
Gianluca Mannucci Segretario FIT-CISL e Vicecoordinatore RSU: "E' fondamentale pianificare al più presto il nuovo servizio di adduzione alla tranvia, che sarà esercitato da Ataf. Nel fare questo andranno considerati i punti deboli dell'attuale servizio, cioè i tempi di percorrenza delle linee, troppo rigidi e inadatti alle continue variazioni del traffico. La riprogettazione della rete sarà più efficiente e moderna se ripenserà l'intero modo di fare servizio, nell'interesse dei cittadini e dei lavoratori, organizzando adeguate soste ai capolinea che consentano il recupero dei ritardi accumulati nel percorso di linea e la regolarizzazione delle vetture in servizio. Così facendo diminuirà l'attesa media alle fermate e si eviteranno gli inutili trenini di autobus della stessa linea che passano insieme."
Il mese di settembre è alle porte e con esso il massimo traffico cittadino: uno dei più importanti da affrontare è l’organizzazione del servizio di adduzione alle nuove linee tranviarie. In vista della riprogettazione della rete non può essere rimandato il problema dei tempi di percorrenza delle linee, troppo spesso inadatti alle condizioni di traffico e non realizzabili su strada. Il tempo di percorrenza determina le partenze dai capolinea e i passaggi alle fermate, se non è corretto impedisce la regolarità di esercizio e causa una forte pressione negativa sia sul conducente che sugli utenti di quel servizio, i quali finiscono per innervosirsi proprio verso l’autista. Dare poco tempo di percorrenza a una linea a nostro avviso è una sorta di mobbing, in quanto “invita” ad accelerare il ritmo di guida oltre le reali condizioni della strada, che solo il conducente può valutare. In aggiunta a questo bisogna considerare il poco tempo di sosta al capolinea (due minuti) che non permette al bus nessun recupero del ritardo accumulato e all’autista nessun recupero psico-fisico. Un esempio lo abbiamo sul servizio festivo, tiratissimo nei tempi e poco funzionale ai bisogni di spostamento della cittadinanza. Qui di seguito un esempio di servizio festivo:

E’ evidente che il disservizio è servito: non è possibile effettuare i percorsi nei tempi previsti. Il danno sarà per gli utenti che aspettano e per i conducenti che fanno il possibile, senza poter recuperare mai. Se è volontà di Istituzioni e Azienda offrire un servizio di qualità, bisogna scardinare questo modo di programmare il servizio, costruendo invece tempi reali, che consentano una guida confortevole, la vendita dei titoli e la possibilità di dare informazioni in sicurezza. E’ necessario inserire congrui tempi di sosta ai capolinea che consentano ai bus il recupero dei ritardi senza perdere corse; allo stesso tempo vanno sperimentate le linee a frequenza, senza orari fissi stampati alle paline, ma con la garanzia di equidistanza tra una vettura e l’altra della stessa linea. La RSU di Ataf Gestioni Srl, si rende disponibile da subito a questo confronto, per continuare a migliorare il servizio, le condizioni di lavoro del personale e la sicurezza a bordo delle vetture.
Fonte: FIT-CISL Ataf
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