
«Anche noi, siamo estremamente grati al ministro Franceschini che con la sua caparbietà ferrarese, che lo contraddistingue, ha spronato e garantito l'apertura del Percorso del Principe (da Palazzo Vecchio alla Galleria degli Uffizi) per il prossimo 1° luglio». Lo scrive in una nota Learco Nencetti, sindacalista della Confsal-Unsa Beni culturali.
«Però, non è chiaro che cosa si stia facendo per riaprire al pubblico ed in sicurezza il corridoio Vasariano, chiuso dal 1 dicembre 2016 a causa delle recenti vicissitudini sulla mancanza delle uscite di sicurezza ed il comfort ambientale. Inoltre – aggiunge Nencetti – non ci basta che il direttore Schmidt oggi abbia detto ai giornalisti “Il Corridoio vasariano in questo momento e' un cantiere. Abbiamo iniziato i lavori necessari perche' non era a norma per la sicurezza. Per il corridoio che collega Palazzo Pitti con gli Uffizi e' necessario un anno di lavori", perché a queste belle parole – si chiede il sindacalista – dove stanno i documenti che le avvalorano, dato che come sindacato più volte li abbiamo chiesti e non abbiamo mai avuto risposta?».
«Non vorremmo che si parli di lavori 'fantasma' o dei desiderata per fare contenta l'opinione pubblica – punta il dito Nencetti – perché non esiste alcun atto od ordine di servizio che indichi gli incarichi per la squadra di lavoratori interna, come pure chi siano le ditte esterne che ci stanno lavorando e su quale progetto: definitivo o progettuale e con quali costi, dato che l'unico progetto presentato nel 2010 prevedeva al massimo una spesa complessiva di non più di oltre 4 milioni di euro cash. Infine, – conclude Nencetti – ci aspettiamo che la direzione di Gallerie degli Uffizi abbia chiesto subito anche al Demanio la riconsegna degli ingenti locali lungo il percorso di proprietà statale, locali necessari per attuare le cosiddette vie di fuga a metà percorso e senza costi esosi per la collettività».
Fonte: Confsal-Unsa Beni Culturali
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