Una targa che ricorda Peppino Impastato e profuma di legalità

Peppino Impastato di fronte alla sede di Radio Aut

Sarà un momento dall’alto valore simbolico quello dell’intitolazione della nuova stazione dei bus a Peppino Impastato. Associare questa importante opera pubblica al nome di uno dei simboli della lotta alla mafia renderà infatti ancora più ricco il già importante patrimonio sociale e di valori che, per nostra fortuna, è presente e radicato a Empoli. E non a caso arriveranno in piazza Don Minzoni importanti personalità politiche e della società civile, segno di una città che ribadirà una volta di più l’importanza di affermare principi come la lotta alla mafia, la legalità e l’onestà.

Ma chi era Peppino Impastato? Uno che ebbe il coraggio di combattere la mafia, verrebbe da rispondere di getto. Un giovane che non ha avuto paura di denunciare pubblicamente attraverso Radio Aut quello che vedeva nella sua Cinisi e i comportamenti di una mafia che lui aveva addirittura in casa visto che il padre ne faceva parte e per questo aveva vissuto anche l’esperienza del confino nel ventennio fascista. E’ nel 1976 che l’allora 28enne fonda questa radio libera nel vero senso del termine e attraverso i suoi microfoni non solo denuncia gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, ma fa nomi e cognomi a partire dal boss Gaetano Badalamenti che viveva a soli cento passi (divenuti poi famosi grazie all’annuale marcia) da casa sua. Attivista di Democrazia Proletaria si candida alle elezioni comunali, ma nella notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978 fu prima selvaggiamente picchiato in un casolare e poi fatto saltare in aria sui binari della ferrovia adiacente, facendo così passare il messaggio, purtroppo inizialmente raccolto anche della autorità, che fosse rimasto vittima di un attentato da lui stesso preparato. Per fortuna, però, anni di lavoro serio di indagine portò alla verità su quanto accaduto quella notte. A quelle elezioni Peppino risultò simbolicamente eletto e fu forse lo spunto per la sua immortalità grazie all’impegno del fratello Giovanni, del film che fu fatto sulla sua storia, del lavoro costante e incisivo dei suoi amici, della marcia dei cento passi che ogni anno lo ricorda.

E così da domani anche Empoli avrà in un luogo pubblico importante uno dei simboli dell’antimafia, un’intitolazione della stazione dei bus fortemente voluta dal consigliere Pd e consulente della commissione antimafia Filippo Torrigiani (molto vicino ormai da anni alla famiglia Impastato) firmatario di una mozione raccolta all’unanimità dal consiglio comunale. Il Sindaco Brenda Barnini accoglierà personaggi impegnati nella lotta mai finita alla mafia, dal senatore Pd dell’antimafia Stefano Vaccari a Danilo Sulis, presidente della Rete 100 passi, da Simona Neri, sindaco di Pergine Valdarno a Daniele Mancini, dirigente scolastico dell’ITIS Ferraris Brunelleschi che sarà in compagnia di un centinaio di alunni. Sarà un momento bello ed altamente simbolico per la nostra città perché ogni Totò Riina può morire, ma personaggi come Peppino Impastato restano immortali.

Marco Mainardi

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