
Giovedì 9 marzo alle ore 18 nella Sala del Gonfalone del Palazzo del Pegaso della Regione Toscana in via Cavour 4 a Firenze si terrà la conferenza stampa di presentazione del libro di Erasmo D’Angelis.
Alla presenza dell’autore partecipano: Eugenio Giani Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Federica Fratoni assessore all’Ambiente della Regione Toscana, Gregorio Agresta Comandante regionale dei Vigili del Fuoco della Toscana, Riccardo Gaddi Responsabile della Protezione civile della Regione Toscana, Paolo Masetti sindaco di Montelupo Fiorentino e Responsabile della Protezione civile dell’Anci Toscana e Mauro Pagliai della Polistampa Editore
Il libro, scritto da Erasmo D'Angelis, con prefazione di Fabrizio Curcio Capo dipartimento della protezione civile e Rossella Muroni, Presidente di Legambiente, è di stretta attualità. E’ nato come un grazie e un omaggio a donne e uomini coraggiosi che vediamo in azione ogni giorno nel più efficiente sistema di gestione delle emergenze. Italiani che soccorrono eroicamente, anche a rischio della loro vita chi è in pericolo per le conseguenze delle calamità naturali.
Un libro che racconta l'Italia dei soccorsi e dei soccorritori e i grandi rischi di catastrofi naturali del nostro paese e che si pone l’obiettivo di aiutare a recuperare la cosa più fragile dopo ogni tragedia: la memoria della nostra lunga storia di eventi tragici (terremoti, frane, alluvioni, eruzioni vulcaniche, valanghe, incidenti gravi) con vittime e danni, delle loro cause e delle gravi conseguenze con uno sguardo all'intero percorso che ha portato alla nascita e allo sviluppo della Protezione Civile.
Un libro utile in un Paese ancora largamente impreparato alla prevenzione strutturale, con una scarsa coscienza dei pericoli e una scarsissima conoscenza dei fenomeni naturali.
Il libro contiene anche un manuale dei comportamenti da adottare in caso di pericolo e la cronologia di terremoti, eruzioni e alluvioni da Pompei ad Amatrice per mettere tutti noi italiani di fronte alla realtà e alla necessità di abbandonare per sempre il fatalismo medievale e la perversa logica degli abusi e della violenza ai nostri territori.
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