Silvia Melani (PD) replica a Scarselli (Unione Inquilini): "Più diritti per tutti, altro che discriminazione…"

Silvia Melani

Una risposta in cinque punti, per ribattere colpo su colpo le obiezioni mosse da Luca Scarselli (Unione Inquilini) al programma del candidato sindaco di Fucecchio Silvia Melani in materia di edilizia popolare. 

1) Secondo Scarselli il frazionamento proposto dalla Melani “porterebbe al fatto che un alloggio adatto per 4-6 persone venga sostituito da due alloggi adatti forse per 2-3 persone. Cioè, ci troviamo di fronte alla medesima costruzione che viene semplicemente divisa e servirà al solito numero di occupanti”.

La risposta - Il frazionamento non riguarda ovviamente tutte le situazioni esistenti, quindi si agevolerebbe la posizione di qualcuno oggi escluso senza andare a privare della casa chi già la possiede. A Scarselli non sfuggirà una banalità: "il solito numero di occupanti" che si soddisfa non è un mero dato numerico, come vorrebbe argomentare. Significa infatti dare risposta a due nuclei familiari diversi, anche se la somma delle persone è invariata. L'alternativa, far dormire sotto lo stesso tetto perfetti sconosciuti, ci sembra inopportuna.

2) Per Scarselli “una simile operazione è certamente molto costosa, basti pensare a quanto denaro pubblico può servire per una simile divisione: vanno fatte opere murarie, divisi gli impianti elettrici, idraulici, di riscaldamento e va creato anche un altro servizio igienico. Così, se si possiedono i fondi per fare simili ed ingenti lavori allora occorrerebbe certamente di più costruire nuove case popolari o ristrutturare quelle che ci sono.

La risposta - In quanto ai costi, il Comune è chiamato a soddisfare le esigenze dei cittadini con l'edilizia popolare. Questo ha ovviamente un costo, ed è del tutto normale che sia così. Di certo un impianto elettrico o un muro o un bagno costano meno del costruire ex novo una casa, è un concetto di un’ovvietà disarmante.

3) Secondo Scarselli “si vogliono escludere le famiglie numerose..che sono sopratutto straniere. Sembra emergere… un intento quasi discriminatorio nei confronti delle famiglie straniere, ma il rischio ulteriore è anche ci si privi di alcuni alloggi che posso servire alle famiglie numerose …italiane”.

La risposta - Nessuno ha parlato di esclusione delle famiglie straniere. Un dato di fatto oggettivo è che i nuclei familiari più numerosi, e che dunque accedono alle case popolari, oggi siano quelli di stranieri. Dare più occasioni e diritti alle nuove povertà non significa affatto privarne i nuclei familiari numerosi, specie stranieri. Paradossalmente, oggi avviene l'esatto opposto. Nel silenzio di Scarselli, peraltro.

4) Infine, Scarselli presenta la sua soluzione: “In realtà, la vera soluzione è quella di investire ingenti risorse sull’edilizia pubblica per venire incontro alle esigenze di chi ora ha perso il lavoro e non riesce a confrontarsi con un mercato della casa con affitti così alti, invece di dividere la medesima quantità sperando che aumenti”.

La risposta - La soluzione che indica Scarselli è talmente generica e priva di elementi concreti (troppo facile, limitarsi a dire che servono più soldi) da avvicinarsi pericolosamente al già alto grado di astrazione riscontrato in questa campagna elettorale. Il Comune, oltre alla proposta della Melani, aumenterà i contributi ai privati per sostenere il costo dei canoni d'affitto. Ciò si può fare attraverso un bando pubblico e stilando una graduatoria sulla base dell'onerosità del canone rispetto al reddito delle persone che richiedono il contributo. In questo modo, si possono raggiungere due obiettivi: scongiurare gli sfratti ed evitare che i proprietari degli appartamenti paghino l'Imu su immobili disabitati.

5) Secondo Silvia Melani si potrebbe attuare la locazione a canone agevolato di appartamenti di nuova costruzione rimasti invenduti o sfitti. Un'idea che si può attuare stilando una doppia graduatoria: quella di chi offre casa e quella dei futuri inquilini. Il canone verrebbe pagato in parte dal Comune, in parte dagli affittuari. Un provvedimento del genere consentirebbe non solo di dare un aiuto agli inquilini, ma anche all'imprenditore di far fruttare il proprio immobile. Il tutto, naturalmente, insieme alla proposta di unificare le graduatorie con i Comuni confinanti.

 

 

 

Fonte: Ufficio Stampa

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