Festa di San Zanobi, la Lida protesta: "Poca attenzione agli animali"

"Ho appreso dai mezzi di informazione  che a Scandicci (FI) dal 5 al 21 Maggio si svolgono i festeggiamenti in onore di San Zanobi.

Tra il sacro e il profano (e parecchi sponsor), per un paio di settimane si susseguono Santa Messa, rassegna dei cori, spettacolo teatrale, mostra, mercati, intrattenimenti musicali, giochi, animazione per bambini, esibizione di balli e danze, osservazione del cielo con l’Associazione Astrofili Fiorentini, Bandierai degli Uffizi, partita del Calcio Storico Fiorentino, corteo storico per le vie cittadine. Sarà allestito un accampamento medievale in cui si potranno osservare le abitudini del tempo, con tanto di voli acrobatici di rapaci a cura dei falconieri. Non mancherà lo spettacolo di giochi pirotecnici.

La parte gastronomica prevede stand e cena a scopo benefico con trionfo di salumi, formaggi e arista. Il 21 Maggio ci sarà il gran finale con una giornata dedicata alla 1° Festa del Lampredotto organizzata da Frama S.r.l. con la partecipazione di Slow Food Scandicci. Il menù: cannolo di lampredotto, pasta ai grani antichi con ragù di lampredotto, lampredotto ai funghi. Si legge sulla locandina: “La giornata, inclusa nella festività di San Zanobi, nasce dalla volontà del Comune di Scandicci di rilanciare le vecchie tradizioni delle ricette e dei mangiari di strada legati alla trippa e al lampredotto. Il lampredotto, come molti sanno, è una prelibatezza tipica del territorio ed è parte molto importante dell’economia del territorio” Sarà anche presentato il libro “Il lampredotto salverà l’euro”. Che dire? Scandicci è una fucina della finanza europea!

La falconeria è uno sfruttamento vestito con l’abito da sera, soprattutto dopo che l’U.N.E.S.C.O. che l’ha incoronata patrimonio immateriale dell’umanità. I rapaci usati per la falconeria subiscono un forte condizionamento poiché sono privati dei loro comportamenti naturali. Il rapporto che li lega all’essere umano non è di natura affettiva ma è basato su un meccanismo premiale legato al cibo, alla dipendenza che l’essere umano crea, piegando l’indole fiera di un uccello ridotto a schiavo, chiuso in gabbia o legato su un posatoio, spesso lasciato parecchie ore con il cappuccio, costantemente manipolato per fargli dimenticare di essere animale selvatico. I rapaci sono animali selvatici e, anche se allevati in cattività, non diventano domestici ma addestrati, condizionati e privati di ogni istinto, trasformati in meri strumenti. Dietro la falconeria c'è un consistente commercio di rapaci nati in cattività ma che derivano da uccelli predatori selvatici, considerati protetti dalla Legge 157/92 http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1992/02/25/092G0211/sg e inseriti nella Direttiva 2009/147/CE http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/biodiversita/Direttiva_uccelli_2009.pdf . I rapaci necessitano di una particolare protezione, di misure speciali di conservazione per garantirne la sopravvivenza e la riproduzione. Molti animali usati dai falconieri sono stati sottratti illegalmente dai nidi, compromettendo così il buon esito della riproduzione e di conseguenza la sopravvivenza della popolazione selvatica. Il prelievo di esemplari catturati in natura e poi fatti riprodurre incrociandoli tra specie affini è una pratica inconcepibile in un’ottica protezionista di queste specie a rischio. E poi c'è la didattica. I falconieri giocano la carta della didattica, come se fosse un dono e un piacere offerto alla comunità, mostrando da vicino la bellezza di animali da sempre inarrivabili ora rinchiusi e sottomessi. In realtà, nulla di ciò che viene mostrato di quegli animali è simile alla loro vera natura che è quella di animali schivi e timorosi verso l'essere umano. I falconieri non permettono di conoscere la vera natura di quegli animali proprio perché ne offrono un’immagine artificiosa; li fanno esibire in ambienti rumorosi, in mezzo a folle vocianti, sotto luci abbaglianti. Non vi è alcun valore didattico nell’insegnare al pubblico che sia giusto tenere prigionieri animali a scopo ludico o venatorio: bisogna insegnare il rispetto per gli animali, non la prevaricazione su di loro tramite un addestramento che non è certo una passeggiata.

I fuochi pirotecnici, pur offrendo uno spettacolo piacevole alla vista, sono deleteri per gli animali nei quali possono causare disorientamento, paura e angoscia fino ai casi più gravi di disperazione che li porta alla fuga. Se gli animali domestici hanno in un certo senso la "fortuna" di essere protetti dalle loro famiglie, quelli selvatici e acquatici no. Negli uccelli un botto può causare uno spavento tale da indurli a fuggire dai dormitori (alberi, siepi e tetti delle case), volando disorientati e impauriti: spesso urtano contro edifici e alberi rischiando di ferirsi e di morire e il loro udito può restare compromesso in maniera permanente. Gli animali acquatici sono colpiti in modo particolare quando lo spettacolo ha come scenario proprio l'ambiente acquatico: luci e suoni costituiscono un elemento disturbante del loro habitat. Gli animali degli allevamenti, purtroppo legati e ingabbiati, sbattono contro le gabbie e tentano di divincolarsi dalle catene invano. Oltre a colpire gli animali, c’è un danno all’ambiente http://www.eticamente.net/821/botti-e-fuochi-dartificio-lista-sostanze-velenose.html «(...) Il processo di fabbricazione dei fuochi d’artificio prevede l’utilizzo di centinaia di composti, che poi vengono rilasciati nell’aria e nel territorio. (…) si fa uso di troppe sostanze velenose ed inquinanti. (…) arsenico, antracene, tetracloruri, (…) alluminio, clorati vari, cloruro mercuroso, nitrati, ossalati, perossidi, solfati e solfuri, (…) filiera formata da piccoli aghi di metallo, (…) acido gallico, acido picnico, (…) solfati di rame, (…) ferro, carbone amorfo, (…) clorato di barite, (…) clorato di stronziana, (…) piombo. La maggior parte degli ingredienti descritti sono velenosi. (…)»

Dai rapaci schiavi, agli animali ridotti a ingredienti a quelli terrorizzati dai fuochi pirotecnici, si vede come il Comune di Scandicci non sia particolarmente empatico verso le specie non umane.

Il ricavato dei festeggiamenti per San Zanobi sarà devoluto all’Associazione Cui – I Ragazzi del Sole per la realizzazione di una struttura residenziale e un centro diurno per ragazzi disabili a Badia a Settimo e al Progetto Social Party 2017 (Ospedale di Torregalli per acquisto attrezzature ospedaliere).

Se da una parte la beneficenza è lodevole, bisogna ricordare che non si aiutano gli esseri umani a danno dei non umani."

Paola Re, Consigliera L.I.D.A. Firenze Onlus

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