
Tenui segnali di miglioramento sul credito oltre il breve termine. I dati sull’andamento del credito a Pistoia e a Prato fino a ottobre 2013 elaborati dalle rispettive Confindustrie sui dati resi recentemente disponibili da Banca d’Italia confermano ancora le tendenze fortemente restrittive emerse a partire dal 2011.
La diminuzione tendenziale dei finanziamenti accordati all’intero settore produttivo a Pistoia è stata del -6,4%, mentre a Prato ha raggiunto il -10,1%. Punte particolari di riduzione dell’accordato (-15,8% a Pistoia, -16,4% a Prato) sono state raggiunte nel settore delle costruzioni dove, come evidente indicatore di tensione tra domanda e offerta, si registra una impennata della quota di utilizzo (+9,9 punti a Pistoia, + 10,8 punti a Prato).
I tassi di interesse sui crediti a revoca mostrano una lieve discesa a Prato (dal 9,7 al 9,5%), e, al contrario, una lieve risalita a Pistoia. In entrambi i casi il livello dei tassi a revoca resta superiore sia alla media della Toscana (9,2%) che rispetto alla media nazionale (8%).
La crescita degli importi in sofferenza nelle attività industriali è stata inferiore alla media italiana (+18,1%), in modo sensibile a Pistoia (+5,7%), in misura minore a Prato (+17,1%).
Sui finanziamenti oltre il breve termine sembra di trovare qualche indicazione di interruzione nella caduta delle erogazioni negli ultimi dati trimestrali, soprattutto per l’acquisto di immobili.
Il vicepresidente dell’Unione Industriale Pratese Andrea Tempestini commenta: “La Banca d’Italia ha registrato nell’ultimo Bollettino allentamenti di tensione nei tassi d’interesse e maggiore liquidità sia a livello globale che europeo: ma non in Italia. Questo ritardo nella trasmissione di una politica bancaria più espansiva costituisce un elemento doppiamente negativo per le imprese italiane: da un lato non trovano fondi sufficienti per investire e agganciare la ripresa, dall’altro la competitività rispetto alle altre imprese internazionali diminuisce a causa del gap sul costo del denaro. E’ indispensabile per imprese ma anche per le banche colmare rapidamente il divario che si è formato rispetto alle condizioni più favorevoli concesse dal sistema internazionale alle imprese non italiane, sennò forzando un po’ il concetto, di questo passo in Italia potrebbero non esserci più clienti-impresa nemmeno per le banche."
Cristiana Pasquinelli, Vicepresidente Confindustria Pistoia aggiunge:
“Secondo il Centro Studi Confindustria nazionale il credito fornito dalle banche –esse stesse sottoposte a vincoli che rendono più difficoltosa l’erogazione dei prestiti - potrebbe essere insufficiente a finanziare la ripresa nei prossimi due anni. Se così fosse si dovrebbe pensare a forme alternative di finanziamento per le aziende. Una spia per questa esigenza è fornita, anche a livello locale dalla quota crescente dei finanziamenti non bancari sul totale del credito erogato al sistema produttivo, in particolare nel settore delle attività industriali.”
Fonte: Confindustria Pistoia
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