
Mercoledì 20 dicembre si è svolta la prima assemblea territoriale di Potere al Popolo al circolo Arci di Brusciana, a Empoli. Ad accettare la sfida per una lista elettorale da presentare alle prossime elezioni politiche c'erano oltre 100 persone, che hanno ascoltato la proposta dei compagni dell'Ex Opg – Je So' Pazzo venuti direttamente da Napoli. Sono stati loro a introdurre la serata, spiegando i motivi della scelta di costituire una lista che dia voce agli sfruttati, tutti coloro che in questi anni hanno sopportato gli effetti della crisi e che non sono rappresentati dalle forze politiche in campo.
Lavoratori, precari, sindacalisti, rappresentanti di associazioni territoriali, militanti politici di base, operatori dei centri di accoglienza, studenti. Una platea composita ed eterogenea che ha manifestato tutta l'esigenza di un riferimento politico che rimetta al centro del dibattito la disuguaglianza sociale, lo sfruttamento sui luoghi di lavoro, l'erosione dei diritti: in poche parole, che riassegni un significato alla lotta contro un sistema di sviluppo che in questi anni sempre di più ha allargato la forbice tra ricchi e poveri, tra sfruttati e sfruttatori triturando i primi e premiando i secondi. Un riferimento politico, dicevamo, fieramente anticapitalista e che marchi una differenza sostanziale rispetto al passato, che non sia costituito cioè attraverso accordi di segreteria e firmando deleghe in bianco ai soliti leader. Ma che rimetta al centro la base, il protagonismo di chi vive una condizione comune anche se si sente solo, l'entusiasmo, la passione, la voglia di costruire da pari a pari.
Durante la serata coordinata dai militanti di Settembre Rosso sono stati numerosi gli interventi. Ciascuno ha aggiunto un pezzo fondamentale e imprescindibile per raccontare la situazione del nostro territorio. Dalle liste di attesa all'Asl alla precarizzazione dei rapporti di lavoro, dalla necessità di una risposta antifascista al proliferare dei gruppi di estrema destra all'erosione dei salari, dall'abbassamento del livello dei servizi pubblici alle condizioni spesso disumane che vivono i migranti all'interno dei centri di accoglienza.
Forse in pochi tra coloro che in queste settimane hanno lavorato alla costruzione di questa assemblea si immaginavano una risposta così massiccia e così matura. Ma spesso, per fortuna, la realtà supera l'immaginazione. E allora da questo incontro si riparte per allargare il sentiero di un progetto che vede nell'appuntamento elettorale non il fine ultimo, ma uno strumento per rappresentare le lotte e dare voce agli sfruttati.
Fonte: Ufficio Stampa
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