
Diamo uno sguardo alla Contrada Borgonovo, continua il viaggio di gonews.it attraverso il Palio di Fucecchio
Ai bottegai della campagna non potevano che sfidarsi i cittadini: la rivalità della contrada Borgonovo nasce nella Buca del Palio ma rispecchia anche quelle 'fratture' tipiche di un paese, come Nord e Sud o contadini e operai. I biancorossi di Borgonovo sono di natura laboriosi, attaccati allo spirito imprenditoriale per cui nei dintorni di piazza XX Settembre c'è sempre da fare. Le scuole medie, lo stadio, la palestra, tanti uffici e negozi: non si perde tempo in Borgonovo, e quello che avanza fuori dal lavoro lo si impiega con lo sport o in attività per la contrada.
Per quanto riguarda il palmares, Borgonovo ha avuto le sue soddisfazioni: 4 podi dal 1981 a oggi. Manca però un Cencio recente, l'ultimo risale al 1995. Sempre 5 anni più avanti a Le Botteghe, certamente, ma la voglia di vincere è tanta. Tanto sacrificio sarà ripagato con il Palio di quest'anno? La sorte, le strategie e la gara del 21 maggio lo diranno. Potrà aiutare il nuovo rito del battesimo dei contradaioli? È stata infatti inaugurata ieri, domenica 14 maggio, la fonte battesimale. Se Borgonovo ha scelto il santo giusto a cui votarsi, il 2017 potrà tingersi di rosso e di bianco...
Borgonovo: l'araldica e la storia
Tutto quello di cui si può dotare una contrada, Borgonovo ce l'ha. Lo stemma? Quello è facile, è di tutti. Gli sbandieratori? Ci sono, nati nel 1984, nell'anno successivo al primo palio. Gli sbandieratori? Idem, data di nascita 1993. Feste di contrada? Non possono mancare. I contradaioli sono talmente attivi che si sono inventati un Gran Premio ciclistico!
Proprio tra le feste, si denota la tendenza al sociale. Infatti Borgonovo ha all'attivo numerose iniziative di concerto con La Calamita onlus, associazione benefica che gestisce l'Oratorio di Santa Maria delle Vedute. Dalle tombole alle cene sociali fino alle feste di carnevale, gli appuntamenti non sono certo mancati. E ora che l'Oratorio è pronto già da qualche mese, un'altra struttura è a disposizione dei fucecchiesi, tra cui anche i contradaioli di Borgonovo. Tra le ormai consolidate tradizioni figura la cena BorgoCabaret, quella degli Stornelli e dell'Olio Novo, la prova ai fornelli di BorgoChef e una cena per ogni giorno della settimana 'santa' del palio, dall'assegnazione del cavallo del mercoledì fino alla firma dei fantini del sabato.
Semplice ma di effetto, l'araldica di Borgonovo è un inquartato con due quadranti identici, il primo e il quarto, dove sono raffigurati a strisce diagonali i colori della contrada: il rosso e il bianco. Raffigurati di rosso anche il cavallo del secondo quadrante e l'arco del terzo. L'araldica vuole simboleggiare il valore e l'intraprendenza dei prodi contradaioli chiamati al dovere nelle sfilate e in pista.
Borgonovo: 1985, fino a qui tutto bene
Per tutti gli anni '80 si può dire che Borgonovo ha soddisfatto la sua sete di vittorie a cadenza regolare. Nel 1983 con Alberto 'Albertino' Antinori, in sella a Vipera Bionda. Il copione si ripete nel 1985 ma l'arbitro declassa 'Albertino' secondo per scorrettezze, portando alla vittoria Le Botteghe del presidente Edo Cioni. Proprio quel 28 maggio nacque la rivalità con i gialloviola, che vige tutt'ora. Poco male: l'anno successivo arriva il secondo cencio in cassa: lo conquista Fabrizio Ungheria in sella a Maradona. Solo due anni bastano per riportare la vittoria a casa: il leggendario Vincenzo Foglia, nome d'arte Frasca, liquida le altre contrade con Maradona II. Frasca cercherà di acciuffare Le Botteghe anche nel 1990, ma la storia darà ragione agli eterni rivali, che però ad oggi sono a bocca asciutta e con due soli trofei vinti.
Vale la pena però sottolineare quanto successo negli anni Ottanta per quanto concerne la nascita della rivalità tra Borgonovo e Botteghe. La data clou, come si è detto, è il 1985: il grande Albertino su Vipera Bionda, accoppiata vincente due anni prima, arriva per primo sul palo ma il mossiere non è d'accordo. Qualcuno ha ravvisato qualche scorrettezza tra il fantino biancorosso e quello di Botteghe. In quegli anni si monta con le staffe ed è assolutamente proibito dare fastidio agli avversari. Le scaramucce con Botteghe (e Samo) costano il Palio a Borgonovo, 'scippato' del cencio mentre lo ha in mano. Poco male, lo vincerà l'anno successivo.
Fino al 1985 tutto bene, da quel momento in poi ecco la prima rivalità nata direttamente sulla Buca del Palio. Altri episodi da ricordare sono nel 1988 e nel 1995, entrambi gli anni appannaggio dei biancorossi. Nell'88 Borgonovo sorpassa un superfavorito Botteghe all'ultimo secondo e vince di pochissimi centimetri; in quell'occasione fu decisivo un infortunio del cavallo gialloviola. Nel '95 sono ancora i biancorossi e piangere di gioia - per l'ultima volta, finora - con l'esordiente Massimo Donatini, che supera tutti all'ultimo istante e vince al fotofinish. Solo vittorie clamorosamente sudate per Borgonovo.