
“Già nel 1922 cominciò la Resistenza -diceva Calamandrei- contro l’oppressione fascista che voleva ridurre l’uomo a cosa, l’antifascismo significò la Resistenza della persona umana che si rifiutava di diventare cosa e voleva restare persona: e voleva che tutti gli uomini restassero persone: e sentiva che bastava offendere in un uomo questa dignità della persona, perché nello stesso tempo in tutti gli altri uomini questa stessa dignità rimanesse umiliata e ferita. Cominciò così, quando il fascismo si fu impadronito dello Stato, la Resistenza che durò venti anni. Il ventennio fascista non fu, come oggi qualche sciagurato immemore figura di credere, un ventennio di ordine e di grandezza nazionale: fu un ventennio di sconcio illegalismo, di umiliazione, di corrosione morale, di soffocazione quotidiana, di sorda e sotterranea disgregazione civile”.
Non si combatteva più sulle piazze, dove gli squadristi avevano ormai bruciato ogni simbolo di libertà, ma si resisteva in segreto, nelle tipografie clandestine dalle quali fino dal 1925 cominciarono ad uscire i primi foglietti alla macchia, nelle guardine della polizia, nell’aula del Tribunale speciale, nelle prigioni, tra i confinati, tra i reclusi, tra i fuorusciti. E ogni tanto in quella lotta sorda c’era un caduto, il cui nome risuonava in quella silenziosa oppressione come una voce fraterna, che nel dire addio rincuorava i superstiti a continuare: Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gobetti, Rosselli, Gramsci, Trentin.
Venti anni di resistenza sorda: ma era resistenza anche quella: e forse la più difficile, la più dura e la più sconsolata.
La Resistenza alla fine li spazzò via; ma non bisogna oggi considerar quell’epilogo soltanto come la cacciata dello straniero.
Quella vittoria non fu soltanto vittoria contro gli invasori di fuori: fu vittoria contro gli oppressori, contro gli invasori di dentro. Vittoria contro noi stessi: aver ritrovato dentro noi stessi la dignità dell’uomo. Questo fu il significato morale della Resistenza.
ECCO PERCHE’ L’ANPI DI PONTEDERA SARA’ IN PIAZZA SABATO 28 OTTOBRE DALLE 10,00 ALLE 13,00 E DALLE 15,00 ALLE 18,30 CON UN PROPRIO PRESIDIO IN CORSO MATTEOTTI A PONTEDERA, INSIEME ALL’ARCI VALDERA, ALLA CGIL INVITANDO TUTTI LE CITTADINE E I CITTADINI DEMOCRATICI E ANTIFASCISTI A PARTECIPARE, PER RICORDARE CHE LA MARCIA SU ROMA FU SOLO L’INIZIO DI QUELLA IMMANE TRAGEDIA CHE SI CHIAMO’ FASCISMO CHE NON POTRA’ MAI ESSERE UN’OPINIONE MA SARA’ SEMPRE UN REATO.
- la locandina
Fonte: Il presidente della SEZ. ANPI DI PONTEDERA
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