
Mantenere la funzione legislativa delle regioni, in un quadro di competenze certo rivisto alla luce della esperienza fatta dalla riforma del titolo V ma non stravolto, perché non venga meno il modello di stato regionalista voluto dai costituenti.
Questo il punto fermo della proposta che la conferenza dei presidenti dei consigli regionali ha elaborato sulla riforma del titolo V come contributo al confronto con le giunte sul progetto presentato dal governo nei giorni scorsi. Proposta presentata oggi alla stampa a Roma e che mercoledi sarà rappresentata dal coordinatore dei presidenti dei consigli Brega alla conferenza delle giunte per una interlocuzione comune e condivisa con l'esecutivo.
A darne notizia è il presidente del consiglio Monaci, presente all'incontro. “I Consigli regionali concordano con gli obbiettivi del governo per il superamento del bicameralismo perfetto e per una revisione del riparto di competenze sulla legiferazione, ma auspicano un senato delle autonomie dotato di vere competenze e una conferma della funzione legislativa delle assemblee elettive regionali." In proposito Monaci ha tenuto a precisare "come in questi ultimi tempi si sia dato più risalto ai ruoli esecutivi delle regioni piuttosto che a quelli legislativi dei consigli, che pure hanno svolto un lavoro importante".
La proposta della conferenza sarà oggetto di specifiche sedute monotematiche dei consigli regionali, che si riuniranno contemporaneamente il prossimo 2 aprile. “La contemporaneità delle sedute di tutti i consigli regionali di Italia vuole essere un ulteriore segnale della serietà dell'impegno con cui le assemblee legislative regionali affrontano questa riforma, non chiudendosi a riccio nella propria acritica autodifesa, ma rifiutando di essere tenute ai margini del confronto”.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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