Interruzione volontaria della gravidanza, il punto nel territorio senese

Un tema di attualità nazionale quello trattato con l’interrogazione di Michele Pinassi sul diritto delle donne alle interruzioni volontarie di gravidanza. Citando la legge n°194/78 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria di gravidanza”, il consigliere si è focalizzato dapprima sui dispositivi degli articoli 4 e 5, che disciplinano rispettivamente i tempi nei quali è possibile ricorrervi per motivi non sanitari e i percorsi medico-sanitari che la donna deve affrontare, e poi sui contenuti degli articoli 8 e 9, secondo i quali tali operazioni devono essere praticate da medici del servizio ostetrico-ginecologico all’interno di un ospedale generale a eccezione di coloro che, sollevando obiezione di coscienza con dichiarazione preventiva, vengano esonerati dal compimento delle procedure.

Pinassi ha riportato i principali dati della relazione 2015 del Ministero della Salute sul fenomeno dell’obiezione di coscienza che, specialmente nelle regioni meridionali, tocca percentuali di oltre il 90% tra il personale medico, con il picco del 93,3% del Molise, mentre in Toscana si attesta al 56% circa. Dalla stessa relazione emerge che sono le donne in età tra 20 e 29 anni a ricorrere maggiormente all’interruzione volontaria di gravidanza  e che, nel 39% dei casi, chi esegue un’interruzione volontaria di gravidanza non ha figli. Inquietanti le statistiche sugli aborti clandestini che, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, oscillano tra 12mila e 15mila casi annui. Riguardo l’esercizio dell’obiezione di coscienza, emerge che le interruzioni volontarie di gravidanza vengono effettuate nel 60% delle strutture sanitarie pubbliche disponibili, “tranne che in due Regioni molto piccole”.

Richiamando anche il monito del Comitato europeo dei Diritti sociali del Consiglio d’Europa, che nel 2014 accusò l’Italia di violare i diritti sanciti dalla legge n° 194/78 alle donne a causa dell’elevato e crescente numero di obiettori di coscienza, e l’invito alle Regioni avanzato dal ministro alla Salute per un’azione di monitoraggio e reportistica sul fenomeno, Pinassi ha chiesto di conoscere la percentuale di medici che, nel territorio senese, hanno dichiarato obiezione di coscienza; se siano state rilevate criticità sul servizio di interruzione volontaria di gravidanza e se la Regione Toscana si sia attivata per la redazione del documento analitico richiesto dal Ministero.

Per quanto riguarda la presenza di medici ginecologi dichiaratisi obiettori negli ospedali, l’assessora alla Sanità, attingendo da una nota del direttore generale dell’azienda USL 7, Enrico Desideri, ha affermato che ve ne sono 3 su 9 all’ospedale di Nottola (Montepulciano) e 2 su 9 a Campostaggia (Poggibonsi). Nelle strutture consultoriali della provincia, risultano esserci: un obiettore in Valdelsa tra i cinque che operano nel Consultorio; una ginecologa obiettrice su tre nel territorio senese e nessuna delle due del Consultorio Giovani; una ginecologa obiettrice su due nell’area Amiata-Valdorcia; nessun obiettore in Valdichiana. In generale, secondo Desideri, non si segnalano comunque criticità di accesso al servizio di interruzione volontaria di gravidanza in queste strutture. Alle Scotte, invece, secondo quanto comunicato dal direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese (AOUS), Joseph Polimeni, vi sono 8 obiettori su 16 ginecologi, 2 su 25 anestesisti e 12 obiettrici su 34 ostetriche. Anche secondo Polimeni, non risultano segnalazioni di pazienti su difficoltà o disagi inerenti l’attuazione della lagge n°194/78.

Rispetto alle attività analitiche della Regione Toscana, dalla stessa nota si evince come la Regione Toscana effettui un monitoraggio obbligatorio e continuo sul flusso dei dati elaborati dalle aziende sanitarie, raccogliendo i dati sul personale obiettore di tutti i punti nascita; informazioni che vengono trasmesse complessivamente al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità. L’assessora ha concluso informando che, nel febbraio 2016, l’Agenzia Regionale di Sanità della Toscana (ARS) ha realizzato una pubblicazione sul tema nella quale sono approfondite molte tematiche e che le interruzioni volontarie di gravidanza, gli aborti spontanei e l’attività dei Consultori sono dati che rientrano nei flussi informativi della Regione Toscana e che vengono elaborati da ARS e inviati al Ministero.

Pinassi si è dichiarato soddisfatto della risposta dalla quale emerge che in Toscana e nel territorio senese le percentuali di obiettori sono relativamente basse e che non si registrano criticità sul servizio di interruzione volontaria di gravidanza, a tutela del rispetto della legge n° 94/78 e dei diritti delle donne.

Fonte: Comune di Siena - Ufficio Stampa

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