
Appassionati del giallo, prendete appunti: per voi ho un nuovo libro con un'indagine fuori dal comune. Tutto ha inizio all'interno del relitto della Costa Concordia. Qui, un cadavere viene rinvenuto nascosto dentro una paratia. Il caso viene affidato ad un investigatore atipico, Felicino. Egli infatti non è un commissario di polizia, né un maresciallo dei carabinieri, né tanto meno un detective privato. E’ invece un ispettore del lavoro, abituato a controlli di sicurezza di fabbriche e cantieri. Ma in “Corpo morto a paratia” (Mauro Pagliai Editore, pp.216), il nuovo thriller firmato da Pasquale Sgrò, niente è scontato, ed un ispettore del lavoro può venire a capo di un mistero più grande di lui.
L'autore, 64 anni, sposato e con due figli, è un imprenditore calabrese di Motta San Giovanni, che gestisce a Viareggio, a Villa Lazzareschi, Studio Sgrò, un'azienda che si occupa di progettazione e consulenza sul lavoro. Già nel 2015 dà alle stampe l’ispettore Felicino, che rivela "è l'ispettore che io avrei voluto essere. E' un sognatore, un idealista e uno di quelli che la giustizia la vorrebbe veramente giusta. Egli si occupa di indagini infortunistiche legate al mondo del lavoro".
Gli ingredienti per un giallo degno di essere chiamato così ci sono: abbiamo un omicidio dai contorni indefiniti avvenuto su una delle navi tristemente più note della storia, la Costa Concordia; un brillante investigatore che deve risolvere il difficile caso, e sullo sfondo troviamo i luoghi più suggestivi di Viareggio. Questi gli ingredienti di “Corpo morto a paratia”, romanzo d’esordio di Pasquale Sgrò, non vi resta che leggerlo!
Giulia Meozzi