
L’abbraccio della città di Firenze, l’appoggio del Presidente del Parlamento Europea Antonio Tajani e dell’assessore comunale alla cooperazione e alle relazioni internazionali Paola Concia; l’intervento in piazza a fianco dei manifestanti di Serena Perini, presidente della commissione 7 (pari opportunità, pace, diritti umani) dell’amministrazione fiorentina e di alcuni dei parlamentari europei che erano in città per Euro-Lat, l'assemblea Euro-Latino America che quest’anno ha scelto il capoluogo toscano come sede per riunirsi, in occasione dei 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma; ma, soprattutto, il primo vero confronto pubblico tra politici (italiani ed europei) ed esponenti della società civile sul Venezuela, confronto che ha profondamente segnato i lavori di Euro-Lat.
È decisamente positivo il risultato della due giorni di mobilitazione organizzata da VenEuropa, in collaborazione con il Movimento "Venezuela Somos Todos" e l'Associazione A. C. Venezuela in Toscana, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla drammatica situazione che il popolo venezuelano sta affrontando ormai da tempo.
La manifestazione ha avuto inizio lunedì sera, alle 20:30 in piazza della Repubblica, anticipata nel pomeriggio da un breve incontro con l’assessore Concia. In piazza, oltre al consigliere comunale Perini, erano presenti anche alcuni parlamentari europei arrivati da diversi paesi dell’Unione (tra loro gli spagnoli Pascual Luis De Grandes e Teresa Jiménez-Becerril Barrio, i portoghesi Francisco Assis e Oscar Ronderos e la rumena Renate Weber), tutti in appoggio alla manifestazione organizzata dai tre movimenti che chiedono il rispetto dei diritti civili fondamentali in Venezuela. Per la prima volta, rappresentanti politici italiani ed europei si sono confrontati pubblicamente con esponenti civili su quanto sta accadendo nel paese sudamericano.
Per l’occasione, alcune finestre di uno degli edifici che si affacciano sulla celebre piazza sono state illuminate con i colori della bandiera venezuelana, mentre dai megafoni i partecipanti chiedevano a gran voce la fine della repressione violenta delle proteste da parte del governo Maduro.
Martedì è arrivato anche la decisa presa di posizione di Tajani, che durante il suo discorso al Euro-Lat ha più volte chiesto il rispetto della democrazia e dei diritti umani per il popolo Venezuelano, non risparmiando parole forti: "Un Paese dove l'opposizione è in carcere non è un paese democratico. Non ho paura di dirlo, come non hanno paura gli studenti venezuelani che manifestano".
Fonte: Ufficio Stampa
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