
Con una solo testo legislativo, che modifica ben venticinque leggi regionali in vigore, si punta ad allineare tutte le politiche di settore al nuovo modello di programmazione introdotto dalla legge regionale 1/2015, che vede nel Programma regionale di Sviluppo (Prs) l’atto fondamentale di indirizzo per i prossimi quattro anni e nel Documento di Economia e Finanza Regionale (Defr), con la relativa nota di aggiornamento, la specificazione degli indirizzi e l’indicazione degli interventi dell’anno successivo.
È questo l’obbiettivo della proposta di legge licenziata dalla commissione Affari istituzionali, presieduta da Giacomo Bugliani(Pd), che snellisce le procedure e rivede profondamente gli strumenti previsti per attuare le strategie del Prs 2016-2020. La disciplina che interviene su imprese e attività produttive è cambiata pochi mesi fa e le modifiche hanno già tenuto conto delle novità. Su tutto il resto possiamo individuare tre tipologie.
La prima riguarda le leggi di programmazione settoriale che hanno previsto un piano, non più riproposto: le nuove modalità di attuazione sono essenzialmente delibere di Giunta regionale, che attuano gli interventi previsti dal Defr e dalla nota di aggiornamento. Si tratta, ad esempio, delle norme sulla tutela e difesa dei consumatori, sulla cittadinanza di genere, sull’ educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro.
La seconda tipologia disciplina la proroga di alcuni piani, come il piano integrato delle infrastrutture e della mobilità (Primm), le norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati, il piano ambientale ed energetico regionale.
La terza tipologia riguarda i piani che saranno elaborati nel corso della legislatura corrente per tenere conto del riordino istituzionale, come la legge sulla caccia e quella sulla pesca, che sono anche veri e propri atti di governo del territorio.
Per quanto riguarda altri piani, che derivano da norme nazionali, sono stati fatti interventi di mera manutenzione, come nel caso della legge per la protezione e la bonifica dall’amianto, della proroga del piano di risanamento e qualità dell’aria, della legge per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale, in riferimento ad alcuni aspetti delle politiche abitative.
Fino all’approvazione del nuovo Piano sanitario sociale integrato regionale (Pssir), saranno prorogati il Piano per lo sport e il Piano di indirizzo per l’immigrazione, approvati nel corso della legislatura passata, le cui politiche confluiranno, appunto, nel nuovo Pssir.
Fonte: Consiglio Regione Toscana
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