Biram e i suoi fratelli, la parola al cestista biancorosso

Non fosse stato per quella presenza che Lewis Govadjio fece contro Cecina nella stagione 2006/2007, sarebbe stato il primo giocatore di colore della storia dell’Use ma Biram Baparapè non è venuto a Empoli per cercare questi semplici e in fondo banali riconoscimenti ma per crescere, dare il proprio contributo alla squadra e provare per la prima volta cosa vuol dire giocare da protagonista in un campionato di serie B.

Una famiglia, quella del 21enne nativo di Desio da padre originario del Benin laureatosi in Italia e madre della Guinea, nella quale il basket ha da sempre un posto importante.

Biram, studente di scienze politiche ("più di nome che in realtà" ammette sorridendo), è infatti il primo di tre figli che calcano ogni giorno il parquet.

"Ho due fratelli più piccoli, uno del ’99 ed uno del 2003 – attacca il giocatore biancorosso – ed entrambi giocano a Cantù. Io ho iniziato a Desio e poi sono passato a Cantù nell’Under 14. Per ben quattro anni abbiamo fatto la spola fino a che la mia famiglia non ha deciso di trasferirsi. Io ho fatto tutta la trafila delle giovanili fino alla conquista del titolo nazionale Under 20 e l’approdo in prima squadra dove, nell’ultima stagione con coach Recalcati, ho giocato quasi tutte le partite. Mi trovavo bene nello spogliatoio grazie anche ai consigli dei giocatori più esperti, a partire da Salvatore Parrillo che mi ha aiutato molto".

Poi capita che… "Marco Sodini, assistente allenatore, mi ha parlato molto bene dell’Use descrivendola come un posto ideale per giocare a basket. Visto che in questa fase della mia carriera è importante fare esperienza, ho deciso di accettare questo trasferimento ed ora posso dire di aver fatto la scelta giusta".

Il motivo? "Semplice – ribatte Biram – è una società molto ben organizzata dove tutti sono sempre disponibili ed è un ambiente nel quale si lavora benissimo. Per un giovane come me che ha bisogno di fare esperienza è il posto ideale nel quale giocare. Al di là del discorso ambientale, all’inizio avevo un po’ di timore perché venivo via da Cantù e lontano da casa. Poi non sapevo se ero in grado di poter ben figurare in questo campionato ma, col passare dei giorni e grazie all’aiuto di tutti, le paure sono svanite".

Anche in campo le cose vanno bene. "Per ora sì, ma lavoriamo perché possano andare sempre meglio. Secondo me ci mancano un paio di vittorie che potevamo cogliere, ovvero con Cecina e Montecatini in casa, ma per il resto direi che stiamo andando bene e ci prepariamo a vivere questa fase del campionato che per noi è molto importante. Abbiamo davanti partite sulla carta alla nostra portata e dobbiamo in ogni modo portarle a casa e prendere slancio e morale per quando la strada tornerà a farsi difficile".

L’obiettivo di Baparapè? "Ora penso solo all’Use ed a fare bene per la squadra, poi spero di crescere e di poter continuare a giocare a basket a buoni livelli".

Un’ultima curiosità, ma dei tre fratelli chi è il più bravo? "Se proprio devo dirne uno scelgo il piccolino del 2003".

Fonte: Use Basket Empoli

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