Cobas: "Verso il nuovo gestore unico dell'Ato Reti ambiente: "Bisogna regolarizzare i contratti"


Il Governo Renzi ha deciso, in accordo con la Confindustria , di precarizzare il lavoro rafforzando il ricorso a tempo determinato senza alcuna casuale fino a 36 mesi . Il tempo determinato potrà riguardare in un azienda il 20% della forza lavoro complessiva.

N on avrà per caso imparato dall'Ersu e dalle aziende dell'igiene ambientale?

Parrebbe proprio di si e molti di questi precari sono anche il risultato di accordi sindacali sbagliati, di fusioni tra società con contratti  a tempo indeterminato trasformatisi in contratti precari e a tempo determinato (Pioppogatto per esempio) . Impietosa è la fotografia del settore con una ottantina di lavoratori  impiegati in varie aziende della costa nord ovest Toscana che attendono la stabilizzazione dei contratti  avendo subito nel  corso degli anni rinnovi  a tempo determinato al ribasso (livelli inferiori, meno ore e perdita salariale) .

I Comuni strillano contro i Patti di stabilità ma poi i loro rappresentanti  in Parlamento li sottoscrivono, eppure ci sono settori come quelli legati ai beni comuni, all'ambiente, alla manutenzione dei territori che dovrebbero restare fuori da patti e vincoli  che hanno impedito, negli ultimi 5 anni, la regolarizzazione di questi lavoratori senza i quali i servizi alla cittadinanza non sarebbero stati erogati.

L'Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani (ato costa) è  costituita da 102 comuni Toscani, da due anni a questa parte gli sforzi si sono concentrati quasi esclusivamente alla gara per trovare il socio privato rinunciando di fatto a una gestione diretta delle problematiche inerenti l'igiene ambientale (dall'ammodernamento dei mezzi di lavoro, al potenziamento della differenziata costruendo una filiera industriale a zero impatto ambientale, facendo chiarezza sui rapporti di lavoro).

E' arrivato il momento delle scelte e degli investimenti a partire dalla trasformazione dei contratti da tempo determinato a indeterminato, del resto i precari rientrano in quella previsione di organico prevista in vista del 1 gennaio 2015 quando arriverà il nuovo gestore unico dell'Ato Reti ambiente.

Il settore pubblico e i Comuni in primis hanno quindi il dovere morale di regolarizzare i contratti, nello stesso tempo dovranno impedire che nel calcolo della forza lavoro necessaria all'Ato restino fuori anche quelle cooperative che  negli appalti operano da anni. Basta con le gare senza clausole sociali a salvaguardia dei lavoratori che operano da anni nel settore.

I Comuni non possono demandare ad Ato e al futuro socio privato la soluzione del problema, per questo nelle aziende a capitale misto il compito dei Comuni dovrà essere quello di salvaguardare l'occupazione e i servizi e non i margini di profitti delle aziende.

COBAS LAVORO PRIVATO TOSCANA

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