
Si è parlato anche di assegni di disoccupazione, caccia, Camp Darby e Fi-Pi-Li
Si è aperto questa mattina, giovedì 15 giugno, la seduta del consiglio regionale della Toscana. Ecco tutte le discussioni in Aula.
Uncem: commissione d’inchiesta, il punto in aula
Il dibattito sulla costituzione di una commissione di inchiesta su Uncem, che ieri sera aveva registrato il ritiro da parte di Giovanni Donzelli (FdI) della proposta di deliberazione per votare l’istituzione dell’organismo di inchiesta, e la contestuale presentazione delle firme necessarie all’istituzione della commissione con deliberazione dell’ufficio di presidenza, è ripreso questa mattina all’apertura dei lavori d’aula. Sul tavolo, ancora, gli emendamenti a firma Pd che avevano l’obiettivo di specificare e puntualizzare l’oggetto della commissione di inchiesta. Il capogruppo del Pd, Leonardo Marras, ha annunciato di aver tradotto gli emendamenti, presentati ieri all’atto di Donzelli, in una nuova proposta di deliberazione urgente di cui ha chiesto l’inserimento all’ordine del giorno.
A seguito del dibattito Marras ha poi ritirato la proposta di deliberazione dall’ordine del giorno d’aula, lasciandola però agli atti. Come chiarito dal presidente del Consiglio, Eugenio Giani, in base alla normativa le commissioni di inchiesta possono essere costituite con voto d’aula; o anche con la firma di almeno 9 consiglieri di minoranza e deliberazione dell’Ufficio di presidenza. Avendo entrambi (Donzelli e Marras) ritirato le proposte di deliberazione che sottoponevano al voto d’aula la costituzione della commissione di inchiesta su Uncem, sarà ora l’Ufficio di presidenza, questo pomeriggio, a deliberare sulla base delle firme depositate da Donzelli. “Dovrà avvenire una concertazione di tutti i membri dell’ufficio di presidenza”, ha ribadito Giani, “secondo le procedure ordinarie di decisione”. Il testo ritirato da Marras, ha aggiunto Giani, “diventa patrimonio comune nel dibattito della deliberazione che farà l’Ufficio di presidenza”.
Il dibattito - All’apertura dei lavori, dinanzi alla richiesta di iscrizione all’ordine del giorno di una proposta di deliberazione su Commissione di inchiesta Uncem da parte di Leonardo Marras (Pd), Giovanni Donzelli (FdI) ha replicato: “Premesso che non sono mai stato contrario a inserimenti di atti all’ordine del giorno, invito Marras a ripensarci, perché si tratta di un gesto di violenza incredibile, assolutamente grave”. “C’è da parte della maggioranza il tentativo di dar vita ad una sorta di contro-commissione, per affossare una richiesta legittima dei gruppi di minoranza, dopo il dibattito di ieri sera – ha continuato il consigliere – Non credo sia mai accaduta una cosa del genere né in Consiglio regionale né in Parlamento, se necessario riflettiamone insieme ai capigruppo”, ha quindi proposto Donzelli. Che ha ribadito la convinzione che la commissione di inchiesta non debba escludere a priori di indagare sulla legittimità delle erogazioni dalla Regione Toscana a Uncem Toscana.
“Nessuna volontà da parte nostra di istituire un’altra commissione di inchiesta e se vogliamo parlare di atti poco eleganti direi che ieri c’è stato uno sgarbo istituzionale”; parola del capogruppo Marras, che ha ricordato i passaggi della sera precedente, quando le opposizioni hanno poi preso un’altra strada: il deposito in Ufficio di Presidenza della richiesta di istituire la commissione di inchiesta per iniziativa dei consiglieri, con le firme richieste (almeno 9, sono 10).
“L’arroganza del Pd è davvero al limite – ha tuonato Giacomo Giannarelli (M5S) – il Regolamento non permette di fare un’altra commissione, da oggi è già istituita la commissione di inchiesta”. Secondo Jacopo Alberti (Ln), l’Ufficio di presidenza non può che ratificare la presentazione delle firme da parte delle minoranze: “Registriamo però tutte le volte il tentativo della maggioranza di mettere il cappello, di mettere il sigillo su determinate questioni”. Per Tommaso Fattori (Sì Toscana a sinistra) “non ha senso continuare questo scontro, occorre seguire l’iter in corso, ovvero il deposito in Ufficio di presidenza della richiesta di commissione, presentata da dieci consiglieri”. “Se stabiliamo il principio che la maggioranza può indirizzare o modificare le richieste della minoranza si annulla un diritto garantito alle opposizioni”, ha sottolineato Donzelli e, in tema di sgarbo istituzionale, ha affermato rivolto ai banchi del Pd: “Noi non ci vogliamo far prendere in giro da voi”. Una cosa è certa: “Sono disposto a resistere, a non abbandonare l’aula fino a quando la commissione di inchiesta non sarà istituita”, ha aggiunto Donzelli.
“Mi unisco agli interventi dei consiglieri di opposizione e chiedo alla maggioranza di ritirare la proposta di delibera per istituire con voto consiliare la commissione di inchiesta”, ha affermato la consigliera Monica Pecori (Gruppo Misto).
Nel ricapitolare il tutto Marras, dopo aver annunciato il ritiro della delibera per il voto d’aula, ha ritenuto opportune alcune specificazioni: “Primo, sul programma di lavoro della commissione è richiesto l’assenso dei componenti; secondo, è chiaro che il bersaglio principe di tanti interventi di minoranza non è l’Uncem o Giurlani, ma il Pd, quindi non posso stare zitto; terzo, la commissione dovrà avere il compito di chiarire non la legittimità delle erogazioni a Uncem, che in quanto ente rappresentativo per legge aveva diritto a tali risorse, ma la corrispondenza tra tali assegnazioni di risorse ed il loro corretto impiego”. “Sarà il nostro rappresentante in commissione a esprimere questi principi”, ha concluso Marras. Claudio Borghi, portavoce dell’opposizione, prendendo atto del ritiro da parte di Marras, si è augurato un confronto costruttivo, “senza intervento di maggioranza sulle poche armi che i gruppi di minoranza hanno a disposizione”. A chiudere il dibattito il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani: “Prendo atto del ritiro del testo, che sarà comunque patrimonio comune in sede di Ufficio di presidenza, quando oggi pomeriggio andremo a deliberare sulla richiesta presentata da 10 consiglieri”, ha assicurato il presidente, che in sintesi ha ripercorso l’articolo 61 del Regolamento sulla istituzione delle Commissioni di inchiesta.
Uncem Toscana: Giani, via libera alla commissione d’inchiesta
“È stato un atto unitario, che porterà trasparenza, analisi dei fatti, obiettività; sarà al servizio di tutta la Toscana”. È quanto annunciato dal presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, al termine della seduta dell’ufficio di presidenza che oggi pomeriggio ha deliberato all’unanimità l’istituzione della commissione di inchiesta su Uncem, finalizzata alla “verifica e al controllo della modalità di spesa e di rendicontazione da parte di Uncem Toscana dei fondi pubblici erogati tramite la Regione Toscana, al fine di verificare i rapporti tra la Regione Toscana e Uncem Toscana”. “Auspichiamo un confronto corretto e sereno e la possibilità di una relazione unitaria”, ha aggiunto Giani.
Il presidente ha incontrato i giornalisti accompagnato da altri due componenti dell’ufficio di presidenza: Giovanni Donzelli, FdI, che aveva presentato le firme per la costituzione della commissione di inchiesta fin dalla seduta d’aula di ieri sera, e Antonio Mazzeo. Entrambi, ha ricordato Giani, si sono adoperati “con atti concreti e in tempi non sospetti”, quando ancora “non si poteva presagire quello che poi è venuto fuori”. Nel caso di Donzelli per “i rilievi posti”; nel caso di Mazzeo perché “da esponente pd e vicesegretario pd aveva provocato rinnovamento degli organismi Uncem”.
Con la commissione di inchiesta, ha concluso Giani, “andremo fino in fondo ad analizzare i rapporti tra la Regione, che per quanto ci riguarda ha agito in conformità di legge, e Uncem Toscana, rilevando la natura di capacità di spesa e di rendicontazione”. L’augurio è che questa attività possa “far emergere tutto con assoluta trasparenza nei confronti dei cittadini”.
Disoccupazione: Grieco, sblocco risorse dopo firma convenzioni
“L’effettiva attuazione delle misure è subordinata alla certificazione delle risorse disponibili da parte di Inps e alla sottoscrizione delle necessarie convenzioni. Il Ministero del Lavoro è stato sollecitato più volte”. Questi in breve i punti salienti della risposta dell’assessore regionale all’Istruzione, formazione e lavoro Cristina Grieco all’interrogazione del gruppo Lega Nord sull’annuncio del presidente Rossi di un assegno di 500 euro per sei mesi da corrispondere ai disoccupati toscani.
“Prendiamo atto che si tratta – ha commentato il portavoce dell’opposizione Claudio Borghi (Lega nord) – della solita propaganda e della politica degli annunci”. Nell’interrogazione si chiedeva lo stato di avanzamento delle trattative tra Ministero del lavoro e Regioni per lo sblocco delle risorse per interventi di politiche attive del lavoro e di sostegno economico dei lavoratori. Si chiedeva, poi, di conoscere i tempi di consegna da parte del Governo e per l’inizio dell’utilizzo dei 30milioni di euro concessi come quota regionale a Regione Toscana per il contrasto alla disoccupazione nelle aree di crisi complessa.
Grieco ha fatto presente che “sarà convocato un incontro per condividere i contenuti della convenzione che dovrà essere sottoscritta tra Regione, Anpal Servizi e Ministero per l’erogazione degli incentivi e dell’assegno di collocazione e della convenzione tra Regione ed Inps per l’erogazione dell’indennità di partecipazione alle azioni di politica attiva”.
Monte Paschi: tavolo regionale per la crisi occupazionale, mozione unanime
È stata approvata con voto favorevole all’unanimità una mozione in merito alla crisi occupazionale del Monte dei Paschi di Siena. L’atto, presentato dai consiglieri del M5S Giacomo Giannarelli, Irene Galletti, Gabriele Bianchi e Andrea Quartini, impegna la Giunta “ad aprire quanto prima un tavolo regionale sulla crisi aziendale di Monte dei Paschi di Siena, in particolare sui riflessi occupazionali previsti dal piano industriale in discussione, al fine di garantire presenza e supporto dell’istituzione Regione Toscana in tale fase cruciale per il destino di migliaia di toscani”. Come ha spiegato Giannarelli, illustrando l’atto in aula, le ultime notizie provenienti dall’Europa parlano della richiesta di 10mila esuberi per tutto il gruppo, con il rischio, per la Toscana, di 5mila dipendenti in esubero. “Un’eventualità che avrebbe risvolti drammatici per la nostra regione – ha detto il consigliere –. Per questo chiediamo che la Giunta apra un tavolo, come in altri casi di grave crisi che si sono verificati”.
La mozione impegna inoltre la Giunta regionale a richiedere presso la Conferenza Stato-Regioni “il rispetto del tetto salariale per il management, non superiore a 10 volte il salario medio dei dipendenti di Mps, così come previsto dall’accordo di principio del 1 giugno 2017 tra Commissione europea e Stato italiano”.
Voto favorevole anche da parte degli altri gruppi. Claudio Borghi (Lega nord), portavoce dell’opposizione, ha preannunciato il suo sì sottolineando come “sarebbe fondamentale far partire un tavolo regionale sulla questione delle banche, perché la crisi di un istituto bancario si riverbera in modo drammatico su tutto il territorio e l’esubero del personale è solo il primo dei tanti effetti negativi, che purtroppo erano prevedibili”. Secondo Leonardo Marras (Pd) “la mozione è equilibrata e non possiamo non votarla”. “La crisi ha riflessi gravi sul territorio e la Regione deve farsene carico” ha aggiunto il capogruppo del Pd, il quale ha anche auspicato un pieno sostegno al ministro Padoan nella trattativa presso la Commissione europea per il salvataggio della banca.
Caccia: interrogazione su finanziamenti e contributi concessi dagli ATC
Attenzione a contributi e finanziamenti concessi dagli Ambiti territoriali di caccia in Toscana (Atc), in una interrogazione presentata da Gabriele Bianchi e Irene Galletti, del Movimento 5 Stelle, cui ha risposto in aula l’assessore all’Agricoltura Marco Remaschi.
“Dalle informazioni raccolte non sono emersi riscontri che testimonino il diretto passaggio di risorse economiche dagli Atc alle diverse associazioni regionali degli agricoltori, come Cia, Confagricoltura o Coldiretti”, ha esordito l’assessore rispondendo al primo quesito della interrogazione, ricordando invece la concessione di finanziamenti e contributi alle aziende agricole, presenti nel territorio di competenza. In tema di iter procedurale deliberativo del regolamento di attuazione della nuova legge sugli Atc in Toscana, Remaschi ha parlato indicativamente di fine giugno, inizio luglio di quest’anno. In merito invece all’attivazione della Centrale Unica di Committenza, le procedure di attivazione sono in corso di svolgimento.
Gabriele Bianchi, ringraziando l’assessore per la risposta e per la disponibilità a fornire dati precisi per ogni Atc della Toscana, ha auspicato “un cambio netto rispetto al passato: avendo a cuore la gestione del territorio ci preme particolarmente la Centrale unica di committenza, per garantire la massima trasparenza”.
Commissione d’inchiesta su Uncem: incontro con i giornalisti dopo ufficio di presidenza
Alle 16.30 il presidente dell’assemblea, Eugenio Giani incontra i giornalisti nel suo studio al primo piano di palazzo del Pegaso. L’incontro segue alla seduta dell’ufficio di presidenza che questo pomeriggio ha all’ordine del giorno la costituzione della commissione di inchiesta su Uncem.
Edilizia: restauro e risanamento conservativo, mozione unanime per modifiche testo unico
Con gli interventi di restauro e risanamento conservativo sia consentito anche il mutamento della destinazione d’uso. La consigliera regionale Elisabetta Meucci (Pd) ha presentato in aula una mozione in cui si impegna la Giunta regionale ad “attivarsi in Conferenza delle Regioni perché possa essere avviata una discussione in merito e possano essere sollecitati il Governo e il Parlamento, al fine di prevedere la modifica delle disposizioni normative in materia di edilizia”.
“Vogliamo che l’amministrazione si attivi in conferenza Stato Regioni – ha ribadito Meucci – per promuovere un’integrazione del testo unico dell’edilizia in materia di restauro e risanamento conservativo, perché da sempre in tutta la Toscana questa modalità di restauro è stata accompagnata dal cambio di destinazione d’uso. La regione deve farsi vanto della sua tradizione edilizia urbanistica, accompagnando il restauro al cambiamento di destinazione d’uso, senza alterare le strutture e non più basandosi sull’urbanistica di espansione”.
L’atto, sottoscritto dai consiglieri del Partito democratico Marras, Baccelli, Scaramelli, Vadi, Bugliani, Ciolini, Monni, De Robertis, Gazzetti e Giovannetti, è stato approvato all’unanimità, dopo che erano stati accolti alcuni emendamenti del gruppo Sì-Toscana a sinistra. Il senso degli emendamenti è stato illustrato da Tommaso Fattori. “Si chiede al Governo e al Parlamento una sistematizzazione delle norme in materia di edilizia per restituire coerenza e chiarezza – ha detto il capogruppo di Sì-Toscana a sinistra – e di precisare il rapporto tra restauro e cambio di destinazione d’uso, all’interno di una pianificazione urbanistica coerente”.
Voto favorevole è stato annunciato da Elisa Montemagni a nome del gruppo Lega nord. “È noto – ha detto la consigliera regionale – che la burocrazia blocca l’edilizia e andare incontro a quei cittadini che vogliono restaurare o mettere a norma edifici mi sembra il minimo che possa essere fatto”.
“Una norma che va a beneficio delle nostra città, non si può pensare di bloccare tutto, dobbiamo valorizzare gli edifici” – così anche il vicepresidente Marco Stella (Forza Italia) ha espresso voto favorevole alla mozione.
Lavori Fi-Pi-Li: limitare disagi ai cittadini, mozione impegna Giunta a intervenire
“Mettere in atto tutte le misure che possano ridurre i disagi per i cittadini rispetto ad un lavoro improcrastinabile e necessario per la tenuta di un’arteria importante della viabilità regionale come la Fi-Pi-Li ma che inevitabilmente in questo periodo estivo creerà dei problemi”. Questo l’impegno chiesto alla Giunta regionale nella mozione in merito ai disagi per l’utenza derivanti dai lavori di consolidamento sulla Fi-Pi-Li, presentata dai consiglieri del Partito democratico Monia Monni, Francesco Gazzetti, Enrico Sostegni e Valentina Vadi e approvata a maggioranza. I lavori partiranno il 19 giugno e dovrebbero concludersi il 27 agosto, interesseranno il tratto fra l’uscita di Montelupo Fiorentino e Ginestra Fiorentina in direzione Firenze. Si tratta di un intervento di “consolidamento della scarpata di monte al chilometro 17”, con chiusura della corsia di marcia per un tratto di circa 150-200 metri per tutta la durata dell’intervento e conseguente incanalamento dei veicoli nella sola corsia di sorpasso.
“Chiediamo – ha dichiarato Sostegni, illustrando la mozione in Aula – che vengano messe in atto tutte le misure per informare i cittadini e monitorare la situazione del traffico”, in considerazione del periodo, che vede l’arteria di grande comunicazione “sottoposta a notevoli flussi di traffico”. Nella mozione si chiede, inoltre, alla Giunta regionale l’impegno a “mettere in atto tutte le misure di propria competenza d’intesa con tutti gli enti coinvolti affinché i tempi previsti per i lavori siano rispettati” e a “valutare la possibilità di far svolgere i lavori anche in orario notturno”.
Camp Darby: interrogazione Sì-Toscana a sinistra su potenziamento
Parere sostanzialmente positivo dalla Regione al progetto di ampliamento della base di Camp Darby a condizione che vengano acquisiti i necessari contributi, pareri, nulla osta e autorizzazioni previsti dalla normativa vigente. Lo ha riferito in aula l’assessore regionale Cristina Grieco, leggendo la risposta dell’assessore Vincenzo Ceccarelli all’interrogazione di Sì-Toscana a sinistra sul potenziamento delle infrastrutture della base americana finalizzato ad uso militare.
Nella risposta si elencano i soggetti a cui riferirsi: l’Autorità di Bacino del fiume Arno per gli aspetti idrogeologici e idraulici; l’Ente parco di Migliarino San Rossore per la valutazione di incidenza; la Soprintendenza Belle Arti e paesaggio di Pisa e Livorno per il vincolo paesaggistico e terna, la Rete elettrica nazionale e la Società del canale Navicelli per eventuali interferenze con la rete ferroviaria. “L’intervento – ha osservato ancora l’assessore Grieco nella risposta in Aula – non costituisce installazione di nuovi insediamenti o apparati militari di particolare importanza, in questo caso il progetto ha sostanzialmente valenza sulla logistica di una base già esistente”.
“Resto basito – ha dichiarato nella replica in Aula Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) – perché la Giunta era a conoscenza di questo progetto da un anno, ma non è stata detta una parola in merito, giustificando il silenzio con il fatto che si tratta di un’opera militare”. “Credo – ha aggiunto il capogruppo – che questo silenzio segni una grave corresponsabilità su un progetto che è un potenziamento della base militare. L’obiettivo è quello di accrescere il numero e la frequenza dei carichi di armi in arrivo e in uscita da Camp Darby verso teatri di guerra. È un’opera in contrasto con la Costituzione, con il piano territoriale del parco di San Rossore. Non si deve permettere di investire per potenziare questa base militare straniera”.
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