
"Non si batte il populismo rincorrendolo, cercando di imitarlo come ha provato a fare Renzi". Lo ha affermato Marco Follini, ex segretario dell'Udc, parlando a margine dei lavori del congresso regionale del partito in Toscana. "Non si batte il populismo - ha aggiunto - mettendo in campo una santa alleanza di tutti i partiti storici: si batte il populismo aiutando gli italiani a riconoscersi nelle diverse bandiere della loro tradizione democratica". Con questa premessa, Follini ha lanciato un appello al partito toscano, che col congresso di oggi esce da una fase di commissariamento: "Se posso fare una raccomandazione - ha detto - a questo partito che ha vissuto momenti difficili è quello di non mettere tutta l'attenzione sulle alleanze, ma di ragionare semmai sull'identità: i democristiani sono tra i pochi in questo paese che possono raccontare una storia degna, e quindi in quella storia si devono rispecchiare. Certo, pagando il giusto prezzo alla modernità, ma sapendo che le più grandi novità sono figlie di una cultura, di una storia, di una memoria che non si improvvisano".
De Poli e il proporzionale
"Credo che oggi l'Italia abbia bisogno di stabilità, e anche la Consulta ha detto che non esiste una legge elettorale omogenea tra Camera e Senato: quindi credo proprio che si andrà al 2018". Lo ha affermato Antonio De Poli, presidente dell'Udc, parlando a margine dei lavori del congresso regionale del partito in Toscana. "Credo che dovremmo lavorare con forza - ha aggiunto - per ricreare una legge che noi crediamo proporzionale, con preferenza, quindi per ridare ai cittadini i propri candidati".
"Intanto ricreiamo questa nostra area, e poi su questo andremo a valutare tutte quelle forze che fanno riferimento al Partito popolare europeo: su questo lavoreremo, per ricrearlo anche in Italia, perché oggi non c'è". Lo ha affermato Antonio De Poli, presidente dell'Udc, parlando dell'orizzonte per le prossime elezioni amministrative, a margine dei lavori del congresso regionale del partito in Toscana. Il lavoro sul territorio, per De Poli, è fondamentale per "ripartire in mezzo alla gente, per i problemi veri che hanno i nostri cittadini, dal lavoro all'assistenza ai nostri papà e alle nostre mamme, dai nostri giovani che non trovano lavoro alle piccole e medie imprese, i temi fondamentali che oggi hanno a cuore i cittadini". Secondo il segretario dell'Udc l'obiettivo è quello di "ricreare quell'area popolare che fa riferimento al Ppe, alternativo chiaramente al populismo della destra, e altrettanto alternativo a una sinistra massimalista che scambia i fattori di laicismo con fattori della laicità".
De Mita: "Rispondiamo alla domanda politica"
"Forse non c'è bisogno di un nuovo partito, ma c'è bisogno di dare risposta a una domanda di politica: una forza come la nostra, ancorché piccola nei numeri, ha però una radice culturale profonda che è quella del popolarismo". Lo ha affermato Giuseppe De Mita, vicesegretario nazionale dell'Udc, parlando a margine dei lavori del congresso regionale del partito in Toscana. "Secondo De Mita infatti "il Paese ha bisogno di recuperare una prospettiva di giustizia sociale, di uguaglianza, di recupero del rapporto tra le persone dentro le comunità: se a questa domanda non si dà risposta, e le risposte che sono state date fino a oggi sono state sostanzialmente illusorie, penso a quella renziana, le persone smarrite rifuggono nella rabbia, nel rancore, nell'apatia".
Esposito: "Non vogliamo rifare la Dc"
"Oggi qui a Firenze non vogliamo ricostruire la Dc, non perché i suoi valori siano scomparsi o inattuali, ma vogliamo riprendere un percorso nuovo che sappia guardare al futuro preservando le esperienze del passato". Lo ha affermato il senatore dell'Udc Giuseppe Esposito, intervenendo al congresso regionale del partito in Toscana. Esposito, vicepresidente del Copasir, ha lasciato lo scorso giovedì il Nuovo Centrodestra per aderire al partito di Lorenzo Cesa. "In questo ultimo anno e mezzo ho avuto serie difficoltà nel far parte di un partito che si è appiattito su posizioni di comodo, di interesse, e che sempre di più nel corso del tempo ha smarrito la via maestra dei reali principi per cui era nato. Mi sono stancato di guardarmi le scarpe, perdendo di vista la strada da percorrere. La vocazione della politica è stare tra la gente e tra la gente dobbiamo tornare. Tra le persone della mia Toscana, terra d'adozione che mi vedrà sempre di più impegnato al suo fianco".
Antonio De Poli, presidente dell'Udc
"Il congresso regionale dell'Udc in Toscana segna il rilancio del nostro progetto sotto il simbolo dello scudo crociato: la parola d'ordine per noi è riaggregazione". Lo ha affermato Antonio De Poli, presidente dell'Udc, intervenendo oggi al congresso del partito toscano svoltosi a Firenze. "Negli ultimi mesi abbiamo fatto scelte importanti, in primis quella relativa al referendum costituzionale del 4 dicembre", ha ricordato De Poli, secondo cui l'Udc si è schierato per il No perché "l'Italia ha bisogno di riforme, anche costituzionali, ma fatte bene. Oggi la priorità è il rilancio del Paese". Il presidente dell'Udc ha ribadito i temi principali dell'azione del partito: lavoro, sostegno a famiglie e imprese, immigrazione e sicurezza. "Dobbiamo spogliarci - ha detto - dei panni del commissario tecnico della Nazionale di calcio. Dobbiamo ritornare tra la gente, forti della nostra storia, quella dei democratici cristiani".
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