Voucher, Toccafondi: "Va riformato il sistema, non abolito"

Gabriele Toccafondi

"Nel 2016, in Toscana, 100 mln di prestazioni lavorative sono state pagate con voucher, una percentuale sotto l'1% rispetto ad altre tipologie di pagamento e ne sono stati venduti circa 10 milioni e mezzo. Utilizzati in Italia come in Toscana soprattutto nel settore terziario (60%) ed in particolare in tre settori: alberghi e ristoranti (26%), commercio (13%) e servizi sociali (5%). Oltre il 60% dei lavoratori pagati con voucher ha incassato meno di 500 euro e il 30% ha meno di 25 anni. Dati che dimostrano una sostanziale utilità. Colpiamo gli abusi ma non eliminiamo del tutto lo strumento.

Uno strumento che ha fatto uscire tanti lavoratori giornalieri dal "nero" dato che ogni voucher viene pagato dal datore di lavoro 10 euro di cui 2,5 per assicurazione e previdenza e 7,5 al lavoratore, e sfido chiunque a dire che questi 100 milioni pagati ai lavoratori toscani siano un abuso generalizzato.

Chiedetelo ad agricoltori per le giornate stagionali, alle famiglie per l'assistenza di anziani o per i baby sitter, ai ristoranti o alberghi per le giornate di massima affluenza, chiedetelo a loro se questi strumenti sono stati utili o meno, e soprattutto ricordate che prima dei voucher molti di questi lavori erano pagati in nero senza tutele, assicurazione, previdenza.

Togliere lo strumento del tutto può riportare proprio a questo. Uno strumento che parte dal 2003 e solo a novembre il governo aveva proposto delle novità stringenti: l'imprenditore doveva comunicare almeno un'ora prima dell'avvio della prestazione l'utilizzo del voucher prima doveva comunicarlo fino a 30 giorni dopo la prestazione.

I dati anagrafici, codice fiscale del lavoratore, luogo e durata della prestazione dovevano essere comunicati prima della prestazione lavorativa. Tutte le comunicazioni inviate con sms o mail alla sede territoriale dell'Ispettorato del Lavoro. In caso di omessa comunicazione prevista una sanzione tra i 400 e i 2.400 euro per ogni lavoratore. 

La strada era questa, riformare non quella di eliminare. Noi siamo contrari all'eliminazione perché non aiuta il lavoro e neanche i tanti lavoratori si rischia soltanto di aiutare il lavoro in nero. Per affrontare il tema occorre meno ideologia e più realismo e buonsenso". Questo quanto dichiarato in una nota da Gabriele Toccafondi Sottosegretario al Miur ed esponente di Alternativa Popolare.

Fonte: Ufficio Stampa

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