
Oramai è iniziata la quarta rivoluzione industriale. In Italia e Germania si riconosce con il nome di Industria 4.0, in altri paesi europei cambia il nome ma sempre di industria innovativa si tratta. Una rivoluzione che già dai primi segnali ci porta ad evidenziare che ci saranno forti cambiamenti nel mondo del lavoro: sia per come lavoreremo con nuove tipologie di lavoro, sia per quanti lavoratori saranno operativi con questa innovazione. Avremo sempre più l'utilizzo dei robot che porteranno a togliere posti di lavoro, ma ci saranno nuove professioni: come ad esempio quei lavoratori che saranno specializzati nel riparare o impostare i robot.
In tutto questo scenario ci saranno e ci sono imprenditori che pensano di iniziare a fare innovazione con nuove linee di lavoro, e altri che invece pensano ad applicare un loro tipo di rivoluzione industriale, licenziando i lavoratori tramite Whats App. E' ciò che è accaduto a Livorno, presso il fast food "Porca Vacca" che ha inviato un messaggio Whats App ai dipendenti, senza più neanche il rispetto di ciò che prevedono i Contratti Nazionali di lavoro; infatti, non sono stati dati i soliti 14 giorni di preavviso, ma l’allontanamento dall’azienda è stato immediato. «Hanno detto che il preavviso ci verrà pagato e verrà inserito nel Tfr, ma intanto da oggi siamo a casa e fino a ieri lavoravamo».
Un'azienda che occupava 32 ragazzi livornesi (ora 28) licenziati con questo modo “innovativo” perché avevano proclamato uno sciopero per le pessime condizioni di lavoro con orari senza senso (anche se il motivo sostenuto dal Porca Vacca per mandare a casa i quattro dipendenti è di natura contrattuale). Certamente, i sindacati di categoria avvieranno le procedure per tutelare questi lavoratori, ma la CGIL Toscana lancia un allarme che la politica deve cogliere per correggere queste storture portate dall'innovazione chiamata JOBS ACT. Caso simile era accaduto poco tempo fa con gli autisti di UBER, licenziati attraverso la disattivazione dell'App che Uber usa per tenere i contatti con gli autisti.
La CGIL Toscana si domanda: quale sarà il prossimo passo? Questi sono davvero i nuovi imprenditori? Questi sono i nuovi metodi di rapporto tra datore di lavoro e lavoratori?
Se così fosse, dobbiamo fermare questo metodo innovativo.
Mirko Lami (Segreteria Cgil Toscana)
Ufficio Stampa Cgil Toscana e Firenze
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