Alberi abbattuti a Firenze, la protesta di Gabbie Vuote Onlus

"Gli alberi non parlano, non gridano, non piangono quando si abbattono. Ma muoiono.

A Firenze, "la città più bella del mondo", si vive di passato ma non di presente. Il suo "giglio magico" dovrebbe rappresentare una città immersa nel verde ma  invece è soltanto il simbolo di un ideale sconosciuto.

Anche ammesso che l'Assessorato abbia motivi virtuosi per abbattere gli alberi, malati e sani (?),  i cittadini soffrono e  protestano per lo sconvolgimento paesaggistico e naturalistico  massiccio e non accettano le spiegazioni che risultano loro ridicole, incongruenti e quindi inconcepibili. Si chiedono: se un albero è malato, sono tutti malati i 282 e più alberi che saranno abbattuti? E se un albero è pericolante sono tutti pericolanti i 282  e più alberi che saranno abbattuti? La risposta appare chiara a tutti.

Per varie decine di alberi considerati, secondo i tecnici del verde di Palazzo Vecchio (senza contraddittorio?), a rischio cedimento ma  anche per i tanti loro compagni sani è  stato effettuato o sta per essere effettuato l'abbattimento in base a eventualità, probabilità, ipotesi.....di crolli. Ma, il prof. Francesco Ferrini dell'Università di Firenze, pur concordando con l'operato del Comune, ha dichiarato che:  "se si guarda alla realtà, il numero di accadimenti fatali in Italia si attesta intorno a 5-6 morti l'anno" (intervista su Ali autunno 2016), numero che contrasta con quello delle morti per inquinamento  generato dal traffico che in Italia nel 2012 ha riguardato 84.400 persone (Ecologia Urbana n. 2.2016). 

Si abbattono gli alberi di prima classe di grandezza (la American Foresty Association ha valutato in circa 57.000 $ il valore globale di un albero urbano maturo di 50 anni) e si ripiantumano fuscelli, ultima classe di grandezza, che non possono svolgere i servizi ecosistemici (fra cui ridurre l'inquinamento atmosferico) essendo la superficie totale delle foglie e il diametro delle chiome i fattori più importanti per la deposizione degli elementi inquinanti (Mori ed al. 2015). 
Per il comune di Firenze gli alberi devono restare eterni "fanciulli", non devono entrare nella "terza età" ma perchè? Sono forse identificati come materiale inerte anzichè esseri viventi capaci di nascere, crescere e morire, di diventare secolari e anche millenari tanto da costituire, anche da noi (miracolo!), monumenti nazionali?

Si abbattono gli alberi senza tener conto che per molte specie di uccelli e altri animali questi costituiscono l'habitat di vita in cui trovare cibo e spazi per la riproduzione. Infatti, ai piedi di uno degli ippocastani di viale Corsica è caduto un pulcino di colombaccio in violazione della legge 157/92 che protegge gli animali in fase riproduttiva.

Si abbattono gli alberi sacrificando, oltre che il loro valore ecosistemico e paesaggistico, il loro valore storico e culturale protetto dalla legge n. 10/2003 Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani che prevede all'art. 7 Disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale  comma 1 b) la tutela dei:   filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani.

Viene il sospetto che si abbattano tanti alberi di prima classe che insieme alla capitozzatura ("che costa più di una potatura corretta e riduce i benefici degli alberi che vengono spinti verso la spirale della mortalità" - Francesco Ferrini,  Ali autunno.2016) non ancora sparita dall'orizzonte della gestione del verde, danno copioso legname per ottenere carburante destinato alle centrali a biomassa.

Sappiamo che la Direzione Ambiente è sotto indagine della Procura sia perchè "nel quadriennio 2011-2014 è stata rilevata una raffica di affidamenti diretti senza gara di cui ha beneficiato la stessa ditta", sia per "non aver effettuato la manutenzione ordinaria che avrebbe portato all'ammaloramento di un cospicuo numero di piante di alto fusto in zone sottoposte a vincoli paesaggistici e quindi la deturpazione di bellezze natuarli", sia per "non aver adempiuto l'obbligo di nuove piantumazioni che nei quattro anni avrebbero dovuto essere non meno di 7.000  ma ben 34.000 per la legge n. 113 del 29 gennaio 1992 (rivitalizzata dalla legge n. 10/2003 che  obbliga ogni amministrazione a porre a dimora nel territorio comunale un albero per ogni neonato)". Legge che il Comune di Firenze (e chissà quanti altri) si è ben guardato di rispettare.

In conclusione, riscontriamo purtroppo che l'amministrazione fiorentina dichiara di tutelare il verde della città abbattendo alberi pluridecennali, storici, culturali e di fondamentale interesse paesaggistico allo stesso modo e con lo stesso criterio con cui il Ministero dell'Ambiente dichiara di tutelare il lupo emanando un Piano di conservazione che ne prevede anche l'uccisione. La regola è sempre la stessa: l'insensibilità e il rispetto verso l'ambiente naturale che, evidentemente, ci  contraddistingue

Chiediamo, senza speranza (ma la speranza è l'ultima a morire), ciò che sembra ormai un miraggio, un gesto di coraggio inverosimile, un cambiamento radicale: il rispetto degli alberi sani ancora in vita".

Associazione Gabbie Vuote Onlus Firenze

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