene i conti per i cittadini empolesi?” Rolando Bagnoli, candidato nella lista di Sel a sostegno di Dusca Bartoli risponde, insieme alla candidata sindaco ad alcune dichiarazioni fatte dei tre competitors  e ad alcune proposte lanciate nel corso del confronto pubblico di martedì 29 aprile al cinema ‘La Perla’.

“Dichiarazioni e proposte -  spiegano Bartoli e Bagnoli -  “che necessitano di chiarimenti per non andare fuori strada ma provare a centrare obiettivi concreti a vantaggio di tutti i cittadini”.
“Damasco Morelli nel declamare i vantaggi della fusione dei comuni dell’empolese-valdelsa ha parlato del risparmio di ben 60 milioni in tre anni”, spiegano Bartoli e Bagnoli, “di per sé la cifra non dice molto se non rapportata al complesso delle spese che attualmente gli undici comuni sostengono. Ebbene ci siamo presi la briga di andare a verificare questo dato prendendo come riferimento il 2012, poichè dal 2013 i bilanci contengono i dati del servizio di nettezza urbana, ma questo, essendo già organizzato e gestito a livello sovra comunale non dovrebbe risentire dei benefici del Comune unico. La spesa corrente dei comuni assomma nel complesso a 110 milioni di euro. Ora, un risparmio di 20 milioni all’anno corrisponde alla riduzione del 18%... Una enormità, altro che spendig review di Cottarelli! Sarebbe opportuno che Morelli ci spiegasse come vengono fuori questi dati per far capire meglio agli elettori come intenderebbe organizzare questo nuovo comune”.

Questa è invece l’idea di Dusca Bartoli e Rolando Bagnoli, “darsi un governo unitario con la fusione dei comuni è una scelta che riguarda il peso che quest’ area vuole avere all’interno della città metropolitana e nelle aziende di servizio, orami tutte a dimensione almeno subregionale. Riguarda la necessità di fare un salto di mentalità e darsi infrastrutture, servizi, stili di vita, al passo con l’Europa.

Prevede però di non impoverire la rappresentanza democratica delle comunità, di disegnare, all’interno di un comune che è non una città ma un’area, i municipi, immaginando forme di democrazia partecipativa deliberante  a quel livello. Permettendo contemporaneamente di gestire, con legittimazione democratica e non con le pastoie burocratiche di un ente di secondo livello, i servizi e le scelte a livello di area, mantenendo però  il contatto con i cittadini, che vanno coinvolti da subito in questa sfida al futuro.

Tutto questo razionalizzerà la funzionalità dei servizi, migliorando la vita dei cittadini, evitando per esempio le differenze di regolamenti a distanza di dieci chilometri e  permetterà di derogare per tre anni al patto di stabilità e quindi libererà risorse, ma non farà i miracoli”.

Sul tema dell’Unione dei Comuni,  “Brenda Barnini per sostenerne i vantaggi ha detto che i vincoli del patto di stabilità sugli investimenti sono superabili, demandando tutti gli investimenti all’Unione dei Comuni che non è soggetta al patto di stabilità interno. Anche qui emerge un piccolo problema, con quali mezzi l’Unione finanzia gli investimenti?”, chiedono Bartoli e Bagnoli, “ Se li finanzia con i mezzi che devono mettere a disposizione i Comuni, quali sono i vantaggi se i soldi che i Comuni devono trasferire all’Unione sono, come sono, soggetti al patto di stabilità?

Anche qui attendiamo chiarimenti, al di là degli slogan, a noi sembra che il problema vero sia la politica di austerità sostenuta dall’Europa e, tranne qualche critica marginale, dal nostro Governo. In realtà l’Unione è stata fatta in fretta e furia, senza visione chiara della direzione da prendere e non a caso riproduce, probabilmente in peggio, i vizi del circondario.

Non riesce ad avere l’autorevolezza di una sede vera di decisione, non essendo legittimata dal voto e rischia ogni momento di essere solo il dodicesimo ufficio. Per di più è stata costruita senza pensare alla struttura di supporto e siccome si sono scatenate subito le diatribe di competenza tra funzioni comunali e funzioni provinciali si trova praticamente paralizzata. Niente improvvisazione, va scelta la direzione con decisione e vanno costruite le decisioni con la partecipazione dei cittadini”.
Anche il candidato del Movimento 5 stelle ha prefigurato soluzioni molto discutibili.

“Gabriele Sani ha detto che si potrebbe pensare a suddividere il servizio di nettezza urbana fra raccolta e smaltimento in modo che non ci siano interessi del gestore a smaltire più rifiuti. Ma questa – dicono Bartoli e Bagnoli – può essere un’idea da considerare quando ci sarà la nuova gara per l’affidamento del servizio, a livello di Ambito territoriale Toscana centro e non del singolo Comune. Oggi il gestore è affidato ad una società interamente a capitale pubblico quindi l’interesse della società è determinato dai proprietari, che sono i Comuni; se la società guadagna ne beneficiano i soci, i Comuni, reinvestendo gli utili nel servizio e spartendoseli. La perdita va a carico dei soci, sempre gli stessi Comuni. Allora il vero problema oggi è come si fa a far funzionare questa società e come si controlla il suo operato. Sani farebbe bene a chiarire a meno che non veda l’ora che si ricorra al mercato per gestire questo servizio e si muova già in quest’ottica”.

 

Fonte: Ufficio Stampa

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