
Alcuni istanti della nostra vita possono essere caratterizzati da sofferenza psicologica: possiamo sentirci indifesi, tristi,
angosciati, inadeguati o addirittura mettere in atto comportamenti che
risultano angoscianti, preoccupanti o incomprensibili, sia per noi,
che per chi ci circonda. Scegliere di intraprendere un
percorso terapeutico non è mai facile. Molte sono le credenze e i
luoghi comuni che allontanano da una scelta di questo tipo: il timore
di investire molti soldi, essere considerati “matti”, finire su un
lettino a parlare dei propri problemi, iniziare un trattamento troppo
lungo. Chiedere aiuto a un professionista della salute mentale risulta
difficile e così la persona rimane in balia della sofferenza
psichica.
Vediamo alcuni miti da sfatare:
“La psicoterapia è solo per pazzi! Perché andare da uno psicologo? Io
nono sono mica matto …”
L’ obiettivo principale della psicoterapia è quello di promuovere
benessere e salute delle persone che stanno attraversando con grande
difficoltà una fase della vita o momenti particolarmente problematici
e difficili. Possiamo pensare a un lutto, a problematicità nella
gestione dei figli, a difficoltà con il partner, a incomprensioni
relazionali … questi sono tutti eventi che non fanno assolutamente
pensare alla pazzia, ma a normali momenti della vita! Insomma sono
tutti episodi e situazioni che possono capitare nel corso della
propria vita e che fanno soffrire, eppure diremmo che siamo tutti
affetti da un disturbo mentale?
“Ma siamo sicuri che poi funzioni davvero?”
Ci sono molti studi che dimostrano che un percorso terapeutico
funziona. Il fattore determinante il cambiamento è l’alleanza
terapeutica: il rapporto di fiducia che si crea tra terapeuta e
paziente per raggiungere un obiettivo comune. Il paziente può sentirsi
a suo agio se il terapeuta riesce a costruire una buona relazione; il
paziente deve sentirsi compreso e cogliere che il terapeuta abbia
capito la sua sofferenza, si sia sintonizzato su essa e sia capace di
sostenerla.
“Se parlo con un amico è la stessa cosa, anzi è meglio perché lui mi
conosce da più tempo”
La rete amicale e il sostegno da parte di una persona cara è di
fondamentale importanza nella vita di ciascuno di noi, ma non possiamo
assolutamente pensare che gli amici possano essere i sostituiti di un
terapeuta. Uno psicoterapeuta è dotato di capacità tali da poter
aiutare il paziente a considerare e osservare sia suoi pensieri, che
gli stati emotivi da altri punti di vista e a costruire nuovi modi di
gestire situazioni problematiche e dolorose. Uno psicoterapeuta non è
semplicemente un professionista che ascolta in modo empatico, ha alle
spalle anni di formazione e impiega strategie e tecniche che si
fondano su basi scientifiche.
“Se vado da uno psicologo significa per forza che intraprenderò un
percorso lungo e faticoso”
Ogni psicoterapia è diversa dall’altra e non possiamo dire a priori
quanto il percorso psicoterapeutico potrà durare, questo dipende da
una serie di variabili:
-la relazione terapeutica che si instaura fra paziente e psicoterapeuta
-la storia di vita del paziente
-il tipo di disturbo
Alcuni approcci hanno una durata più breve rispetto ad altri, poiché
si prefiggono di raggiungere obiettivi concreti in tempi realistici.
Non è corretto partire prevenuti e dare per scontato che la terapia
durerà molto e sarà necessariamente lunga e che, senza dubbio, si
rimarrà in terapia per anni. La variabile tempo è una variabile
rilevante, ogni paziente ha diritto di trattare la questione in
maniera approfondita con il proprio psicologo o psicoterapeuta, sia in
fase iniziale che durante tutto il corso della terapia.
“Io sul lettino non mi sdraio!”
In realtà nella maggior parte degli orientamenti terapeutici l’uso del
lettino non è contemplato, ma nell’immaginario comune comunque c’è la
credenza che il paziente si sdrai sul lettino e inizi a raccontare le
proprie esperienze.
“Ce la faccio da solo, sono forte, se chiedo aiuto significa che sono
un debole”
E’ sicuramente legittimo provare ad affrontare autonomamente le
difficoltà che si incontrano nella vita, inizialmente proviamo a
cavarcela da soli, ma se dopo vari tentativi non si è riusciti a
risolvere la problematica che crea sofferenza, non c’è niente di male
nel cercare aiuto da un professionista competente. Proviamo a
immaginare una situazione in cui da soli non riusciamo a trasportare
un armadio … sicuramente all’inizio tenteremo in vari modi e con tutta
la nostra forza a spostarlo, cercando di muoverlo per qualche
centimetro, provando e riprovando. Se riusciamo a muovere senza
l’aiuto esterno, il gioco è senza dubbio semplice, ma se dopo una
serie di sforzi invani non otteniamo a raggiungere l’obiettivo
prefissato, possiamo prendere due decisioni: decidere di lasciare il
mobile al suo posto, convincendoci che tanto va bene anche in salotto,
anziché in cucina, oppure concludere che c’è bisogno di chiedere aiuto
a qualcuno che possa impiegare più energia, permettendoci di cambiare
posto all’armadio.
Essere consapevoli che da soli non possiamo farcela e accettare un
aiuto esterno non significa automaticamente essere deboli, significa
semplicemente ammettere i propri limiti personali, è sicuramente una
scelta responsabile e coraggiosa.
“Andare da uno psicologo è il più grande atto di umiltà verso se
stessi”
Nel caso in cui vogliate suggerirci un argomento da affrontare o esporci una vostra problematica o preoccupazione scriveteci a studiopsicologicoilcammino@gmail.com, e noi vi risponderemo o pubblicando la lettera in forma anonima o affrontando la tematica da voi richiesta.
Federica Giacinti