Bella Ciao di fronte a CasaPound, Anpi: "La libertà di espressione non contempla il fascismo"

“La libertà di espressione, sancita anche dalla nostra Costituzione, non contempla il pensiero fascista o di ispirazione fascista”. Così le sezioni Anpi di Empoli, Vinci, Fucecchio, Montaione, Montespertoli, Certaldo e Montelupo Fiorentino commentano quanto avvenuto sabato a Cascina.
Davanti ad un banchino di Casapound, alcune donne hanno spontaneamente iniziato a cantare ‘Bella Ciao’, la canzone simbolo della Resistenza.
“Un gesto semplice ed efficace - continuano - che ci rende orgogliosi e che sosteniamo in pieno. Da condannare fermamente invece quello che si è verificato dopo, nella pagina Facebook dell’associazione La Rossa di Lari”.
“In quel contesto di ‘anonimato’ dietro la tastiera si sono sviluppati i peggiori istinti dell’uomo. Centinaia, infatti, sono stati i commenti volgari, sessisti e non ultimo fascisti, che hanno accompagnato il video con il canto delle donne. Crediamo che questo tipo di violenza che si sviluppa in rete sia da monitorare e da osteggiare con tutti i mezzi democratici di cui disponiamo, perché non è dissimile dalla violenza fascista ‘da strada’ ”.
La condanna e lo sdegno del coordinamento Anpi Empolese Valdelsa non si ferma qui e si indirizza anche nei confronti dell’amministrazione di Cascina: “La sindaca Ceccardi non rispetta la Costituzione se pensa che i cittadini siano liberi di riconoscersi in qualunque ‘ideologia sepolta dalla storia’ e che per il centro della città tutti abbiano gli stessi diritti di manifestare la propria opinione. Il fascismo non è una opinione, è reato.
"Grottesca, infine, anche l’opinione di Edoardo Ziello, assessore al welfare che ha puntato il dito sul canto delle donne come ‘manifestazione non autorizzata che può comportare l’arresto e il pagamento di un’ammenda’ ". "L’intervento dell'assessore tenta in maniera imbarazzante il ribaltamento dei fatti. Casapound, che rivendica l'ideologia fascista, non doveva aver ottenuto il permesso di suolo pubblico. Questo è l'atto provocatorio e offensivo, lo è nei confronti di chi a causa di quell'ideologia ha sofferto, contro quell'ideologia ha combattuto, ha perso la vita, per ottenere quella libertà di cui paradossalmente se ne riempie la bocca chi sostiene i principi opposti”.
“Simili dichiarazioni – concludono le sezioni - espresse da alcuni amministratori di una città, lasciano sconcerto e denotano una ignoranza di fondo rispetto alle regole democratiche sancite dalla nostra Costituzione, oltre alla volontà a cavalcare le reazioni di pancia di molti cittadini, causate da una situazione di precarietà che negli ultimi anni sta rendendo più inquieta la vita di molte persone.
Non va però perso di vista che questo può condurre a manifestazioni pericolose e dannose per la civile convivenza delle nostre comunità”.

Fonte: Coordinamento Anpi Empolese Valdelsa

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