
Una piccola piantagione di canapa indiana realizzata in casa da un operaio 23enne, italiano, arrestato dai dai carabinieri della Compagnia di San Miniato. Per il giovane metalmeccanico il reato è quello di produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’abitazione in cui il giovane metalmeccanico abita a Castelfranco di Sotto era entrata nel mirino dei militari nei giorni scorsi per via di numerose frequentazioni sospette notate dagli investigatori.
Una volta dentro quelle camere, durante una perquisizione, ieri mattina, lunedì 28 aprile, i carabinieri hanno scoperto che in due stanze erano stati ricavati, con lamiera e divisori di plastica, due ambienti ad hoc, box alti due metri nei quali erano coltivate circa quaranta piante di canapa indiana di varia altezza.
Ciascun ambiente era dotato di sistema di illuminazione autonomo, irrigazione, areazione e riscaldamento.
In un'altra stanza c'era invece un ambiente specifico per l’essiccazione delle foglie: sono stati trovati circa 80 grammi di stupefacente già pronto per l'uso.
Sempre dentro la casa è stato sequestrato materiale per la coltivazione dello stupefacente: concime, semi, lampade, termometri, barattoli, nonché documentazione cartacea che illustrava e spiegava la corretta procedura da seguire.
L’operaio italiano, presente ieri mattina presto al momento della perquisizione insieme alla fidanzata straniera, si è assunto la sola e piena responsabilità e ha ribadito la totale estraneità della ragazza da ogni attività di coltivazione e spaccio.
Il 23enne è già stato processato per direttissima: incensurato, ha patteggiato una pena di mesi 10 di reclusione.
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