
Il Comune di Serravalle Pistoiese celebra il 69^ Anniversario della Liberazione Italiana questo venerdì 25 aprile. Le celebrazioni inizieranno alle 9.45 con la benedizione delle corone sotto il loggiato della Chiesa di San Pietro a Casalguidi. Quest’anno il corteo per la loro deposizione devierà il proprio percorso per poter commemorare i caduti e le vittime della bomba esplosa davanti all’ex Farmacia Picconi, in via Montalbano, il 5 settembre 1944. Sull’edificio, ancora oggi, una lapide ricorda quei tragici eventi, che Roberto Daghini, autore di volumi di storia locale, ha chiesto al sindaco Patrizio Mungai di ricordare.
Successivamente, il corteo proseguirà verso il monumento in ricordo del vice brigadiere Salvo d’Acquisto, nell’omonima piazza di Casalguidi, mentre le altre corone saranno deposte, una sulle Tombe dei Caduti del cimitero di Casalguidi e un’altra sul Monumento ai Caduti in piazza V. Veneto.
Le commemorazioni si sposteranno poi in Sala Francini, e le drammatiche giornate della Liberazione di Serravalle Pistoiese saranno ricordate, dalle ore 11.00, dall’onorevole Roberto Barontini, Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea. Alla cerimonia sarà presente anche il professor Bruno Fedi che, in occasione del Settantesimo Anniversario dall’uccisione, ricorderà il fratello Silvano Fedi.
Inoltre, su proposta e con l’aiuto, di Sirio Balleri, autore di volumi sulla storia di Serravalle Pistoiese - nei quali ha raccontato vicende locali, spesso vissute in prima persona - il Sindaco Patrizio Mungai ha invitato alla cerimonia Marina Cappellini, che a soli 16 anni rischiò la propria vita per aiutare e nascondere alcuni soldati dell’Esercito Alleato e per questo appoggio, nel febbraio del 1944, la giovane fu imprigionata alle Murate di Firenze, poi in Santa Verdiana e infine portata alle carceri allestite alle Ville Sbertoli.
Il riconoscimento che sarà consegnato alla signora Cappellini sarà l’occasione per ricordare il coraggio eroico di tanti civili che misero a repentaglio le proprie vite per la Liberazione.
Nella stessa mattinata altre due corone saranno deposte sul monumento ai caduti di Serravalle capoluogo e presso il cippo in ricordo di Silvano Fedi ucciso dai tedeschi, insieme al compagno Giuseppe Giulietti, a Montechiaro, località sotto il paese di Vinacciano, il 29 luglio 1944. Nello scontro fu catturato anche il cantagrillese Brunello Biagini, fucilato poi il Primo Agosto. Solo Marcello Capecchi, fortunatamente, riuscì a fuggire, nonostante le ferite riportate.
LA STRAGE ALL’EX FARMACIA PICCONI
La Liberazione di Casalguidi iniziò la mattina del 4 settembre 1944, quando la formazione anarchica “Silvano Fedi”, che proveniva da San Baronto, occupò il paese. La formazione si impegnò in vari scontri contro i tedeschi, tra Ponte Stella e la Bottegaccia, ma poi, verso sera, fu costretta a ripiegare.
Ma già la mattina successiva, il 5 settembre, fece ritorno in paese e gli scontri ripresero: alle due del pomeriggio ci fu un bombardamento e un attacco delle pattuglie tedesche che però furono respinte dai partigiani, aiutati da un autoblindo Sudafricano.
Proprio in questi scontri per la liberazione di Casalguidi, una bomba tedesca, di tipo strappels, fu fatta esplodere sulla parete della vecchia sede della Farmacia Picconi. L’ordigno causò vittime e feriti, anche tra i civili.
Morirono i partigiani: Rolando Chiti, di Casalguidi; Florio Lenzi di Pescia; Roland Daubisse, disertore francese; Marcello Capecchi, di Pistoia. Fu ferito gravemente, e morì il giorno stesso in ospedale a Pistoia, il partigiano Vittorio Marchetti.
Tra i feriti, anche un altro partigiano, Armando Cappellini, la cui sorte resta incerta, sebbene un omonimo morì qualche giorno dopo all’ospedale di Pistoia il 7 settembre.
Tra i feriti che riuscirono a sopravvivere alcuni partigiani e loro collaboratori: Franco Fedi (fratello di Silvano), Artese Benesperi, Danilo Querci, Settimio Mangoni, Ferdinando Frosini, Ivan Bechelli, Lorenzo Matteini, e il comandante della formazione Enzo Capecchi.
Quattro i caduti anche tra i civili: Pacino e Romano Biagini (padre e figlio) di Casalguidi rimasero gravemente feriti e morirono in ospedale il 6 settembre.
Ada Giacchetti morì qualche ora dopo lo scoppio dell’ordigno nella sua casa di Catavoli, dove era stata subito trasportata.
Avvolta ancora nel mistero la sorte di Marianna Pagnini, originaria di Quarrata e residente a Pistoia. Anche lei, che si trovava nei pressi della Farmacia Picconi con la figlia Giovanna, rimase ferita o forse morì: della donna se ne persero le tracce e il corpo non fu mai trovato. Il tribunale di Pistoia nel 1984 ne ha decretò la morte presunta, facendola risalire al giorno 9 settembre 1944.
Quasi tutti questi caduti sono ricordati nella lapide posta sulla parete dell’ex farmacia Picconi, dove esplose la granata, altri no, ma a tutti va il nostro ricordo e ringraziamento per aver dato la vita per la libertà di cui noi tutti oggi godiamo.
Fonte: Comune di Serravalle Pistoiese - ufficio stampa
Notizie correlate
Tutte le notizie di Serravalle Pistoiese
<< Indietro






