
Scenografie virtuali e tridimensionali per lo spettacolo teatrale sulla vita di Gerolamo Savonarola, il frate domenicano che mise a ferro e fuoco Firenze, prima di finire lui stesso al rogo. E’ quanto accadrà in sala d’Arme di Palazzo Vecchio, venerdì 17 febbraio alle 20.45, grazie allo spettacolo “Savonarola”, che rientra nel cartellone della “Festa della Toscana 2016”, promossa dal Consiglio Regionale.
“Ho voluto presentare nella sala più prestigiosa del Consiglio regionale, sala Gonfalone, uno spettacolo così importante per la vita culturale di Firenze e della Toscana, un dramma in atto unico che ci presenta, grazie all’autore don Vincenzo Arnone, una figura fondamentale per la nostra città”. Così Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana, presentando a palazzo del Pegaso l’inedita rappresentazione, in scena con la regia di Pietro Bartolini, direttore dell’Accademia Teatrale di Firenze, con il contributo del Laboratorio di Robotica Percettiva dell’Istituto TeCIP (Tecnologie della Comunicazione, Informazione, Percezione) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e con la collaborazione del Comune di Firenze. “Savonarola non fu solo un grande predicatore, ma anche vero leader politico di Firenze dopo la morte di Lorenzo il Magnifico – ha continuato Giani – un leader che fu messo al rogo dai potenti di allora ma che ancora oggi, per la compostezza e il rigore nell’affrontare il martirio, fanno di lui una personalità dal carisma eccezionale, che continua a suscitare fascino”. L’attualità di Gerolamo Savonarola è resa viva attraverso un linguaggio moderno, per favorire una comprensione anche da parte delle giovani generazioni, che potranno riscoprire la figura storica di uno dei profeti più inquieti e importanti della storia italiana. Le parti recitate sono integrate dagli interventi della cantante Simona Collura.
Insieme al presidente del Consiglio regionale sono intervenuti il direttore dell’Accademia teatrale di Firenze Pietro Bartolini, l’autore Vincenzo Arnone e il ricercatore Marcello Carrozzino del Laboratorio di Robotica percettiva della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
Fonte: Firenze
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