Leone (Arancioni per Pontedera) propone la discussione sul tema Tmm

"Quando si arriva a situazioni come quelle della TMM mi sorgono due pensieri.
Il primo, istintivo, è quello della solidarietà, della vicinanza alle donne e agli uomini che difendono il loro posto di lavoro. Solidarietà affiancata dal provare a capire, al di là degli slogan, se si riesce a fare qualcosa di concreto e subito per aiutare le famiglie di quelle persone che da un giorno all'altro perdono il lavoro. Ottime le iniziative di sostegno alla trattativa dell'Amministrazione Comunale e del Sindaco.
L'altro pensiero, più razionale, mi spinge a cercar di capire cosa è stato sbagliato o forse, meglio, cosa non è stato fatto per evitare di arrivare a questo punto.
A questa domanda non ho risposta, ma certamente,  mi viene da appellarmi alla politica industriale italiana, che in questi anni o non c'è stata oppure ha coinvolto solo le grandi aziende (leggi finanziamenti) tralasciando le piccole e medie imprese che, invece sono la colonna vertebrale del sistema produttivo italiano. Tra le varie domande ne riprendo alcune sui costi e sulla promozione.

Dal punto di vista dei costi: quali sono le politiche adottate per ridurre il costo del lavoro? Attenzione non si tratta di abbassare il salario, anzi, ma il cuneo fiscale: il costo aziendale di un lavoratore è più del doppio del salario netto in busta; troppo. Quali politiche abbiamo adottato per ridurre il costo dei fattori produttivi come ad esempio l'energia elettrica? Esiste in Italia una politica energetica?

Dal punto di vista della promozione: sentiamo parlare spesso di distretti, di cluster, di aree produttive omogenee, che spesso rimangono concetti privi di reale contenuto. Mi chiedo, ad esempio,  cosa si fa davvero in Italia per attrarre sul territorio nuove imprese?

Mi chiedo quanto riusciamo a indirizzare sforzi e risorse affinché i piccoli/medi imprenditori riescono a divenire pluricliente e non rimanere vittima della fornitura ad una sola azienda? Prima o poi qualcuno che costruisce quel manufatto o quel servizio ad un prezzo inferiore lo si trova e l’azienda monocliente rimane da un giorno all’altro sul lastrico.

Quanto riusciamo a fare rete sul territorio e mettere in conoscenza delle nostre imprese medio/piccole gli studi e le ricerche delle nostre valide università? A maggior ragione in Toscana dove risiedono 2 tra le prime 5 università del mondo (Normale e Sant’Anna) e tre validissime università statali (Pisa, Firenze e Siena).
Io non so se queste sono le giuste domande che dobbiamo farci, ma se lo fossero le attività che ho definito “promozionali” devono diventare un mestiere; un mestiere svolto da agenzie pubblico-private che quotidianamente organizzano momenti di promozione del territorio in Italia e all'estero facendo conoscere le nostre aree produttive fatte di infrastrutture, di integrazione con il sistema della ricerca e, se volete, di sgravi fiscali e/o aiuti economici per i primi due/tre anni di insediamento (free tax zone ad esempio).

Anche le aziende già esistenti bisognerebbe aiutarle ad innovare il ciclo produttivo per aggredire nuovi clienti, magari mettendole in rete per poter prendere commesse da clienti grandi che hanno bisogno di grandi  quantità in poco tempo (una piccola impresa da sola non ce la farà mai).

Certo ci vogliono investimenti, ma non solo; ci vuole volontà di farlo, idee e programmazione.

Il nostro territorio potenzialmente ha le carte in regola per poter fare questo, ma ci vuole una volontà comune tra tutti i livelli istituzionali.
Secondo me se non ci poniamo con risolutezza queste (ed altre domande analoghe) ci troveremo sempre più spesso a rincorrere situazioni tipo TMM".

Eugenio Leone, Arancioni per Pontedera

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