
La morte di un 46enne e l'infortunio a Terrafino sono al centro del dibattito su salute e sicurezza: il sindacato vuole un protocollo con regole certe
Più sicurezza sul lavoro dopo la morte alla Unilabel e l'infortunio a Terrafino, questa è la richiesta della Cgil di Empoli. Dopo i fatti di cronaca di giovedì 5 ottobre, la Camera del lavoro empolese ha lanciato un appello alle istituzioni, alle associazioni datoriali e agli enti che si occupano di ispezioni sul lavoro: l'apertura di un tavolo permanente che porti a un protocollo con regole certe sulla salute e la sicurezza sui luoghi lavorativi.
Sono 42 le morti bianche in Toscana dal 1 gennaio 2017, molti di più gli infortuni gravi. Il tutto è dovuto alla crisi e alla precarietà lavorativa, hanno affermato dal sindacato, perché chi è precario tende a non denunciare l'infortunio: "Le aziende fanno sì che il lavoratore non denunci e quindi niente viene allo scoperto". C'è in vigore un testo unico sulla sicurezza ma, come ha detto Giuseppe Dentato (Filctem), "servono i fatti, non più i telegrammi, bisogna avere una cultura diversa e quindi basta con atti meramente burocratici".
Sergio Luschi, coordinatore Cgil per l'Empolese Valdelsa, ha lanciato l'appello. "Bisogna che la politica intervenga, ma non solo quella" ha dichiarato il sindacalista "ci sono dati non più sopportabili, servono un cambio di passo e un salto di qualità. A questa si arriva con l'assunzione di responsabilità da parte di ognuno. Sicurezza e salute sono temi prioritari, non possiamo parlarne adesso dopo i fatti di Empoli e dimenticarcene tra pochi giorni".
Anche Edmond Velaj (Fillea) e Giampiero Gori (Filct), così come Silvano Pini (Spi), hanno proseguito sulla linea tracciata dai colleghi. Stando alle parole dei sindacalisti serve più rispetto per i lavoratori e quindi la politica deve impegnarsi per far sì che salute e sicurezza siano garantite. "Siamo in un quadro normativo avanzato ma le morti rimangono alte. Solo con la sinergia tra le parti si può fare qualcosa, è un dovere anche per le generazioni future" hanno detto i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.
Quali sono i prossimi passi da fare, dunque? Innanzitutto l'appello verrà girato da Cgil ai diretti interessati. Poi si valuteranno i temi nel tavolo permanente. Uno di questi potrebbe essere la presenza maggiore di ispettori sul lavoro, dato che il numero di personale in questi ambiti è esiguo; un'altra proposta è anche quella di avere un ufficio all'interno delle aree industriali. In caso di emergenza potrebbe essere anche attivato un telefono bianco, affinché i lavoratori possano denunciare anonimamente gli infortuni o le situazioni più gravi. Per ora, però, la sicurezza è al centro del dibattito e mai come adesso è stato un tema primario per Empoli e la Toscana.
Gianmarco Lotti
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