Prete e vescovo indagati: tentata truffa e impiego indebito di denaro

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Avrebbe utilizzato le offerte dei fedeli per scopi personali dopo che un escort aveva raccontato di avere avuto una relazione con lui. Dal febbraio del 2016 don Luca Morini della parrocchia di Caniparola in Lunigiana è partita l'indagine della Procura di Massa Carrara. A termine delle indagini gli indagati sono due: il parroco e il vescovo della diocesi di Massa Carrara e Pontremoli, monsignor Giovanni Santucci. Quest'ultimo avrebbe impiegato indebitamente mille euro presi dalla fondazione Pie Legati per consegnarli a don Morini senza spiegazioni. Inoltre avrebbe fatto pressione sulla Cattolica Assicurazione per dare maggiori vantaggi economici al prete con l'aumento del punteggio di invalidità. Il reato contestato per quest'ultimo capo di accusa è di tentata truffa. Il sequestro convalidato a luglio 2017 pone il sequestro di 700mila euro e 150mila in pietre preziose al parroco.

Le accuse

Stando al procuratore di Massa Aldo Giubilaro e al pm Alessandra Conforti, don Morini avrebbe trascorso venti anni da parroco facendo la bella vita: gioielli, weekend costosi, feste su yacht e frequentazioni con un 'escort' campano. Il caso è scoppiato grazie a una rivelazione del gigolò a Le Iene, dicendo che il parroco con lui si era finto magistrato. Don Morini è stato sospeso nel 2016 per truffa ai danni di fedeli: molti seguaci del prete, infatti, dissero alla Procura di averlo sovvenzionato con offerte in contanti e assegni, richiesta da don Morini in maniera insistente.

Nell'inchiesta rientra anche monsignor Giovanni Santucci, vescovo di Massa Carrara e Pontremoli. Oggi, venerdì 22 settembre, il suo difensore ha parlato di grande equivoco. Santucci è indagato per impiego indebito di denaro e tentata truffa, il tutto nato dall'inchiesta per capire la provenienza dei soldi di don Morini.

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