Personale della municipale all'Unione dei Comuni, i sindacati: "Nessun accordo. Siamo sotto organico"

Nessun accordo tra il Corpo di Polizia Municipale e l'Unione dei Comuni sul passaggio degli Agenti alle dipendenze dell'Ente. È quanto affermano i sindacati nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta oggi presso la sede della Cgil a Empoli. Erano presenti Ivan Galante, segretario provinciale del DICCAP-SULP Firenze, Roberto Mazzi, della CGIL Funzione Pubblica Firenze, Mattia Scali, Santi Orsini e Mauro Daini dell'RSU Servizio di Polizia Municipale dell'Unione dei Comuni.

In un comunicato recente è stato annunciato che dal 2018 gli agenti e gli ufficiali della Polizia Municipale, attualmente ancora dipendenti dei rispettivi Comuni, saranno a tutti gli effetti dipendenti dell'Unione dei Comuni dell'Empolese Valdelsa.

Un risultato che passa da quattro anni di contrattazione, due stati di agitazione e ben 4 proroghe, di cui l'ultima nel dicembre 2016. Ma a quanto pare questa bozza di accordo non sarebbe mai stata discussa e i sindacati dubitano che le criticità sul banco delle trattative siano state risolte. La questione insomma sarebbe ancora aperta: da qui la critica verso l'Unione che avrebbe annunciato un accordo che non c'è.

Le criticità riguardano prima di tutto il personale che in quattro anni è diminuito del 20%, passando da circa 105 a 88 dipendenti, i quali devono coprire un territorio di circa 750kmq e fornire il servizio a circa 175mila abitanti. Un numero considerato dai sindacati troppo basso a fonte dello 'standard' di un agente ogni 1000 abitanti: seguendo questo parametro, che però non è un obbligo legislativo, il personale dell'Unione dei Comuni sarebbe circa la metà di quello necessario. L'Unione dei Comuni ha annunciato per il 2017 un bando di mobilità, ma al momento i sindacati non hanno avuto ulteriori notizie di eventuali aumenti di organico.

"La drastica diminuzione del personale - spiegano i sindacati - ha reso difficile mantenere il presidio territoriale e adempiere al servizio che i cittadini ci chiedono. In un territorio così vasto abbiamo solo due pattuglie che svolgono servizio continuato. Data la carenza di uomini degli altri corpi di polizia spesso forniamo assistenza a questi e svolgiamo una serie di attività complementari (ad esempio i permessi per il suolo pubblico) che ci privano di uomini per il servizio di sicurezza sul territorio, nonostante l'Unione avesse promesso che per tali attività non fossero usati gli agenti in organico. Il ponte radio funziona e sono stati acquistati 8 mezzi, ma qualcuno deve pure guidarli. Il nostro disagio ha un rischio di ricaduta sui cittadini"

Le altre criticità esposte riguardano la sicurezza del posto di lavoro (la cui nota dell'Unione sembra però venire incontro) e le risorse organizzative. Sul primo punto è ovvio che i dipendenti abbiano paura di fare un salto nel buio e vedersi privati di eventuali diritti con il cambio di datore di lavoro, mentre sul secondo la richiesta è quella che la riorganizzazione dei servizi sia accompagnata da una garanzia di risorse per le attività.

In generale i sindacati parlano di "disorganizzazione e improvvisazione" riguardo il processo di accorpamento del servizio: "Si è deciso di affidare la competenza della municipale all'Unione dei Comuni in tutta fretta, ma non abbiamo creato una macchina attrezzata per svolgere al meglio questo compito. Il problema si è posto fin dall'inizio, ma in 4 anni credevamo di poter instaurare un dialogo e un confronto per arrivare ad una soluzione". Poi precisano che "nessuno di noi è contro l'Unione che permette a territori tanto estesi di cooperare e svolgere funzioni che da soli non riuscirebbero a fare, ma il problema è come si organizza questo sistema".

La critica dei sindacati, quindi, è che quando l'Unione dei Comuni accorpò il servizio, riservandosi in un secondo momento di chiarire la posizione dei dipendenti, avrebbe dovuto organizzare in modo più efficiente l'intero sistema. Ricordiamo dopotutto che la polizia municipale è una delle competenze prevista dallo statuto dell'Ente.

Villa Serena. Quanto detto sopra riguarda anche i circa 40 dipendenti della struttura sanitaria di Montaione. Anche in questo caso i dipendenti comunali sono spaventati dal passaggio di consegne al nuovo datore di lavoro, ossia l'Unione dei Comuni. In questo caso la faccenda diventa ancora più complicata. Il 31 dicembre prossimo la SdS Empoli Valdelsa sarà fusa con la SdS Valdarno Inferiore e Villa Serena sarà gestita da questo nuovo Ente (che dipende dall'Asl). Se il passaggio di consegna dei dipendenti non avverrà si potrebbe creare una situazione molto ingarbugliata: il dipendente comunale opererà per conto dell'Unione dei Comuni che a sua volta ne affiderebbe il lavoro alla SdS.

Insomma è chiaro che la presenza dell'Unione dei Comuni come Ente intermedio debba essere accompagnata da una seria organizzazione degli interi apparati su cui questo Ente vuole intervenire. Questo è quello che chiedono i sindacati.

Giovanni Mennillo

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