Pisa è ancora città dantesca dal 25 al 28 maggio 2017

Pisa, capitale Dantesca, parte in anticipo e con Danteprima avvia i festeggiamenti per il settecentenario di Dante Alighieri che ricorrono nel 2021. Danteprima è un progetto ideato da Marco Santagata e sostenuto dal Comune di Pisa, in collaborazione con Scuola Normale Superiore di Pisa, Università di Pisa, Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, Fondazione Teatro di Pisa, Regione Toscana, Fondazione Blu, Museo della Grafica, Opera della Primaziale Pisana, Cineclub Arsenale. Si tratta di un vero e proprio festival che ruota intorno alla figura del poeta con un’immersione nella sua vita e nella straordinaria opera tra convegni, letture e spettacoli, tutti ospitati in luoghi suggestivi della città.

Quattro giorni di incontri, mostre, installazioni, spettacoli, passeggiate e film, introdotti dalla lectio magistralis di Luigi Blasucci (giovedì 25 maggio, ore 18) e interpretati da protagonisti indiscussi della cultura italiana, con la sorpresa del concerto diretto da Nicola Piovani nello scenario della storica Piazza dei Cavalieri, sede della prestigiosa Scuola Normale Superiore (sabato 27 maggio, ore 22) e l’attesa e spettacolare esibizione dell’attore Fabrizio Gifuni, narratore di versi del Paradiso dai gironi della torre pendente (domenica 28 maggio, ore 22), che per la prima volta nella sua storia secolare si presta ad essere palcoscenico e scenografia di un evento teatrale. Anche così Pisa si vuol confermare città dantesca: appuntamenti eccezionali in luoghi unici.

Ospite d’eccezione, seppure attraverso le sue opere, Peter Greenaway con il suo film A tv Dante: the Inferno(venerdì 26 maggio, ore 21), che sarà introdotto da Alessandra Lischi e da una video intervista esclusiva al regista inglese. Gli eventi della rassegna sono tutti gratuiti ad eccezione del concerto di Nicola Piovani (per info e biglietti presso Teatro Verdi). Danteprima nasce dopo il successo di Dante Posticipato, la rassegna 2016 pensata in continuità con le celebrazioni del 750° anniversario della nascita di Dante.

Dante si è fermato a Pisa. Nella città "vituperio delle genti" - secondo la ben nota invettiva legata all'episodio del Conte Ugolino nel XXXIII canto dell'Inferno - il sommo poeta vi ha addirittura trovato rifugio. Pur non essendo mai citata tra le tappe del suo peregrinare, a Pisa Dante soggiornò intorno al 1312-1313, alla corte dell'imperatore Arrigo (Enrico) VII di Lussemburgo e vi scrisse la Monarchia, un'opera fondamentale dal punto di vista politico e culturale. La vicenda è stata ricostruita dal professore Marco Santagata, storico e studioso di Dante e della letteratura italiana, che fa emergere tutte le incoerenze morali e ideologiche nella biografia del poeta basandosi sulla logica della cronologia.

Nel 1302 inizia l'esilio di Dante e il suo viaggio tra le corti e le città dell'Italia centro-settentrionale: Forlì, Verona, Padova, Sarzana, Lucca, tra tappe e date incerte. Da Genova, nel 1312, Dante segue Arrigo VII a Pisa, dove scrive la Monarchia, per la possibilità di attingere informazioni dirette sulla curia imperiale e sulla sua produzione legislativa. Nel 1313, con la morte dell'imperatore e il crollo del sogno di restaurazione dell'impero, il capo della città diventa Uguccione della Faggiola dal quale Dante riceve protezione e che seguirà nel 1315 a Verona alla corte di Cangrande della Scala. Dante scrive sempre di se stesso, nell'immediatezza dei fatti, e l'invettiva contro la città di Pisa ne è la dimostrazione.

Il poeta la paragona all'antica città di Tebe e si augura che le isole di Capraia e Gorgona si muovano chiudendo la foce dell'Arno così da annegare tutti gli abitanti della città. Il canto è stato scritto nel 1308 a Lucca, prima del soggiorno pisano, quando Dante confida ancora nell'amnistia ad personam e fa di tutto per sconfessare i suoi rapporti con i Ghibellini, nemici di Firenze.

Dei palazzi e delle vie della città di Pisa Dante non racconta nulla, ma cita la Torre della Muda, detta anche Torre "della fame" del conte Ugolino della Gherardesca, nel Palazzo dell'Orologio in piazza dei Cavalieri, aperta da circa un anno al pubblico. Al suo interno si può ripercorrere la storia del Conte Ugolino, quello storico e quello dantesco, imprigionato con i suoi eredi e condannato a morte per inedia dopo essersi cibato dei corpi dei figli. A Pisa, nel Duomo, è conservato anche il sarcofago con le spoglie dell'imperatore Arrigo VII, la cui causa di morte è ancora avvolta nel mistero e nella Biblioteca Dantesca del Fondo Alessandro Torri sono esposte diverse edizioni delle opere dantesche.

Dalla morte del poeta e pensatore (1321) alla prima metà del Quattrocento, Pisa è stata, infatti, un centro fra i più importanti per il culto e lo studio di Dante, incoraggiato e promosso dai governanti della città come Fazio della Gherardesca e Pietro Gambacorti. E anche oggi Pisa è una città all'avanguardia degli studi danteschi, come testimoniano le ricerche e le pubblicazioni di molti studiosi della "scuola pisana" Marco Santagata, Fabrizio Franceschini, Alberto Casadei, Umberto Carpi, Mirko Pavone, Gianfranco Fioravanti, Lucia Battaglia Ricci, Claudio Giunta.

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