
"Una comunità virtuosa che conosce il valore del bene pubblico”
Un tabernacolo rinascimentale, un pezzo di Valdelsa segreto, insolito e poco noto, da salvare con gli occhi e la sensibilità di un intero paese. Nonostante il trascorrere del tempo che ha causato evidenti danneggiamenti, la Madonna col Bambino di Vico d'Elsa saluta e accoglie viandanti e pellegrini da oltre cinque secoli. Lo fa con metodo, con la bellezza, la magnificenza e la grazia di un'effigie appena visibile che invita, ospitale e benevola, ad entrare nel borgo. I colori e le forme hanno gradualmente perso tono e brillantezza ma la figura continua a comunicare attraverso l'affetto e la vicinanza dei castellani contemporanei.
L'immagine mariana posta all'ingresso della porta est di quello che un tempo era l'antico castello valdelsano, torna a vivere grazie al cuore della comunità che si mobilità per farle riacquisire l'aspetto originario. Il percorso di restauro dell'affresco murario situato all'esterno di un edificio, voluto dai cittadini, dalle associazioni e sostenuto e condiviso con il Comune di Barberino val d'Elsa, è giunto ad un punto di svolta. Effettuati i primi campionamenti, ha preso il via il progetto di restauro, autorizzato dalla Sovrintendenza, per riportare agli antichi splendori una delle rare testimonianze di figure mariane dipinte all'interno di nicchie murarie.
“Si tratta di un'opera del sedicesimo secolo – commenta Giacomo Cencetti, consigliere comunale, membro della Pro Loco di Barberino - Gruppo Archeologico Achu - della prima metà del Cinquecento, l'immagine è affiancata da due santi, probabilmente San Giuliano e San Iacopo, cari al tema del pellegrinaggio, ed era il simbolo di devozione religiosa per chiunque da viaggiatore facesse il suo ingresso nel borgo, luogo di passaggio lungo la via Francigena per i vicini centri posti al confine tra Firenze e Siena, come San Gimignano e Certaldo”. La comunità si è mossa da tempo per promuovere e raccogliere fondi a favore del restauro di quest'opera attraverso l'organizzazione di eventi, cene e iniziative culturali.
“Un esempio straordinario – aggiunge il sindaco Giacomo Trentanovi che affiancherà concretamente l'intervento della comunità – che mostra l'attenzione e la sensibilità dei residenti verso un'opera culturale che rappresenta e racchiude la storia, le origini e l'identità del luogo in cui vivono. La rete delle associazioni che si è spontaneamente costituita intorno a questo obiettivo e continuerà a lavorare per raggiungere le somme necessarie al completamento del restauro rappresenta l'esempio migliore di una comunità virtuosa, che fa propri valori fondamentali per la nostra crescita come l'appartenenza al territorio, il rispetto per il patrimonio pubblico, la consapevolezza del bene culturale, l'interazione e il dialogo tra le varie realtà che caratterizzano il tessuto sociale. Un ringraziamento a tutti loro”. Ad aver promosso il percorso di restauro sono le associazioni Pro Loco Barberino – Gruppo Archeologico Achu, Parrocchia di Vico, Giardino Sottovico, coro Voci di Vico, Consiglio di frazione.
Fonte: Ufficio Stampa Associato del Chianti Fiorentino
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