
Riportiamo la lettera di Leo Beneduci (Osapp) inviata al ministero della Giustizia e ai gruppi parlamentari sulla situazione delle case circondariali della Toscana.
"Questa segreteria generale reputa opportuno segnalare la drammatica situazione in cui versano gli istituti della Regione Toscana, determinata da ragioni che vanno ben oltre le indisponibilità logistiche e strutturali poste le “ strategie” operative e gestionali dei dirigenti di vario livello.
Presso la casa circondariale di Siena, peraltro, è stata di recente conclusa una specifica protesta sindacale, rientrata per l’impegno del Prefetto di quella Città che, a quanto è dato sapere, si è fatto parte diligente nei confronti del Capo del Dipartimento per far fronte alla mancanza di personale in quella struttura ove, allo stato, si registrano sette unità di Polizia penitenziaria in meno rispetto all’estate precedente al momento “sanate” dall’iniziativa del distacco presso tale sede di 4 unità da parte del Provveditorato Regionale.
Peraltro, giova in tal senso evidenziare che il dato meramente numerico deve essere rapportato al contesto, posto che al di là degli incrementi di personale occorre elevare e migliorare la qualità del benessere all’interno di quell’istituto senza gravare sugli altri della Regione. In buona sostanza si auspica che la situazione di Siena venga affrontata e risolta in modo serio e concreto e non già con l’invio in missione di personale proveniente da altri istituti che, come rilevato dalla stampa e più volte segnalato non vivono momenti migliori.
Occorrerebbe, infatti, partire da alcune considerazioni quali:
- l’assenza stabile e continuativa del Provveditore regionale nella sede di Firenze per seguire l’andamento degli istituti e valutare quotidianamente le priorità, atteso che per assurdo la “reggenza“ del provveditorato sembrerebbe sia stata affidata a un appartenente al Corpo di Polizia penitenziaria già comandante del Reparto:
- la mancata valutazione da parte della Direzione Generale del Personale dei comportamenti di alcuni Dirigenti d’istituto che garantiscono solo la straordinaria amministrazione (es Firenze Sollicciano il cui direttore si divide tra Parma e Firenze) San Gimignano....;
- la qualità degli ambienti di lavoro. Proprio rispetto alla qualità dell’ambiente di lavoro, per ritornare all’istituto di Siena, occorrerebbe altresì considerare che tale sede, oltre ad essere gravata da una carenza di Personale – endemica negli istituti della regione – vive un periodo di probabile ed assai grave “pesantezza” posto l’esodo di molte figure apicali da quella sede.
Sarebbe infatti assai interessante approfondire e valutare – anche alla luce di vicende note a codesto Dipartimento, ma si dubita che sussista nelle SS.LL. ed in particolare nell’attuale volontà, le ragioni dei distacchi del Direttore d’area pedagogica, del Comandante del reparto, del vice comandante e, magari, del pensionamento del direttore d’Area Pedagogica Queste ulteriori considerazioni, ad avviso dell’O.S.A.P.P. ed anche nel più generale interesse dell’istituzione, renderebbero pertanto indispensabile che le SS.LL disponessero, per quanto di rispettiva competenza, acché si provveda all’individuazione presso la struttura Trentina di un alt ro direttore in luogo dell’attuale e che per l’intera regione, ad avviso di questa O.S. in condizioni di costante emergenza, che si disponga per una adeguata integrazioni di organici da troppo tempo gravemente carenti, nonostante la rilevanza delle strutture quale e non ultima quella di Firenze-Sollicciano. In attesa di sollecito riscontro, quindi la presente è anche diretta al Ministro della Giustizia ed ai Gruppi Parlamentari per un eventuale e diretto interessamento".
Fonte: Osapp - Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria
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