
Giovedì 20 febbraio 2014 presso la sede dell'I.I.S. "Ferraris-Brunelleschi" di via Giovanni da Empoli si è tenuto un incontro pubblico al quale hanno partecipato la stampa e la cittadinanza, nel corso del quale i docenti dell'Istituto referenti per l’innovazione: prof.ssa Innocenti Orsetta e Sarli Domenico hanno illustrato le iniziative didattiche legate all'innovazione digitale già realizzate e progettate per l'anno in corso. L'incontro era anche inteso a presentare i nuovi indirizzi del corso Serale per il prossimo Anno Scolastico.
A partire dal 2014/2015, infatti, il nuovo indirizzo di Elettrotecnica si affianca all'ormai tradizionale "Costruzioni, Ambiente e Territorio" (ex Geometri) nell'offerta formativa serale dell'Istituto, per fornire una formazione aggiornata e all'avanguardia che garantisca nuovi sbocchi occupazionali in un momento di grave crisi economica, nel quale è cruciale la possibilità di una specializzazione diversificata, che permetta di trovare lavoro in settori vari.
Perché dunque proprio questi due indirizzi di serale? Perché non rispondono solo all'esigenza di ottenere un diploma superiore, purchessia, ma sono viceversa due indirizzi che danno competenze all'avanguardia in due settori che accolgono ancora lavoro.
"Frequentare il serale è una scelta di sacrifici e di impegno fortissimo da parte degli studenti - ha detto la Preside - "proprio per questo è dovere delle istituzioni essere particolarmente sensibili per una formazione completa, aggiornata e proiettata verso il mondo delle assunzioni reali".
Per quanto riguarda invece la sperimentazione digitale, la Dirigente ha ricordato che già da questo anno scolastico l'Istituto, attraverso l'adesione al progetto del Book in progress (www.bookinprogress.it), ha messo in campo una didattica innovativa e interamente digitalizzata, che si giova dell'uso integrato delle più moderne strumentazioni informatiche applicate alla didattica: libri digitali e multi-touch, lavagne multimediali, tablet, piattaforme per la creazione di classi virtuali.
Perché i tablet? Perché le piattaforme? Perché l'I-pad?
"Non è per seguire la moda del momento e nemmeno inseguire la confidenza digitale dei giovani 'smanettoni', perennemente connessi, ma perché usare strumenti che parlano il linguaggio dei ragazzi permette di imparare di più e meglio, affinando competenze (digitali) che permettono di inserirsi all'avanguardia nel mondo del lavoro. I nostri diplomati sono pronti, e preparati, sotto tanti punti di vista, ai quali si aggiunge una preparazione digitale acquisita non a fianco, ma dentro l'esperienza didattica, nella quale il mezzo di apprendimento, in un circolo virtuoso, diventa oggetto di apprendimento stesso. È un investimento che prevede di investire risorse: in infrastrutture, strumenti e formazione dei docenti, ma è una strada necessaria per rilanciare una formazione a tutto tondo, compiutamente 2.0, perché il digitale, integrato nella vita quotidiana, lo sia naturalmente anche a scuola".
È poi intervenuto il professor Rodolfo Sarli, docente di Tecnologie Informatiche ed Elettronica dell'Istituto e primo responsabile dell'Innovazione Tecnologica legata al progetto Book in Progress.
"Oltre a quanto già detto dalla Dirigente, è importante ricordare che i libri digitali forniti dal progetto "Book in Progress" sono scritti da una rete di docenti di tutta Italia, attraverso aggiornamenti annuali e revisioni specializzate, e questo consente di abbatterne i costi in un momento di crisi". Le risorse così liberate (tutto il parco libri di una prima costa 90 Euro) consentono alla famiglia di poter investire nel tablet, che resta ovviamente di proprietà. "Nella nostra sperimentazione è cruciale far diventar il tablet centrale a livello didattico" - aggiunge il professor Sarli - "mentre i ragazzi lo usano sempre e lo usano solo per altro. La scuola non può infatti rinunciare al suo processo di indirizzo didattico, significherebbe rinunciare alla sua funzione pedagogica. In questo modo i docenti sono riportati al centro del processo formativo, mentre la classe, intesa come aula e come gruppo, diventa un laboratorio costante.
In questo modo l'impostazione delle lezioni è più malleabile, versatile, secondo la modalità della cosiddetta flipped class, la classe rovesciata, nella quale la lezione frontale è superata da una nuova didattica che pone lo studente al centro di ogni processo di insegnamento.
Inoltre nel nostro istituto, un unicum in Toscana, la didattica digitale del Book in progress si integra con altre strategie che passano dall'innovazione digitale, come le piattaforme di apprendimento a distanza: la classe virtuale si affianca a quella reale permettendo di incidere nelle strategie di insegnamento al di là del tempo scuola. Si tratta di una buona pratica didattica che, prima che nei corsi del mattino, è stata sperimentata al Ferraris-Brunelleschi negli scorsi due anni nel progetto di educazione serale per gli adulti "InPista" e poi "Ricordi", nel quale l'uso di una piattaforma di apprendimento a distanza ha permesso di venire incontro alla non sempre facile possibilità di frequentare per studenti che sono anche lavoratori. Infine l'uso integrato della tecnologia applicata alla didattica, oltre a prevedere l'adozione in tutte le classi del Registro Elettronico, permetterà di aggiungere un ulteriore servizio per le famiglie, quello dei colloqui a distanza. All’interno di un bacino di utenza scolastica che ha un raggio di 40 km, l’istituzione scolastica deve venire incontro alle esigenze di famiglie che lavorano e che tuttavia desiderano mantenere un contatto costante con l’agente formatore dei loro figli".
È intervenuta in conclusione la professoressa Orsetta Innocenti, insegnante di Lettere e coordinatrice del progetto Book in Progress per l'indirizzo di Costruzioni, Ambiente e Territorio: "Vorrei solo aggiungere un paio di riflessioni. In particolare, vorrei notare come questa sperimentazione permetta alla scuola tutta, come istituzione, di ricollocarsi al posto che le spetta all'interno della società contemporanea. Troppo spesso l'immaginario comune riflette un ritratto della scuola come universo a sé, tradizionale, attardato rispetto a un mondo che marcia a tappe forzate verso il progresso, mentre, intanto, tra le mura della scuola, un insegnante sempre uguale ripropone contenuti immutabili attraverso gesti (il gesso, la lavagna, la matita rossa e blu, la penna rossa) che non cambiano mai. Tutto questo corrisponde solo molto parzialmente alla realtà. È vero infatti che la scuola deve essere anche custode di alcuni saperi che sono tradizionali ma non per questo meno cruciali; ma questi contenuti, che costituiscono anche il patrimonio culturale di una nazione, possono essere insegnati con strumenti nuovi, in linea con l'evoluzione tecnologica della società. Come già ricordava la Preside Mancini, la competenza digitale diventa così un alfabeto attraverso il quale si costruiscono tutti gli altri saperi. Oltre tutto, se è vero che i ragazzi di oggi, nativi digitali, hanno una capacità intuitiva di rapportarsi alle nuove tecnologie, nello stesso tempo non sono viceversa nativi informatici, cioè si dimostrano spesso digiuni di una conoscenza approfondita e reale del meccanismo, di come funzioni realmente quella tecnologia che pure usano con tanta facilità. La direzione presa dalla nostra scuola è proprio quella di colmare questa lacuna, e mi pare che questo sia proprio ciò che compete a un Istituto Tecnico come il nostro, in tutti gli indirizzi in cui è articolato".
"Oltre tutto" - ricorda Daniela Mancini - "qui al Ferraris-Brunelleschi siamo stati i primi in Toscana a adottare le nuove tecnologie applicate alla didattica su larga scala, integrando metodologie varie. E proprio per questo tanto maggiore deve essere l'apprezzamento per insegnanti curiosi, che hanno accettato questa nuova sfida, scegliendo di rimettersi in gioco".
Infine, la Dirigente del Ferraris chiude il suo intervento con un appello: "Ribadisco la mia ferma intenzione di andare oltre le polemiche che si sono inseguite nelle scorse settimane rispetto all'istituzione al Ferraris-Brunelleschi di un indirizzo Agrario, vorrei rinnovare il mio appello agli amministratori,presenti e futuri dicendo: vogliate bene ai giovani, in un momento di crisi difficilissima è necessario ampliare e offrire nuove opportunità di lavoro per la nostra zona, per i giovani di Empoli, di Vinci, di Capraia e Limite, Cerreto, Lamporecchio, Montelupo, Fucecchio. Per questo ripeto: vogliate bene ai giovani, di tutto il nostro circondario. L'istituzione dell'Agrario presso la nostra scuola si configura come un'opportunità di crescita e di sviluppo in un settore cruciale per il nostro territorio, un'opportunità di lavoro per le nuove generazioni; e ogni rilancio per i giovani non può che partire dalla formazione, dalla scuola". Noi partiremo a settembre con l’attivazione, come progetto interno al “ Ferrarsi- Brunelleschi” perché Siamo pronti, abbiamo risorse , docenti e competenze per farlo….Non siamo contrari a nessuno, negli anni futuri potremmo concordare con l’Enriques di Castelfiorentino quali eventuali indirizzi possono stare meglio in una sede o in un’altra…Ma ora fateci partire a Empoli! Per i nostri giovani per il nostro futuro!!!
La campana del serale suona, è tempo di tornare in classe. "Buon lavoro a tutti" - è l'augurio conclusivo di Daniela Mancini - " per chi lo sogna, per chi ce l'ha, per chi lo cerca".
Fonte: IIS "G.Ferraris-F.Brunelleschi"
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