
Sinistra Italiana Toscana: “Violenze inammissibili sui lavoratori. La solidarietà non basta, servono maggiori tutele e più controlli”
“Lavorare e non essere pagati, ma anzi, essere picchiati per aver osato ‘pretendere’ un compenso. O ancora, lavorare con turni massacranti ed essere scaraventati in mare per un controllo della Guardia costiera. È inammissibile che nel 2017 possano accadere episodi simili. E la solidarietà, per quanto doverosa, non basta”. Ad affermarlo sono Diana Kapo e Andrea Ghilarducci, rispettivamente responsabile Immigrazione e Lavoro di Sinistra Italiana Toscana, commentando quanto accaduto ai due lavoratori senegalesi di Santa Croce sull’Arno, impiegati a nero in una conceria e picchiati per aver chiesto di essere pagati e a un loro connazionale gettato in mare dal comandante del peschereccio, dove era arruolato abusivamente, per paura di un controllo a bordo; due casi su cui Sinistra Italiana sta presentando in queste ore altrettante interrogazioni con la senatrice Alessia Petraglia.
“Leggere storie come queste fa male, sono episodi da denunciare con forza: non solo vengono violati basilari ed elementari diritti dei lavoratori, ma anche i diritti umani. E non è un caso che siano coinvolti cittadini che un foglio di carta definisce non italiani e quindi considerati troppo spesso di serie B. In Toscana i residenti stranieri sono circa 400mila, molti e molte di loro rappresentano una forza lavoro spesso sfruttata, sottopagata perché sotto ricatto. Dobbiamo essere a fianco di queste persone, non solo con la solidarietà, ma continuando a batterci per chiedere alle istituzioni di rafforzare i diritti e le tutele nel mondo del lavoro, oltre a un aumento dei controlli”.
Pestaggio operai, Nardini (PD): “Ferma condanna per un gesto ignobile”
“Ci è capitato troppe volte, purtroppo, di leggere di episodi di violenza o caporalato, ma sembra quasi impossibile che accadano anche vicino a noi, in un territorio che siamo abituati a pensare civile e moderno. Il Distretto del Cuoio si caratterizza per operosità, capacità imprenditoriale, qualità delle produzioni e del lavoro, non è ammissibile che si verifichino fatti come quelli che ci hanno descritto nelle ultime ore: ragazzi pestati furiosamente perché chiedevano rispetto e dignità. Faccio mio e rilancio con convinzione l’appello dei Sindaci di Santa Croce e Castelfranco: solidarietà agli operai e ferma condanna rispetto a quanto avvenuto”. Così Alessandra Nardini, Consigliera Regionale, commentando la notizia del pestaggio dei giovani senegalesi avvenuto nei giorni scorsi a Santa Croce sull’Arno.
“Chi soffia sul vento dell’intolleranza e della paura vorrebbe farci credere che la causa della crisi economica e sociale che stiamo attraversando siano gli immigrati – prosegue Nardini –, invece sono proprio questi comportamenti incivili, come anche quello riportato stamani sulla cronaca locale del proprietario del peschereccio livornese che ha costretto un ragazzo a buttarsi in mare perché a suo servizio senza contratto né assicurazione, che dovremmo condannare tutti insieme, non discriminare chi cerca una vita migliore, o semplicemente una vita degna di questo nome".
Pieroni: "Atto da condannare e stigmatizzare"
"La notizia dell'aggressione a due lavoratori extracomunitari che chiedevano il giusto salario e' una di quelle cose che non vorremmo mai sentire. Il nostro distretto conciario si fa valere perché dietro la qualità delle produzioni c'è il rispetto dell'ambiente e di un codice etico. È miope pensare di poter lavorare sulla qualità sfruttando il lavoro di persone deboli e disperate, italiane o straniere che siano! Conoscendo la sensibilità e la correttezza della stragrande maggioranza degli imprenditori del nostro distretto sono sicuro che simili episodi saranno prontamente condannati e stigmatizzati!"
PD Santa Croce sull’Arno: "Solidarietà ai lavoratori vittime di violenza"
"Il Partito Democratico di Santa Croce sull’Arno condanna in modo forte ed unanime il vile atto di violenza subito da due lavoratori la cui unica colpa è stata quella di esercitare un diritto costituzionalmente garantito, chiedendo il salario loro spettante per il lavoro svolte all’interno di un’azienda del comprensorio.
Esprimiamo piena solidarietà ai due ragazzi che hanno subito questa ingiustificata aggressione, alla Comunità Senegalese e siamo vicini alle istituzioni e a quanti debbono far luce su questa spiacevole vicenda, affinchè fatti del genere non si ripetano più.
Chiediamo inoltre che laddove venga accertata la responsabilità di questo spregevole gesto, siano presi provvedimenti contro coloro che già in passato si sono resi colpevoli di tali comportamenti disdicevoli.
Fortunatamente questa spiacevole vicenda è e rimane un caso isolato, il distretto produttivo, infatti, è un’eccellenza del nostro territorio e si è sempre contraddistinto per la legalità nello svolgimento delle attività produttive e per il rispetto della dignità dei lavoratori".
Lavoratori aggrediti a Castelfranco di Sotto, ferma condanna della UIL Toscana
"Un episodio che non pensavamo potesse accadere nella nostra Toscana. Aggredire lavoratori extracomunitari che chiedono di essere pagati rappresenta una escalation di violenza inammissibile. La UIL Toscana non può che esprimere la massima solidarietà ai lavoratori extracomunitari e la ferma condanna contro chi sfrutta il lavoro nero. La Toscana non può e non deve tollerare episodi che mortificano e umiliano il mondo del lavoro".
Sgb Pisa: "Prepotenza quotidiana"
"La comunità senegalese e la Cgil denunciano una violenta aggressione ai danni di alcuni lavoratori "colpevoli" solo di avere chiesto le loro spettanze a padroncini, per i quali il pagamento dei lavoratori e il rispetto dei contratti sarebbero solo un optional. Ai lavoratori va tutta la nostra solidarietà, certi che questi episodi non sono isolati ma il frutto di quella preopotenza quotidiana che calpesta i diritti acquisiti e considera la forza lavoro una merce da spremere senza alcun rispetto dei contratti, degli orari e della stessa dignità umana.
L'occasione induce a riflettere sul modello toscano perchè non solo è in aumento il fenomeno del caporalato (che riguarda per lo piu' migranti ma non solo loro) ma nelle filiere degli appalti e dei subappalti non esistono diritti elementari come il rispetto di un contratto, di un orario di lavoro, di normative a tutela della salute e sicurezza con buste paga sempre piu' basse e sovente irregolari.
La Magistratura appurerà le responsabilità, ci auguriamo che i colpevoli della aggressione squadrista siano severamente perseguiti ma nel frattempo è arrivato il momento di fare i conti con le condizioni di lavoro e di vita in Toscana, nel settore conciario per esempio.
Un recente studio sul settore è stato osteggiato dalle associazioni datoriali, ne consigliamo vivamente la lettura.
Il 30% della forza lavoro è stata assunta con le agenzie interinali, i lavoratori in affitto guadagnano meno, sono utilizzabili a piacimento delle aziende, non sanno neppure di avere , e quasi sempre non lo hanno, un premio di risultato, hanno ben pochi diritti e solo doveri, sono facilmente ricattabili perchè ogni loro protesta e rivendicazione potrebbe determinare la perdita del posto e la immediata sostituzione con altra forza lavoro.
Dal 2012 al 2014 gli interinali nel distretto di Santa Croce sono raddoppiati e si aggirano attorno a 3500 unità, per più della metà extracomunitari. L'interinale conviene alle aziende e viene accettato dal sindacato come una sorta di male necessario.
Ma dal rapporto si evince che quasi metà delle aziende ispezionate sono risultate con alcune irregolarità, spesso gravi, e irregolare era il 20% della forza lavoro.
Sono sufficienti questi dati a dimostrare che le condizioni di vita e di lavoro nel distretto conciario sono all'insegna della precarietà, dei bassi salari, dei contratti instabili con sgravi fiscali e contributivi di cui beneficiano le aziende in base a normative di legge che ormai fanno solo gli interessi dei padroni.
In questo contesto va inquadrata la vile aggressione ai danni dei lavoratori denunciata dalla comunità senegalese, con aumento dei lavoratori al nero e di contratti irregolari , con condizioni lavorative e di vita sempre più precarie e insicure. Con queste premesse, episodi come quelli denunciati non sono una eccezione ma stanno diventando fenomeni sempre più diffusi soprattutto laddove dominano subappalti e bassi salari uniti a condizioni lavorative insicure".
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