
È ora disponibile il consueto report annuale sull'andamento della stagione balneare.
La stagione balneare 2016 è stata caratterizzata, come sempre, da un'elevata qualità delle acque e da un limitato numero di casi di non conformità, in netta diminuzione rispetto all’anno precedente: solo 22 campioni non hanno rispettato i limiti normativi (1.3% sul totale di quelli prelevati), mentre, ad esempio, erano il triplo nel 2015 (67 campioni e 3.9%).
Anche il numero delle aree interessate da contaminazione è stato inferiore agli anni precedenti: dalle 35 aree di balneazione (60 km di costa) del 2015 si passa alla metà (17 aree) nel 2016, relative a poco più di 15 km di costa.
Invece, i casi di inquinamento con concentrazioni microbiche particolarmente elevate (valori superiori al doppio dei limiti normativi: EC >1.000 MPN/100ml e/o EI >400 UFC/100ml1) sono stati più numerosi del 2015 (56% contro il 24%), in linea con quelli degli anni passati (52% nel 2013-14).
La stagione estiva 2016 è stata caratterizzata da una generale stabilità meteorologica con alte temperature e scarsità di precipitazioni e, di conseguenza, vi è stato un minor apporto di carichi potenzialmente inquinanti veicolati dai corsi d’acqua che sfociano lungo la costa toscana.
In genere, quindi, gli episodi di inquinamento durante la scorsa estate sono dipesi più da malfunzionamenti dei sistemi di collettamento e depurazione delle acque reflue (come a Follonica, Livorno, Grosseto, San Vincenzo e Scarlino) che da criticità messe in evidenza dalle precipitazioni (litorale apuo-versiliese e livornese), anche se molti dei problemi restano ancora irrisolti.
La qualità delle aree di balneazione nel 2016 (268 aree totali) si è mantenuta ad un livello “eccellente”, sostanzialmente stabile rispetto al 2014-15, con quasi il 91% delle aree (243) ed il 96% dei km di costa controllati che si colloca in questa classe.
La distribuzione nelle varie classi denota un certo miglioramento: le aree “buone” salgono da 14 a 17, quelle “sufficienti” scendono da 7 a 6 e le “scarse” restano solo 2, da 3 che erano nel 2015.
Osservando la distribuzione territoriale delle variazioni di classe, ancora una volta la costa toscana settentrionale (litorale apuo-versiliese) è quella con la maggior percentuale di aree in classe diversa da quella “eccellente” (più di 1 su 4) con 2 aree “scarse” e 2 “sufficienti”.
Le altre zone non eccellenti sono spesso localizzate in prossimità di sbocchi a mare di corsi d’acqua, alcuni dei quali già soggetti a divieto permanente di balneazione per motivi igienico sanitari, che appaiono in progressivo miglioramento.
Le 3 aree diventate “scarse” hanno risentito di diversi episodi di contaminazione nel corso di questi anni, a dimostrazione di criticità non risolte nei sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue.
Nel 2016, su 72 campioni analizzati nelle 10 zone sottoposte a divieto permanente per motivi igienico sanitari presenti in Toscana, il 40% (29) ha evidenziato valori al di fuori dei limiti normativi, ma solo nel 19% si sono avute concentrazioni veramente “critiche”, da 2 a 10 volte superiori ai limiti, condizioni del tutto analoghe a quanto rilevato nel 2015.
La situazione peggiore, come sempre, è quella della fossa Maestra (Carrara), con il 100% dei prelievi non conformi, mentre anche alcune zone che in passato erano risultate più contaminate (Torrente Brugiano a Massa; Gora delle Ferriere a Follonica) hanno avuto metà o quasi (43-63%) dei controlli a norma.
Ancora meglio sono andate le zone di divieto alla foce del fiume Morto (Pisa) e del Canale Solmine (Follonica) con 1/3 dei campioni fuori norma e quelle presso la foce del torrente Frigido (Massa) e della fossa Calda a Torre Nuova (S.Vincenzo-Piombino), che confermano un progressivo miglioramento con 1 solo caso di fuori norma in tutta la stagione.
Riguardo alla presenza di Ostreopsis ovata, nel 2016 le scarse precipitazioni e le temperature elevate hanno creato le condizioni ambientali ideali per lo sviluppo di questa microalga nel litorale apuano, tanto che la fioritura è iniziata nella seconda metà di luglio ed è proseguita fino a meta settembre, con concentrazioni molto elevate rispetto al recente passato (fino a 634.380 cell/L).
Invece, lungo il litorale pisano e livornese non si sono verificati episodi di fioritura per tutta l’estate, con solo qualche leggero aumento di concentrazione in un punto di Marina di Pisa ad inizio agosto.
Dopo alcuni anni di assenza di segnalazioni, nel 2016, durante la fioritura di fine luglio, sono stati evidenziati malesseri in alcuni bagnanti che frequentavano il Bagno S. Zita a Marina di Massa: i controlli hanno confermato la presenza della microalga in tutta la zona con concentrazioni molto elevate (fino a 557.400 cell/L), anche se è stato emesso solo un avviso di “non sostare nella vicinanze della battigia o di farlo almeno per periodi brevi”.
Fonte: Arpat
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